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La leggenda del filo rosso

Quando incontreremo l’amore della nostra vita, tutto sarà diverso: dal modo in cui passiamo le giornate alla concezione stessa di vita e amore.

Non potrai mai scappare dal tuo cuore. Quindi è meglio che ascolti quello che ha da dirti.

Paulo Coelho, “L’alchimista”

Secondo un’antica leggenda orientale ognuno di noi è unito all’amore della propria vita da un sottile filo rosso attaccato al dito mignolo. Non importa quanto possa essere lontana in un dato momento della vita la persona all’altro capo del filo.Ciò che è certo però, è che due persone unite dal filo finiranno per incontrarsi prima o poi. Si tratta del filo rosso del destino che mai e poi mai si romperà, indipendentemente da ciò che possa accadere.Non importa quanto ci metteremo a conoscere questa persona, né il tempo che passeremo senza vederla.  Non importa nemmeno se essa si trovi all’altro capo del mondo, perché il filo si allungherà quanto serve affinché i cuori delle persone che unisce siano sempre connessi.Secondo quanto narra la leggenda, questo filo rosso ci accompagna dalla nascita e la nostra vita si sviluppa attorno ad esso. Decide il futuro delle persone che lega e le guida attraverso il mondo fino al fatidico momento in cui si incontreranno per non lasciarsi mai più.

La leggenda narra così: 

Durante la Dinastia Tang c’era un tale di nome Wei i cui genitori morirono quando era ancora molto giovane. Una volta diventato grande, desiderava ardentemente sposarsi e avere una famiglia, ma purtroppo, per quanto la cercasse, non riusciva a trovare una moglie.Mentre era in viaggio, giunse un giorno in una città di nome Song, dove trovò alloggio in una locanda. Lì incontrò uno sconosciuto al quale, chiacchierando, espose le proprie difficoltà. L’altro gli disse che la figlia del governatore della città sarebbe stata un buon partito per lui, e si offrì di parlare con il padre della ragazza. Dopodiché, i due decisero di rincontrarsi il mattino dopo di buon’ora davanti al tempio vicino alla locanda. In preda all’ansia, Wei giunse al tempio prima dell’alba, quando la luna era ancora alta in cielo. Sui gradini del tempio, appoggiato con la schiena a un sacco, sedeva un vecchio, intento a leggere un libro alla luce della luna. Avvicinandosi e dando un’occhiata alle pagine da sopra la spalla del vecchio, Wei si accorse di non poterne leggere neppure una parola. Allora, incuriosito, gli chiese: “Signore, che libro è quello che sta guardando? Fin da bambino ho studiato parecchie lingue e conosco molte scritture, ma mai in vita mia ho visto un libro simile.”
Il vecchio rispose sorridendo: “È un libro proveniente dall’Aldilà”.
“Ma se tu vieni da un altro mondo, che ci fai qui?” chiese Wei.
Prima di rispondere il vecchio si guardò attorno, quindi disse: “Ti sei alzato molto presto. Di solito non c’è in giro nessuno, tranne quelli come me. Noi dell’Aldilà, incaricati di occuparci delle faccende umane, dobbiamo andare qua e là tra gli uomini, e spesso lo facciamo nella luce crepuscolare dell’alba”
“E di che ti occupi?”
“Dei matrimoni” replicò l’altro.
Allora Wei gli aprì il suo cuore: “Sono solo al mondo fin dall’infanzia, e da molto tempo avrei voluto sposarmi e avere una famiglia. Per dieci anni ho cercato invano una sposa. Adesso spero di sposare la fanciulla del governatore. Dimmi, si realizzerà la mia speranza?”
Il vecchio guardò il libro e rispose: “No. Non è la persona a te destinata. In questo momento quella che sarà tua moglie ha solo tre anni, e la sposerai quando ne avrà diciassette.”
Deluso dall’idea di dover aspettare tanto, Wei notò il sacco cui il vecchio si appoggiava e gli chiese cosa contenesse.
“Filo rosso per legare le dita di mariti e mogli. Non lo si può vedere, ma una volta che sono legati non li si può più separare. Sono già legati quando nascono, e non conta la distanza che li separa, né l’accordo delle famiglie, né la posizione sociale: prima o poi si uniranno come marito e moglie. Impossibile tagliare il filo. Sicché, visto che sei già legato alla tua futura moglie, non c’è niente da fare” rispose il vecchio.
E alla nuova domanda di Wei il vecchio replicò che la futura sposa non viveva lontano da lì, e che era la figlia della vecchia Chen, che aveva un banco sul mercato.
“Posso vederla?”
“Se davvero lo desideri, te la mostrerò, ma ricordati che il tuo futuro non cambierà.”
Ormai l’alba era spuntata e, visto che l’uomo che attendeva non si vedeva, Wei tutto eccitato seguì il vecchio al mercato.
Dietro la bancarella di frutta e verdura stava una povera vecchia cieca da un occhio, con una bambinetta al collo di circa tre anni, tutte e due vestivano di stracci.
“Ecco tua moglie” fece il vecchio indicando la piccina, e Wei replicò in preda alla delusione: “E se io la uccidessi?”
“È destinata a portare ricchezze, onori e rispetto alla tua famiglia. Qualsiasi cosa tu faccia, non puoi cambiare il destino” e così dicendo il vecchio scomparve.
Profondamente deluso e incollerito con il messaggero dell’oltretomba, Wei lasciò il mercato con intenzioni omicide. Trovato un coltello e resolo affilato come un rasoio, lo diede al suo servo dicendogli: “Hai sempre eseguito i miei ordini. Adesso uccidi quella bambina, e io ti compenserò con cento pezzi di rame.”
Il giorno dopo il servo, nascosto il coltello nella manica, andò al mercato e, celato tra la folla, si fece strada fino alla vecchia e alla bambina. Di colpo cavò il coltello, colpì la piccola, si voltò e scappò via, confondendosi con la folla strillante in preda al panico.
“Ci sei riuscito?” gli chiese Wei quando il servo si presentò.
“Ho cercato di colpirla al cuore, ma invece l’ho colpita tra gli occhi”
Il ragazzo ricevette il compenso pattuito e Wei, sollevato all’idea di essere libero di sposare chi volesse, continuò la sua solita vita, e col tempo si scordò dell’intera faccenda.
Tuttavia, i suoi tentativi di trovare moglie furono vani, e così trascorsero quattordici anni. A quell’epoca lavorava in una località chiamata Shiangzhou, e le cose gli andavano molto bene, tanto che il suo superiore, il governatore locale, gli offrì in moglie la propria figlia. Così finalmente Wei ebbe una moglie bella e di ottima nascita, una diciassettenne che amava moltissimo.
Non appena la vide, Wei notò che la ragazza portava sulla fronte una pezzuola che non si toglieva mai, neppure per lavarsi e dormire. Non le chiese nulla, ma la cosa non cessava di incuriosirlo. Poi, parecchi anni dopo, si ricordò all’improvviso del servo e della bambina al mercato, e decise di chiedere alla moglie la ragione della pezzuola.
Piangendo lei gli rispose: “Non sono la figlia del governatore di Shiangzhou, bensì sua nipote. Un tempo mio padre era il governatore di una città di nome Song, e lì morì. Ero ancora piccola quando morirono anche mia madre e mio fratello. Allora la mia governante, la signora Chen, ebbe pietà di me e mi prese con sé. Avevo tre anni quando mi porto con sé al mercato, dove un pazzo mi accoltellò. La cicatrice non è scomparsa, e per questo la copro con una pezzuola. Circa sette od otto anni fa, mio zio ritornò dal Sud e mi prese con sé, per poi maritarmi come se fossi stata sua figlia.”
“La signora Chen era per caso cieca da un occhio?” chiese Wei.
E la moglie stupita: “Sì, ma come lo sai?”
“Sono stato io a cercare di ucciderti” spiegò Wei profondamente commosso. “Com’è strano il destino!”.
Dopodiché, raccontò l’intera storia alla moglie, e adesso che entrambi sapevano tutta la verità, si amarono più di prima.
Più tardi nacque loro un figlio che divenne un alto funzionario, e godettero di una vecchiaia felice e onorata.

