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    7 ingredienti necessari nella coppia, oltre all’amore

    L’ingrediente principale per tutte le relazioni di coppia è senza dubbio l’amore. Se uno dei due dubita dei propri sentimenti, è probabile che, alla fine, la coppia finisca per separarsi.

    Tuttavia, ci sono anche altre cose necessarie per costruire una relazione forte, stabile e, soprattutto, felice.

    L’arte di amare è accompagnata da una serie di valori, importanti per una convivenza sana e per poter costruire un progetto di vita insieme. Ecco i 7 ingredienti fondamentali per una coppia, oltre all’amore.

    1. Fiducia

    Uno dei tesori più grandi per la coppia è la fiducia. È lo strumento per raggiungere la felicità, propria e dell’altra persona. Quando si mette in pratica questo sentimento, la relazione si nutre di tranquillità e non c’è motivo di preoccuparsi nei momenti in cui non si sta insieme.

    Vivere con questa ansia di sottofondo o pensare continuamente ad un possibile tradimento genera tensione nel legame e ci impedisce, per di più, di godere pienamente di ogni nostra esperienza.

    2. Accettazione

    Accettare significa non cercare di far diventare il nostro partner un’altra persona. Attenzione, spesso diciamo di accettare i difetti dell’altro, ma, in un modo o nell’altro, ci aspettiamo un suo cambiamento.

    È fondamentale riuscire ad accogliere i pregi e i difetti di chi amiamo: nessuno è perfetto e a volte alcuni comportamenti fanno strettamente parte della personalità.

    Il cambiamento è il benvenuto quando è costruttivo e desiderato da entrambi; sempre che non implichi il reprimersi o il fare qualcosa contro la propria volontà.

    3. Comunicazione

    Uno dei grandi pilastri nella relazione di coppia è il mantenere una buona comunicazione. In qualsiasi momento è importante parlare apertamente, dire quello che si sente, confidare i propri sogni e quelle inquietudini che nascono con il progredire della relazione.

    La comunicazione deve anche affrontare il tema della sessualità, una parte della vita di coppia fondamentale, in cui entrambi devono sentirsi a proprio agio.

    4. Compromesso

    “Nella buona e nella cattiva sorte”. Compromesso significa accettare di dividere la propria vita con un’altra persona e incontrarsi in uno spazio comune.

    Non importa quanto bene o male vadano le cose, dentro o fuori della coppia, deve esserci la sicurezza che si è disposti a superare tutto, insieme.

    5. Rispetto

    Tutte le unioni durature sono consolidate da questo valore importante, che assicura una sana convivenza. Senza rispetto, molto semplicemente, non si può parlare d’amore e la cosa più probabile è che nella coppia siano prevalenti le emozioni negative.

    È fondamentale che entrambi sappiano controllare le situazioni di rabbia o fastidio. Sono i momenti i cui si possono lanciare le parole più offensive. Quindi, attenzione! Bisogna sempre pensare con la mente fredda.

    6. Saper perdonare

    Nessuna relazione è perfetta, in qualunque momento possiamo essere messi alla prova a causa di un errore. È  giusto perdonare?

    Il perdono non è un gesto che si concede a chiunque ed è difficile offrirlo con il cuore, ma nella coppia è molto importante, perché fa parte della crescita interiore di entrambi.

    Nonostante questo, alcune azioni sono veramente difficili da perdonare e forse dimostrano che non vale la pena continuare. In questi casi, la cosa migliore è staccare, almeno per un periodo, per riuscire a curare completamente le ferite.

    Da evitare, invece, di fingere il perdono e reprimere i sentimenti, solo per il timore di restare soli. Bisogna imparare a dire addio quando la situazione lo richiede. Prima di tutto, deve esserci il nostro benessere emotivo.

    7. Lealtà

    Una relazione ferita dall’infedeltà è carente di un ingrediente fondamentale: la lealtà. Questo valore va a braccetto con la fiducia, anzi ne è alla base.Il tradimento ferisce, distrugge e crea caos nella coppia. Per questo motivo, molte relazioni non reggono e terminano nel momento in cui uno dei due (o entrambi) sceglie l’infedeltà.

    Vivere più sani

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    Nessuno merita il vostro amore più di voi stessi

    Nessuno merita il vostro sostegno, il vostro amore e la vostra stima più di voi stessi.

    Un errore che spesso commettiamo è aspettare queste cose dalle persone che ci circondano: che gli altri per primi ci facciano sentire apprezzati, protetti, che ci aiutino a trovare il nostro posto nel mondo.

    È vero che in questa vita tutti meritiamo di essere amati, stimati e apprezzati, ma queste dimensioni devono partire, in primo luogo, da noi stessi. Nessuno merita il proprio amore più di se stesso perché è con questo che si costruisce l’autostima, la forza e la determinazione.

    La felicità è fatta da molte cose, ma nulla è importante quanto sapere che la meritiamo e capire, soprattutto, che se non amiamo noi stessi per primi, nessuno lo farà.

    Impariamo a rispettare noi stessi, innanzitutto

    Chi non rispetta se stesso apre la porta alla manipolazione degli altri, si lascia condurre e finirà per sentirsi personaggio secondario della propria storia.

    Quando siamo consapevoli di meritare più del rispetto altrui, sentiamo l’importanza di coltivare aspetti interiori come l’assertività e l’autostima.

    • Un aspetto comune dell’infanzia e dell’adolescenza è la ricerca di approvazione, di sicurezza: abbiamo la necessità estrema di sentire l’amore dei nostri genitori, l’apprezzamento dei compagni di classe e così via. Questa risposta degli altri ci fa sentire importanti.
    • Con il passare degli anni, capiamo che le persone a volte sbagliano. I nostri familiari possono commettere errori, gli amici talvolta ci deludono e non sempre la coppia offre ciò di cui abbiamo bisogno.
    • È in queste occasioni che si scopre l’importanza di “amare noi stessi”, di tirare fuori quella forza interiore fatta di amor proprio che ci rende meno vulnerabili ai colpi  bassi della vita.

    “Se la mia famiglia mi delude, posso andare avanti lo stesso. Se i miei amici non sono come speravo, posso proseguire e costruire nuove relazioni: perché non mi sento solo e impotente e so quanto valgo”.

    Passi per coltivare l’amor proprio

    Siete voi l’amore della vostra vita

    Nel corso della vita si hanno molti amori, molte persone care: figli, genitori, nonni, fidanzati… ebbene quando non ci amiamo, l’immagine che proiettiamo di noi stessi è insicurezza, rancore, ansia.

    • Le persone che non si apprezzano aspettano che lo facciano gli altri, creando situazioni di carenza affettiva ed emotiva da cui possono derivare forti crisi esistenziali.
    • La vita vera inizia nel momento in cui si diventa pilastri di noi stessi. “Sono importante, merito di essere felice, merito rispetto e amo me stesso.”
    • Queste affermazioni non sono un atto di egoismo, piuttosto di libertà. Nel momento in cui ci convinciamo di meritare il meglio, saremo capaci di andare avanti con più sicurezza e, ancora di più, di dare amore.

    Meritiamo di essere felici

    Tutti meritiamo la felicità, ma non sempre sappiamo come raggiungerla. I modi per avvicinarci ad essa possono essere:

    • Condurre una vita semplice che permetta di mantenere un equilibrio: una vita in cui i vostri valori, la vostra integrità non vengano compromessi, in cui ogni sforzo compiuto valga la pena e le persone vi rispettino.
    • Liberatevi dalle artificiosità: la sofferenza inutile, le preoccupazioni per cose che non meritano la vostra attenzione o per persone che vi fanno del male. Focalizzatevi sulle vostre priorità (la famiglia, voi stessi) e lottate per esse. Tutto il resto non merita il vostro tempo.
    • Non si va alla ricerca della felicità, si trova ogni giorno dentro di noi. Per questo motivo, smettete di cercarla nelle altre persone e cominciate a coltivarla dentro il vostro cuore.

    Qualunque cosa decidiate di fare, assicuratevi che vi renda felici

    “Come si fa?”, vi chiederete. Come posso sapere se ogni decisione presa mi porterà alla felicità? Non sempre è possibile saperlo a priori, perché la vita è fatta anche di rischio, di strade che si incrociano; spesso ci si imbarca in più di un’avventura.

    A qualsiasi cosa diate inizio, però, non dimenticate questo principio: “merito di essere felice, merito di essere rispettato”. Se una di queste condizioni non viene soddisfatta, siate decisi: allontanatevi dalle situazioni che turbano o minano il vostro amor proprio.

    Essere felici è spesso un atto di coraggio, occorre far sentire la nostra voce, la nostra forza e l’amor proprio che ci incoraggia, ogni giorno della nostra vita.

    Vivere più sani

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    Come sapere se siete dove volete stare davvero

    Forse vi sarà capitato di iniziare a leggere un libro su un argomento specifico e di non riuscire ad andare avanti dopo le prime cinque pagine o di voler fare qualcosa di speciale nel tempo libero o nei giorni festivi e di finire a fare cose che non avevano nulla a che vedere con i vostri desideri e stimoli. Questi sono alcuni segnali che possono indicarvi se, in questo preciso momento, siete dove volete stare davvero o meno.

    Tutti hanno delle fantasie riguardo a come vorrebbero che andasse la loro vita, ma solo coloro che percorrono il lato giusto del sentiero riescono a trasformarle in realtà. Come fare a sapere se siete dove volete stare davvero? Come capire se quello è davvero il cammino giusto per voi oppure se vi siete sbagliati? Se non troverete delle risposte adeguate a queste domande, pagherete molto caro il dazio.

    Ci sono persone che intraprendono un cammino senza rendersi conto che non rappresenta quello che vogliono fare nella vita. E si tratta delle stesse persone che, quando realizzano ciò che stanno facendo, credono che sia troppo tardi e preferiscono restare in gabbia, pur avendo le chiavi per uscire strette nel loro pugno.

    Come capire se siete dove volete stare davvero

    Le lamentele fanno parte del vostro linguaggio quotidiano

    Per rendervi conto che le chiavi della libertà sono nelle vostre mani, dovrete individuare alcuni segnali che indicano che state dimorando in un luogo inadatto a voi. Questi segnali sono un’avvertenza affinché possiate cambiare direzione e iniziare a stare bene. Se vedete che vi lamentate di continuo, interpretate tale comportamento come uno di questi indicatori.

    Se non siete soddisfatti del vostro lavoro, del vostro stipendio, della vostra famiglia, delle persone che avete attorno, della vita o di voi stessi, allora è molto probabile che passiate le giornate a lamentarvi di tutto, persino dell’aria che respirate. Se siete tra queste persone che vedono solo l’aspetto negativo delle cose, vuol dire che nella vostra mente abitano solo pensieri oscuri e catastrofisti.Quando nella mente c’è solo oscurità, significa che i vostri pensieri stanno agendo contro di voi, poiché in questo modo, date forma alla vita di cui vi lamentate e dalla quale volete fuggire.

    Per iniziare a cambiare le cose, dovete adottare la buona abitudine di essere grati per quello che avete nella vita e assumere un atteggiamento positivo di fronte a ciò che dovete necessariamente affrontare.

    Non vi state godendo la vita

    Ora immaginatevi la vita come un maglione, che da vedersi è molto bello, ma poi, quando lo indossate, vi pizzica dappertutto. Da un certo punto di vista vi piace, ma ci sono tanti altri aspetti che creano in voi ansia e, a lungo andare, dolore.

    Perché quando vivete in un luogo inadeguato a voi, quando passate il tempo a desiderare “qualcos’altro”, anche il vostro corpo, in quanto involucro della mente, soffre. È stato dimostrato che uno stato d’animo triste riduce le difese e, se unito all’assenza di attenzioni, ci rende particolarmente esposti alla contrazione di malattie o alla loro degenerazione.

    Da un certo punto di vista, lavorare e accumulare è positivo. Godere di risorse economiche, di per sé, non è deplorevole, ma ricordatevi della storia di quell’uomo che trascorse anni e anni a risparmiare “perché non si sa mai”, finché non lo sorprese la morte, imprevisto per il quale non servirono a nulla tutte quelle monete e banconote. Il successo si costruisce giorno per giorno, è questo il vero lavoro.

    “In genere la felicità umana non si ottiene con grandi colpi di fortuna, che sono soliti apparire raramente, ma con le piccole cose che accadono ogni giorno”.

    (Benjamin Franklin)

    Perdete troppo tempo a fare cose inutili

    Perdere il proprio tempo a fare cose inutili è un altro chiaro segnale del fatto che qualcosa non va. Navigare su Internet per ore senza fare qualcosa di davvero produttivo, guardare la televisione per tutto il pomeriggio, giocare con i videogames, fumare o bere in eccesso sono indicatori che dovete valutare se volete capire se state vivendo la realtà che fa per voi oppure no.

    Pensate di potervi godere il successo e la soddisfazione facendo ciò che fate ogni giorno? Credete davvero che ciò vi conferisca benessere oppure ritenete che sia la causa del graduale affievolirsi della fiammella che avete dentro di voi? Non permettete che la vostra luce venga offuscata e cercate le cose che vi fanno stare bene davvero.

    “Un giorno da qualche parte, in qualche posto, inevitabilmente, ti incontrerai con te stesso. E questa, solo questa, può essere la più felice o la più amara delle tue giornate.”