Questa leggenda è talmente radicata nelle culture orientali che milioni di persone portano dei fili rossi intrecciati alle loro dita. Si dice che questa leggenda si diffuse quando si scoprì che l’arteria ulnare unisce il dito mignolo al cuore, la fonte della nostra vita, l’angolo in cui metaforicamente risiede la nostra capacità di amare.

I grandi amori della nostra vita

Dicono che durante la nostra vita abbiamo due grandi amori. Uno con il quale ti sposerai o vivrai per sempre, può essere il padre o la madre dei tuoi figli: con questa persona otterrai la massima comprensione per stare il resto della tua vita insieme.

E dicono che c’è un secondo grande amore, una persona che perderai per sempre. Qualcuno con cui sei nato collegato, così collegato, che le forze della chimica scappano dalla ragione e ti impediranno sempre di raggiungere un finale felice.
Fino a che un giorno smetterai di provarci, ti arrenderai e cercherai un’altra persona che finirai per incontrare. Tuttavia, ti assicuro che non passerà una sola notte senza aver bisogno di un altro suo bacio o anche di discutere una volta in più.

Tutti sanno di chi sto parlando, perché mentre stai leggendo queste righe, il suo nome ti è venuto in mente. Ti libererai di lui o di lei e smetterai di soffrire, finirai per incontrare la pace, però ti assicuro che non passerà un giorno in cui non desidererai che sia qui per disturbarti. Perché a volte si libera più energia discutendo con chi ami, che facendo l’amore con qualcuno che apprezzi”.

Paulo Coelho

A volte questi 2 tipi di amore coincidono. Altre volte invece li viviamo separatamente, cosa che occasionalmente ci fa ripensare con malinconia al passato. Entrambi questi amore sono necessari e imprescindibili, e dobbiamo essere grati della possibilità di provarli. Non potremo mai imporre i nostri capricci al filo rosso. Nemmeno la nostra ignoranza potrà opporsi ad esso, perché anche se non lo possiamo vedere, esso sarà il responsabile delle nostre scelte e dei nostri spostamenti nella vita. La comparsa dell’amore unito a noi dal filo rosso del destino segna un’epoca della nostra vita, un prima e un dopo che cambierà la nostra esistenza e la nostra concezione dell’amore stesso.

Si chiamano anime gemelle, essenze unite da un unico destino…

Vivere più sani

 

 

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