    (Pablo Neruda)

    Cercate le vostre mete e afferrate i vostri sogni… Una volta che inizierete a percorrere il cammino giusto e che avrete cambiato abitudini, la vostra vita giungerà a un punto di svolta e sarà migliore. Vi sentirete così liberi che non perderete più il tempo a lamentarvi o a fare cose che non vi soddisfano!

    La mente è meravigliosa

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    Amare un animale: perché tanta intensità?

    Sigmund Freud diceva che i motivi che ci portano ad amare un animale con tanta intensità si comprendono quando consideriamo che il suo è un amore privo di ambivalenza.

    La relazione che abbiamo con gli animali è libera dai conflitti insopportabili della cultura. Continuava Freud: “i cani non hanno una personalità divisa, la cattiveria dell’uomo civile o la vendetta dell’essere umano contro la società a causa delle restrizioni che impone”.

    Non a caso, il fondatore della psicoanalisi diceva che il cane possiede la bellezza di un’esistenza completa in sé, e che nonostante tutte le divergenze in termini di sviluppo fisico, c’è un’affinità intima, una solidarietà indiscutibile.

    Molto più gradevoli sono le emozioni semplici e dirette dei cani, quando muovono la coda per la contentezza o abbaiano per esprimere dispiacere. Ci ricordano gli eroi della Storia, e sarà per questo motivo che a molti cani si dà il nome di uno di essi.

    -Sigmund Freud-

    È una beffa che un cane viva in media 12 anni

    Chiunque dirà che è un peccato che la vita di un cane o un gatto duri solo 12 anni in media. Ci spinge a dirlo il dolore intenso, quando perdiamo la possibilità di condividere la vita con il nostro amico a quattro zampe.

    Il tempo che passiamo in sua compagnia, l’amore che condividiamo sembra troppo poco. Se ci fermiamo a guardare gli anni trascorsi insieme, con gli occhi della tenerezza e dell’amore, ci rendiamo conto che il tempo vola.

    È quella sensazione di tempus fugit che avvertiamo quando in una carezza sentiamo il suo cuore battere nel nostro. E, uno strano contrasto quando, ogni volta che lo salutiamo e condividiamo del tempo con lui, sentiamo che questo amore è infinito.

    Il loro superpoteri, “arma di bontà di massa”

    Pensiamo, con tenerezza, che i nostri animali del cuore hanno un’infinità di superpoteri che li rendono speciali e che ci riempiono di motivi per amarli con grande intensità. Se facciamo una lista di tutti i modi in cui ci sorprendono, non smettiamo più di sorridere.

    Amare un animale vuol dire lasciarci stupire, ad esempio, dalla sua capacità di predire il futuro o di sentire che stiamo arrivando a casa; dalla sua “vista a raggi X” con cui ottiene tutto quello che vuole, dalla sua empatia, dalla sua capacità di entrare in sintonia con il nostro stato emotivo e di offrirci conforto ed energia.

    Le persone che condividono la propria vita con un animale parlano sempre con orgoglio della sua bravura e della sua capacità di esprimere adorazione.

    La verità è che poche cose sono paragonabili al dolore di lasciarli soli in casa quando andiamo a lavorare. I loro occhi imploranti ci colmano di dolore, ma la loro allegria al ritorno ci inonda di felicità.

    Gli animali sono indubbiamente i migliori terapisti per molti di noi. La loro nobiltà e bontà non hanno limiti. Si potrebbe dire che finché non si ama un animale, una parte dell’anima è dormiente. Esiste, nella nostra anima, una parte riservata ad amare un animale, alla possibilità di godere del suo amore incondizionato e delle sue lezioni.

    Amare un animale ed essere amati

    Quando si ha un cane o un gatto, l’affermazione che “nessuno ti amerà mai più di quanto tu ami te stesso” diventa irreale e insignificante. Perché gli animali sono veri maestri dell’amore e perché ogni secondo al loro fianco è un regalo inestimabile. Amare un animale è una delle esperienze più meravigliose al mondo. Chi l’ha provato, lo sa.

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    Superare la fine di un rapporto senza spiegazioni

    Quasi tutti lasciamo che qualcuno si impadronisca del nostro cuore a una condizione: che non lo spezzi. Adottiamo le misure necessarie, ci proteggiamo, ma anche così succede e ci coglie impreparati. Ciò accade, ad esempio, quando il partner lascia senza dare spiegazioni, quando da un giorno all’altro getta una polvere magica e sparisce come esseri dell’aldilà, senza un “dobbiamo parlare”, “dopo ti chiamo” o “mi dispiace, è finita”. In questi casi, come superare la fine di un rapporto?

    Si dice che tutte le persone ferite hanno alle spalle storie irrisolte. La maggior parte di noi si trascina questioni in sospeso che oscillano nella mente evocando spiragli scomodi di un passato che ancora brucia. Ebbene, a volte la situazione è più complicata. Perché più che avere alle spalle capitoli irrisolti, dentro di noi ci sono storie senza una fine, ombre di persone che ci hanno lasciato dal giorno alla notte senza darci una ragione. E in questi casi superare la fine di un rapporto è più difficile che mai.

    “Campo abbandonato, fuoco dichiarato”

    -Anonimo-

    L’argomento non è nuovo. Negli Stati Uniti, abituati a etichettare ogni gesto, comportamento o dinamica, lo chiamano “ghosting“. L’atto di scomparire dalla vita di qualcuno – con il quale da non molto si era legati da un vincolo affettivo- è più che ricorrente, tanto che in media toccano a tutti una o due sparizioni fantasma. O peggio ancora, potremmo essere addirittura noi a comportarci così.

    Anche se spesso si dice che lasciare qualcuno senza dare una spiegazione sia un’arte maschile, bisogna considerare alcuni aspetti. Abbandonare qualcuno senza una ragione non è un’arte, bensì mancanza di considerazione e un segno di immaturità. Allo stesso tempo, questo atto non è prerogativa maschile. Donne e uomini lo fanno, e ancora di più in quest’epoca di nuove tecnologie dove è possibile rompere una relazione con un clic e/o un semplice blocco.

    Una fine senza spiegazioni e l’inutile ricerca del perché

    Non esiste nessuna legge scritta che dice che prima di lasciare qualcuno dobbiamo dire perché. Nessuno ci obbliga a intrattenere questa conversazione finale, a enumerare una per una le ragioni della nostra decisione, del cambiamento. E non abbiamo nemmeno firmato un contratto che ci vincoli a spiegare perché il cuore non batte più allo stesso modo o perché l’illusione si è infranta.

    Nessuno redige le norme di ciò che si deve fare o meno in una relazione affettiva. Tuttavia, esiste il senso etico, il rispetto morale e affettivo, esistono la maturità e il coraggio. Quindi, e posto che questi principi non sono prefabbricati, ma sinonimo di buona educazione, sono molte le persone che devono superare la fine di un rapporto senza spiegazioni e le conseguenze che ne derivano.

    Anche se non esiste sufficiente letteratura clinica riguardo ai processi psicologici che di solito vive la persona abbandonata, bisogna dire che quasi sempre concorrono le stesse dinamiche:

    • La persona è incapace di accettare la fine della relazione. Non avendo ricevuto una spiegazione chiara, cade in una dinamica inutile di ripresa dei contatti, di tentativi di un incontro. Tutto ciò si trasforma in ulteriore ansia, disperazione e nell’impossibilità di chiudere definitivamente.
    • Non è la stessa cosa accettare la fine di una relazione sapendo la causa che l’ha provocata e essere abbandonati da un giorno all’altro senza nessuna ragione. I dubbi, il tentativo di razionalizzare l’irrazionale, induce in molti casi la persona a sentirsi colpevole. A pensare di essere il motivo dell’abbandono.
    • La fase del dolore può durare per mesi e anche non finire. La ferita aperta, il dubbio permanente creano un vuoto nel quale si radicano il rancore, la frustrazione e la sfiducia. Tutto questo rende molto complicato iniziare nuove relazioni o che siano di valore.

    • Come superare la fine di un rapporto senza spiegazioni?

      Non esistono abbandoni senza motivo. La fine senza spiegazioni avviene più spesso di quanto pensiamo ed è necessario saperla gestire, reagire e, cosa più importante, sopravvivere a essa. Vediamo alcuni consigli che possono essere utili in questi casi.

      Accettare l’evidenza

      Chiamate senza risposta, messaggi non letti. Profili social bloccati. Giorni che diventano settimane senza comunicazione, nessun contatto e tanto meno presenza. Contatti, amici e familiari di quella persona che evitano e cercano pretesti per non incontrarci…

      Potremmo considerare altre strade, ma l’evidenza che corrobora l’idea di un abbandono o di una fine è chiara. Evitiamo di prolungare l’inevitabile e accettiamo quello che è successo: un addio che dobbiamo pronunciare al posto dell’altro di fronte al suo silenzio.

      Valorizzarsi

      Vi diranno “volta pagina”, “accettalo”, dimentica quella persona”. Bene, tutto questo arriverà un po’ dopo. Il primo passo e più necessario è dare valore a se stessi e ai nostri sentimenti. È il momento di riconoscere la ferita, di piangere, di esternare il dolore e di riavvicinarci al nostro essere frammentato.

      Bisogna lasciare che il dolore si esprima e che passi.

      Assumersi le proprie responsabilità

      Per quanto ci proviamo, non sarà sempre possibile organizzare un appuntamento con la persona per farci spiegare il perché. E questo è che qualcosa che dobbiamo accettare: saremo obbligati a dare forma a un dolore senza una conversazione finale. Dobbiamo cercare noi stessi di dare una risoluzione a quel capitolo e per farlo dobbiamo unire coraggio e responsabilità.

      Responsabilità innanzitutto verso noi stessi. Perché se ci hanno abbandonati l’ultima cosa da fare è abbandonare noi stessi. Dobbiamo riprendere le redini e capire che siamo al 100% responsabili della nostra guarigione. Non esistono ripensamenti, basta con i tentativi di contattare l’altro, mendicare un nuovo appuntamento o fare piani per incontraci con chi ci ha lasciato.

    • Tempo e fatica: la gestione del dolore e dell’ira

      Dopo una fine senza spiegazione restano dolore e rabbia. Dobbiamo capire che queste due dimensioni non svaniscono da sole con il passare del tempo. Sono resistenti, si cristallizzano e possono condizionare completamente la nostra vita.

      Impariamo, quindi, a gestirle. A tale scopo, è consigliabile intraprendere nuove attività, avvalerci dell’aiuto di amici e familiari, iniziare progetti che ci emozionino e ci permettano di canalizzare quelle emozioni tanto complesse che compromettono la nostra identità e ci impediscono di essere nuovamente felici.

      Concentrarsi sul presente per guarire

      Chi sta cercando di superare la fine di un rapporto avvenuta senza spiegazioni vive ancorato al passato e al tempo condizionale. “Cosa sarebbe accaduto se invece di fare così, avessi agito diversamente? E se avessi pronunciato altre parole? Perché non mi sono accorto che?”…

      Questi ragionamenti sono fonte di sofferenza. Per eludere questo dolore reiterato e superarlo, bisogna fare spazio al presente. Affrontare il momento attuale con apertura, resilienza e dignità ci permetterà di spezzare il filo che ci lega al passato.

      Infine, abbiamo un altro compito. Rendere  la nostra sofferenza attuale un’esperienza costruttiva. Chiaramente pochi dolori sono tanto profondi come le ferite dell’abbandono, ma il nostro potenziale umano ci permette di vincerli. Possiamo sopravvivere a questa fine senza spiegazione, possiamo andare avanti perché abbiamo gli strumenti per farlo.

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    Se domani, lettera d’amore che invita a riflettere

    Passiamo gran parte della nostra vita pensando di avere davanti a noi tutto il tempo del mondo. Ci crediamo immortali e rimandiamo tutto quello che non è urgente. Ma non funziona così. Il tempo scorre, anche se non ne siamo sempre coscienti, e dobbiamo dare valore al presente, al qui e ora. Bisogna imparare ad apprezzare ogni piccola cosa, ogni singolo gesto e ogni istante; proprio come ci ricorda la lettera d’amore Se domani.

    La lettera è, in realtà, un’opera letteraria del giornalista Jesús Espada che si è aggiudicato il primo premio del terzo Concorso di lettere d’amore celebrato a Cobisa, nei pressi di Toledo in Spagna. Se domani ci invita a non sprecare il tempo di cui disponiamo e dare valore alle cose prima che gli anni soffochino la nostra memoria. Domani è già tardi, potremmo non esserci più, domani potremmo aver già dimenticato.

    Se domani

    “Ti scrivo ora, mentre dormi, caso mai domani non fossi io quello che vede sorgere l’alba al tuo fianco. In questi viaggi di andata e ritorno, passo sempre più tempo dall’altra parte e in uno di questi, chi lo sa?, ho paura che non ci sia ritorno.

    Se domani io non fossi più in grado di capire quello che mi capita. Se domani non potessi più dirti quanto ammiro e stimo la tua integrità, il tuo impegno nello stare al mio fianco, cercando di farmi felice nonostante tutto, come sempre. Se domani io non fossi più cosciente di quello che fai per me. Di come metti i bigliettini su ogni porta perché non confonda la cucina con il bagno; di come finiamo per ridere se mi metto le scarpe senza le calze; quando ti impegni a mantenere viva la conversazione anche se mi perdo in ogni frase.

    Quando, senza farti accorgere, ti avvicini per sussurrarmi all’orecchio il nome di uno dei nostri nipoti; quando rispondi con tenerezza agli attacchi di ira che mi assaltano, come se qualcosa dentro di me si ribellasse contro il destino che mi ha imprigionato. Per questo e per tante altre cose. Se domani non ricordassi il tuo nome o il mio. Se domani non potessi ringraziarti.  Se domani non fossi più capace di dirti, sia anche per l’ultima volta, che ti amo.

    Tuo per sempre.”

    Alzheimer e oblio

    Se domani parla della paura di una persona di perdersi nell’oblio, di scomparire seppur ancora presente. Perdere la memoria ci fa dimenticare chi siamo e chi sono le persone attorno a noi. Smettiamo di essere chi eravamo, ma gli effetti dell’Alzheimer ricadono soprattutto sulle persone che ci stanno affianco.

    Dimenticare può essere il nostro peggior nemico, visto che siamo fatti di ricordi, di esperienze, di quello che ci portiamo dietro, di tutta la nostra vita per quanto lunga o breve possa essere. Quando perdiamo tutto questo, smettiamo di esistere. Per questo motivo non bisogna aspettare che sia troppo tardi, non bisogna lasciare le cose più belle alla fine, né smettere di amare chi ci sta accanto o sprecare il tempo che ci viene dedicato e i secondi che passiamo con le persone care.

    Cosa possiamo fare, quindi? Come possiamo combattere ciò che perseguita e che si avvicina sempre più ogni anno che passa? Non esiste la ricetta magica per non perdere la memoria, ma possiamo rallentare questo processo. Come? Mantenendoci attivi, evitando le abitudini nocive, seguendo una dieta salutare e realizzando ogni volta compiti diversi che stimolino il nostro cervello e lo spingano a esplorare nuove vie.

    Imparate cose nuove, fate esperienze diverse, conoscete gente nuova che vi mostri nuovi modi di pensare e, soprattutto, date valore a ogni singolo momento della vostra vita. Siate sempre grati per quello che avete, anche se può sembrarvi poco, perché, purtroppo, arriverà il giorno in cui non potrete più farlo. Prima che sia troppo tardi, cominciate a ricordare oggi.

    Prima che sia troppo tardi, aprite gli occhi al presente, portate a spasso il vostro cuore e date valore a quello che vi circonda.

    “Bisogna guardare i dettagli. Essi disseminano la nostra vita di sassolini che ci guidano.”

    -Katherine Pancol

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    La felicità nasce dentro di noi, non accanto a qualcuno

    La felicità si può costruire in molti modi.

    Da soli o accanto alla persona amata, questa emozione positiva e gratificante parte sempre da un punto specifico, quasi magico: il nostro cervello.

    Questo comporta una verità indiscutibile: vivere con le persone che amiamo è meraviglioso ma, a volte, anche a fianco del miglior partner del mondo, se non stiamo bene con noi stessi, non saremo mai veramente felici.

    Benessere, equilibrio e gioia nascono dal nostro mondo interiore. La pace nel cuore, essere soddisfatti di quello che abbiamo e che siamo è il sentiero più sicuro verso la felicità, da soli o in compagnia.

    La felicità è un cammino interiore

    Negli ultimi decenni, argomenti come la crescita personale o come essere felici sono tra i più richiesti in libreria.

    Sembra una regola: più la società progredisce in termini di risorse e tecnologie, più dilaga la sensazione di vuoto, solitudine e tristezza.

    Ognuno, certo, ha la propria storia e un universo personale in cui cercare di essere felice; tuttavia, questo malessere, a volte la nitida sensazione che non riusciremo mai a essere felici, è un sentimento condiviso da molti di noi.

    Le persone sono state create per essere amate, gli oggetti, invece, per essere usati. La ragione per cui il mondo vive nel caos è che amiamo gli oggetti e usiamo le persone.

    “Ser feliz en Alaska” -Rafael Santandreu

    Vivere il presente senza paura

    Felicità è, in primo luogo, assenza di paura.

    Per quanto l’emozione della paura abbia un’utilità evolutiva fondamentale, quella di impedirci di fare ciò che il nostro cervello elabora come pericoloso, a volte proviene da una dimensione più sottile:

    • Paura della solitudine.
    • Di non essere amati con la stessa intensità con cui amiamo noi.
    • Di non raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti.
    • Di non essere all’altezza delle aspettative altrui.
    • Che le cose possano cambiare – o non cambiare mai.
    • Di perdere determinate cose o persone.

    Queste situazioni sono comuni, ma allo stesso tempo poco conosciute. Il primo passo per costruire la felicità interiore è razionalizzare la paura, comprenderla, ridimensionarla; uno dei modi per riuscirci è rafforzare l’autostima ed evitare di restare “ancorati” alle cose o alle persone.

    Imparate a camminare leggeri

    Camminare leggeri non significa affatto non avere qualcuno a fianco, tutto il contrario. Poche cose danno felicità quanto tenere per mano il nostro partner, i nostri familiari, gli amici più cari.

    Questi compagni di vita, però, devono permetterci di camminare leggeri. Chi preferisce sedersi sulle nostre spalle per ricordarci continuamente i nostri errori, per suggerirci dove andare e quali strade evitare, non ci sta aiutando a crescere né ad essere felice.

    • Camminare senza pesi significa sapersi allontanare da quello che nuoce, che distrugge la nostra autostima e la nostra identità.
    • Andare avanti liberi implica aver deciso quali sono le nostre priorità. È un esercizio di riflessione che vi consigliamo di fare subito.

    Una volta capito cosa è più importante per noi, non ci resta che lottare per ottenerlo. Tutto il resto è secondario.

    L’amor proprio, una relazione che dovrebbe durare tutta la vita

    La felicità è una condizione che va e viene, lo sappiamo.

    Sappiamo anche che è fondamentale raggiungere quell’equilibrio interiore in cui i pensieri sono in linea con le nostre emozioni e, quindi, con le azioni che compiamo ogni giorno.

    • Questo meccanismo perfetto, in cui mente ed emozioni vanno di pari passo per creare con calma la nostra realtà, parte da un costrutto psicologico essenziale: l’amore per noi stessi.
    • L’amor proprio è quel vincolo incredibile che ci lega a noi stessi e non al fianco di qualcuno. Gli altri non sono nessuno per dirci quando essere felici e quando no, in base ai loro capricci.
    • Tocca a noi combattere ogni giorno per il nostro benessere, facendo uso dell’amor proprio.

    Quando una persona sta bene con se stessa e scaccia tutte le paure, la felicità nasce da dentro e avvolge chi gli sta vicino.

    Vale la pena provarci.

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    Capire se una persona mente: utili trucchi

    Sarebbe bello avere un rilevatore portatile di bugie e usarlo per capire se una persona mente. Sarebbe ancora più semplice se ci fosse una reazione fisica come quella di Pinocchio a cui si allunga il naso ogni volta che dice bugie. Tuttavia, non abbiamo a disposizione nessuna di queste due opzioni.

    Dobbiamo usare al meglio i dati a nostra disposizione, usare i nostri sensi e seguire il nostro “intuito” per capire se una persona mente. E, ovviamente, anche la nostra attenzione. Scoprite in questo articolo come riconoscere i bugiardi

    Trucchi per capire se una persona mente

    Sebbene possa sembrare strano, la menzogna è molto comune negli esseri umani. Quando una persona mente, potrebbe anche non farlo con cattiveria. C’è poi chi lo fa in modo sfacciato e chi in modo abilmente subdolo.

    Per cominciare, possiamo notare e analizzare i seguenti segni che indicano che la persona davanti a voi non sta dicendo la verità:

    1. Troppe parole

    Le persone che mentono molte volte parlano in fretta e danno più dettagli del necessario per raggiungere il loro obiettivo ed essere convincenti. Quella “verbosità” può essere accompagnata da eccessivi gesti e frasi come “Ti sto dicendo la verità” o “Sono completamente onesto con te in questo momento”.

    2. Microespressioni

    Fate attenzioni alle espressioni facciali che possono essere impercettibili. Appaiono e scompaiono in un secondo. Quando qualcuno mente, può alzare le sopracciglia, aggrottare la fronte o fare un movimento ripetitivo con le labbra.

    3. Incongruenze

    Se siamo onesti, ripetiamo la stessa storia più e più volte senza cambiare una virgola. Per capire se una persona mente, dobbiamo fare attenzione all’uso di frasi opposte. Ad esempio, riferendoci alla stessa occasione la prima volta dirà che pioveva, la seconda che c’era un sole splendente.

    Potrebbe anche esserci incoerenza tra le parole e le espressioni facciali o corporee. Se diciamo qualcosa di triste con il sorriso sulle labbra o viceversa, forse è perché non è la verità.

    4. Toccarsi il naso e la bocca

    Si tratta di uno dei segni più comuni quando qualcuno mente. È una reazione inconscia che può indicare “Mi copro la bocca per le bugie che dico” o “Non voglio che le mie labbra vengano viste mentre nascondo le informazioni”.

    Un contatto compulsivo tra le mani e il naso, al di là di un raffreddore o di un’allergia, potrebbe essere dovuto all’aumento di adrenalina nei capillari nasali a causa dell’ansia o dello stress.

    5. Atteggiamento infantile

    Se il nostro interlocutore comincia a parlare con un tono acuto, come se fosse un bambino o un personaggio tenero, dovremmo metterci in allerta. Alcune persone hanno vissuto in una casa dove le bugie sono state accettate e perdonate, purché fossero camuffate da qualcosa di “carino”.

    I bambini possono sembrare adorabili quando mentono su un guaio, ma dobbiamo stare molto attenti se questa tecnica viene usata da un adulto.

    6. Movimento degli occhi

    Un altro modo per capire se una persona mente è osservarne lo sguardo. Attenzione! Non è lo stesso alzare gli occhi al cielo per cercare di ricordare qualcosa rispetto a quando le pupille vanno da destra a sinistra a tutta velocità. Quest’ultima abitudine potrebbe rivelare una menzogna.

    D’altra parte, i bugiardi spesso evitano il contatto visivo con il loro interlocutore o si concentrano su un oggetto specifico dietro la persona che li sta ascoltando. Dovremmo comunque stare attenti in questo caso perché molti esperti di menzogne ​​hanno ormai imparato a guardare negli occhi mentre parlano per essere considerati più sinceri.

    7. Respirazione

    Lo stress causato dal dire bugie può alterare la respirazione, soprattutto se la persona si sente in colpa per ciò che sta dicendo o parla sotto pressione. Per il bugiardo, potrebbe anche essere difficile deglutire o schiarirsi la gola perché la bocca e la gola sono troppo asciutte.

    Potreste notare che si lecca le labbra, che respira attraverso il naso o fa grandi respiri profondi.

    8. Voce

    Prestate molta attenzione ai cambiamenti nella voce della persona che vi sta parlando. La voce può essere un perfetto indicatore di menzogne ​​o verità.

    Può avviare la conversazione più lentamente o velocemente del normale, avere un tono neutro o che le parole “tremano” quando vengono pronunciate. Anche balbettare è comune quando si mente.

    9. Sudore

    È normale che quando qualcuno si trova in una situazione di disagio sudi più del solito. Forse potrebbe dire frasi tipo “fa molto caldo qui” anche se il condizionatore è acceso o è inverno.

    Misurare la sudorazione è uno dei parametri analizzati in un rilevatore di bugie o poligrafo. Se la persona ha le mani o i vestiti sudati, forse non è onesta con voi in quel momento.

    10. Risposte emotive

    La reazione e la sincronizzazione delle risposte possono aiutarvi a capire se una persona sta mentendo. Ad esempio, se chiedete qualcosa e vi risponde subito, ci sono buone possibilità che non stia dicendo la verità. Forse aveva la risposta pronta o aveva già fatto pratica.

    Prestate attenzione anche se cerca di difendersi continuamente, se evita le domande rispondendo a qualcosa che non ha nulla a che fare o come cambia il suo corpo prima di certe parole o frasi. State attenti se usa le vostre stesse parole per rispondere o se risponde a una domanda che non avete posto.

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    La bellissima lettera di Albert Einstein alla figlia Lieserl

    Quando proposi la teoria della relatività, pochissimi mi capirono, e anche quello che rivelerò a te ora,perché tu lo trasmetta all’umanità, si scontrerà con l’incomprensione e i pregiudizi del mondo.

    Comunque ti chiedo che tu lo custodisca per tutto il tempo necessario, anni, decenni,
    fino a quando la società sarà progredita abbastanza per accettare quel che ti spiego qui di seguito.

    Vi è una forza estremamente potente per la quale la Scienza finora non ha trovato una spiegazione formale.
    È una forza che comprende e gestisce tutte le altre, ed è anche dietro qualsiasi fenomeno
    che opera nell’universo e che non è stato ancora individuato da noi.
    Questa forza universale è l’Amore.

    Quando gli scienziati erano alla ricerca di una teoria unificata dell’universo, dimenticarono la più invisibile e potente delle forze.
    L’amore è Luce, visto che illumina chi lo dà e chi lo riceve.
    L’amore è Gravità, perché fa in modo che alcune persone si sentano attratte da altre.

    L’amore è Potenza, perché moltiplica
    il meglio che è in noi, e permette che l’umanità
    non si estingua nel suo cieco egoismo.
    L’amore svela e rivela. Per amore si vive e si muore.

    Questa forza spiega il tutto e dà un senso maiuscolo alla vita.
    Questa è la variabile che abbiamo ignorato per troppo tempo,
    forse perché l’amore ci fa paura,
    visto che è l’unica energia dell’universo che l’uomo
    non ha imparato a manovrare a suo piacimento.

    Per dare visibilità all’amore, ho fatto una semplice
    sostituzione nella mia più celebre equazione.

    Se invece di E = mc2 accettiamo che l’energia per guarire il mondo
    può essere ottenuta attraverso
    l’amore moltiplicato per la velocità della luce al quadrato,
    giungeremo alla conclusione che l’amore è
    la forza più potente che esista, perché non ha limiti.

    Dopo il fallimento dell’umanità nell’uso e il controllo delle altre forze dell’universo,
    che si sono rivolte contro di noi, è arrivato il momento di nutrirci di un altro tipo di energia.
    Se vogliamo che la nostra specie sopravviva,
    se vogliamo trovare un significato alla vita,
    se vogliamo salvare il mondo e ogni essere senziente che lo abita,
    l’amore è l’unica e l’ultima risposta.

    Forse non siamo ancora pronti per fabbricare una bomba d’amore,
    un artefatto abbastanza potente da distruggere tutto l’odio,
    l’egoismo e l’avidità che affliggono il pianeta.
    Tuttavia, ogni individuo porta in sé un piccolo ma potente generatore d’amore la cui energia aspetta solo di essere rilasciata.

    Quando impareremo a dare e ricevere questa energia universale, Lieserl cara,
    vedremo come l’amore vince tutto, trascende tutto e può tutto, perché l’amore è la quintessenza della vita.

    Sono profondamente dispiaciuto di non averti potuto esprimere
    ciò che contiene il mio cuore,
    che per tutta la mia vita ha battuto silenziosamente per te.
    Forse è troppo tardi per chiedere scusa, ma siccome il tempo è relativo,
    ho bisogno di dirti che ti amo e che grazie a te sono arrivato all’ultima risposta.

    Tuo padre Albert Einstein

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    L’amore ha senso solo se condiviso

    Sembra una frase fatta: l’amore ha senso solo quando è condiviso. Anche se al giorno d’oggi è normale parlare d’amore, in realtà non sono molti quelli che sanno offrirlo in modo appagante o, meglio ancora, che capiscono che il vero amore è la forma più integra di dare e condividere affetto senza fare del male.

    Non stiamo parlando solo dei rapporti di coppia. Pensiamo ad esempio a quei genitori che dicono di amare i figli e che poi riescono solo ad educare bambini che soffrono.

    Il non saper prendersi cura di qualcuno, il non offrire un amore che aiuti a crescere, a sentirsi parte di qualcosa e ad avere radici, ci rende esseri perduti, nudi, alla ricerca di un affetto che offra sicurezza e riconoscenza.

    L’amore che non si condivide o che non viene dato in modo coerente porta alla solitudine e alla sofferenza. Vi invitiamo a rifletterci su.

    L’amore modifica il cervello

    Sono molti gli esperti (psichiatri, sociologi, antropologi) che ci ricordano che l’uomo, quando viene al mondo, è nobile per natura.

    Sappiamo che questa idea rientra nella tendenza della psicologia positiva, ma se pensiamo all’enorme peso degli stimoli, degli affetti, dell’educazione, delle esperienze e anche della società per quanto riguarda il cervello di un bambino, allora possiamo capire il perché di certi comportamenti.

    • L’amore modifica in modo molto intenso numerose strutture del nostro cervello. Si possono contare più di dieci aree che risentono, nella fase di crescita, di mancanze o rifiuti.
    • Un cervello che non trova stimoli positivi relazionati con l’amore non si sviluppa come dovrebbe, perché viene ostacolata la crescita di quelle zone collegate alle emozioni, alla socialità.
    • Un cervello che riceve regolarmente stimoli negativi è una mente sottoposta allo stress e all’ansia. Questo limita, ad esempio, lo sviluppo corretto del cervello di un bambino. Questi non assimilerà conoscenze e informazioni con la stessa facilità di un bambino che, invece, è stato educato in un contesto armonioso e pieno d’amore.

    Mettiamo un attimo da parte questo amore di cui tutti abbiamo bisogno nella nostra infanzia. Pensiamo all’impatto che hanno sull’essere umano le relazioni piene di sofferenza e di cattiveria.

    • Sono tante le relazioni di coppia che si basano su un amore tossico, “che fa male”, che controlla, che causa sofferenza e paura.
    • Forse vi sorprenderà, ma un cervello adulto sottoposto in maniera prolungata a questi stimoli genera anche una serie di cambiamenti biochimici e cerebrali significativi, simili a quelli dello stress post traumatico.
    • Una persona che vive una situazione di maltrattamento emotivo, quindi un amore che non è sincero o che semplicemente “non è dato come dovrebbe”, sviluppa disturbi del sonno e della memoria, ansia, un abbassamento dell’autostima e anche una riduzione dell’ipotalamo, la struttura cerebrale collegata alle emozioni.

    L’amore condiviso rende il nostro mondo più bello e più grande

    L’amore che viene condiviso ci rende più grandi, dentro e fuori. È come se tutto acquisisse senso, perché è così che si alimentano e si rafforzano le relazioni positive.

    Amare è saper capire e vedere gli altri come se stessi

    Tutti abbiamo bisogno di tre cose nella vita: che ci amino, che ci rispettino e che ci mostrino riconoscenza.

    Se al giorno d’oggi potete contare una o più persone che vi danno queste tre cose, allora non lasciatele scappare perché sono tutto ciò di cui avete bisogno in questo mondo. È una legge universale.

    Amare è prima di tutto vedere gli altri come se stessi. Tutti sappiamo che il disprezzo fa male, che la mancanza di rispetto genera sofferenza e che vietare lo spazio personale significa limitare la crescita interiore che tutti meritiamo.

    “Amare” e “saper amare” non sono la stessa cosa

    Forse in certi momenti della vostra vita avete conosciuto qualcuno che “diceva di amarvi”, ma che non ha mai saputo farlo correttamente.

    • C’è chi pensa che l’amore sia solo una dimensione da condividere e niente più, che non richieda uno sforzo quotidiano.
    • Non è che perché uno è padre, madre, fratello o partner allora è a posto. Amare vuol dire saper ascoltare, prendersi cura dell’altro, esserci nel momento del bisogno e dimostrarlo ogni giorno con i gesti più semplici, più elementari.
    • L’amore va visto e va notato. A volte le parole non hanno una trascendenza se non le accompagniamo con azioni o gesti che le dimostrino.

    Siamo sicuri che nella vostra vita avete molte persone che vi amano e che amate. Non dimenticate che è molto importante che ve ne prendiate cura come se fossero tesori preziosi. Ricordate che anche voi meritate che vi amino, che vi rispettino e che vi siano riconoscenti.

    Fatelo presente ai vostri cari se l’hanno scordato, perché l’amore condiviso è un atto grandioso in cui tutti vincono e nessuno perde.

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    “Sindrome del cuore spezzato”: cardiomiopatia frequente nelle donne

    Sindrome del cuore spezzato. Non si tratta di un termine poetico, anzi tutto il contrario. Stiamo parlando di un tipo di cardiomiopatia che, secondo i medici, colpisce quasi esclusivamente le donne. Conosciuta anche come cardiomiopatia di Tako-tsubo, è provocata principalmente dallo stress e si presenta con sintomi che dovete conoscere e di cui dovete tener conto.

    Oggi nel nostro articolo vi invitiamo a conoscere tutti i sintomi, per la vostra salute e per la vostra tranquillità. Se siete persone abituate ad avere molte responsabilità, spesso stressate e ansiose, scoprite le importanti informazioni che vi forniamo continuando a leggere!

    Cos’è la sindrome del cuore spezzato?

    Scoprire di essere stati ingannati, perdere una persona cara o soffrire quotidianamente di stress che si accumula giorno dopo giorno può sfociare spesso in un infarto. Anche se stiamo parlando di un blocco cardiaco, le sue conseguenze non sono gravi come quelle dell’infarto al miocardio.

    La cardiomiopatia di Tako-tsubo è una malattia della quale non si conoscono bene tutti i dati al momento. Se ne parlò per la prima volta negli anni ’90, in Giappone, e venne chiamata così perché in seguito a questo tipo di cardiomiopatia, il cuore si deforma, assumendo una forma che ricorda le anfore che i pescatori giapponesi utilizzano per catturare i polpi. Senza dubbio un nome curioso e illustrativo.

    Emozioni negative come la tristezza, la sofferenza o lo stress cronico fanno sì che il ventricolo sinistro del cuore si deformi leggermente, provocando una strozzatura delle arterie coronarie. Questa condizione provoca un dolore simile alla sensazione di affogare, davvero particolare. Bisogna però specificare che la mortalità dovuta a questo problema è davvero bassa, un 5%. Nonostante questo però, è comunque un problema cardiaco da non sottovalutare.

    Cosa provoca la cardiomiopatia del cuore spezzato?

    • Secondo dati medici, il 90% delle vittime sono donne che hanno sofferto episodi di stress elevato. Ci teniamo a ricordarvi che lo stress provoca cambi nel metabolismo. Vengono liberate ingenti quantità di catecolamine, le quali, quando raggiungono livelli molto alti, sono tossiche per il cuore.
    • Lo stress, l’ansia e situazioni di shock emotivo fanno sì che, da un momento all’altro, si elevino i livelli di adrenalina.
    • Vi sentirete mancare l’aria e sentire come affogare. È un’insufficienza cardiaca congestizia, che può essere vista chiaramente in un elettrocardiogramma ed è simile ad un infarto acuto del miocardio, però con conseguenze meno gravi.

    Che sintomi presenta la sindrome del cuore spezzato?

    • I sintomi possono comparire rapidamente, specialmente dopo un forte impatto emotivo. La prima cosa che si avverte è un forte dolore al petto, un bruciore che impedisce di respirare in maniera normale.
    • Comincerete a sudare freddo e ad avvertire dolore al braccio sinistro. Sono sintomi comuni anche al normale infarto del miocardio.
    • I sintomi di cui vi abbiamo appena parlato sono caratteristici di quelle situazioni in cui, dopo una cattiva notizia, il nostro cuore reagisce all’eccesso di catecolamine e adrenalina, che potrebbero danneggiarlo. Tuttavia, bisogna tener conto anche di tutte quelle situazioni quotidiane in cui le emozioni si accumulano giorno dopo giorno e, poco a poco, danneggiano la salute del nostro cuore. Quali sono i sintomi che ci indicano che ci sta succedendo qualcosa? Per esempio salire le scale e accorgersi che vi manca il fiato, il dolore alla mandibola e alla schiena; sono tutti segnali che il cuore lavora con più forza del dovuto. Tenete conto anche di sintomi come il sentirsi eccessivamente stanchi di pomeriggio o avere le gambe gonfie.

    Si può prevenire la cardiomiopatia del cuore spezzato?

    I dati parlano chiaro. Perché questo tipo di miocardiopatia colpisce maggiormente le donne? Gli esperti sostengono che le donne sono quelle che soffrono maggiormente gli effetti dello stress. Gli uomini, d’altro canto, ne soffrono meno, anche se lo gestiscono peggio. Per questo hanno più probabilità di soffrire di un infarto e di morire in seguito a questo.

    Le donne assimilano lo stress e come conseguenza questo provoca mal di testa, problemi muscoscheletrici o piccole lesioni cardiache come la cardiomiopatia di Takotsubo. Tuttavia, le donne possiedono strategie migliori rispetto agli uomini per affrontare le situazioni di ansia e di stress. Volete sapere perché?

    • Le donne possiedono migliori capacità comunicative. Possono esprimere con le parole i loro pensieri, sensazioni e problemi. Parlare con qualcuno allevia i sintomi dello stress e dell’ansia e in questo le donne sono più brave rispetto agli uomini.
    • Sono più sensibili, più intuitive. Questo presuppone che, di fronte ad un problema, siano più capaci di affrontarlo da più punti di vista. Ovviamente, per riuscirci devono avere molta forza di volontà, ottimismo e motivazione.
    • Gestiscono i problemi quotidianamente senza accumularli. Le donne hanno spesso molte responsabilità: il lavoro, i figli, familiari di cui prendersi cura… appena trovano del tempo per loro stesse, spesso si sentono infelici. Cercate di cambiare in meglio la vostra vita e convincetevi che vi meritate di essere felici. Prendetevi più cura di voi stesse!

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    3 passi per dimenticare un amore impossibile

    Un amore impossibile può essere molto doloroso se non sapete come dimenticarlo. Pensate che, per quanto lo desideriate, l’infima speranza di conquistare quella determinata persona non diverrà mai realtà.

    Ovviamente è molto più semplice a dirsi che a farsi, ma la realtà è che, quando un amore è irraggiungibile, dobbiamo capire per quale ragione non gettiamo la spugna.

    Molto spesso ci intestardiamo nel non voler lasciar andare la persona che amiamo. Ci diciamo spesso che gli sforzi verranno premiati e quindi persistiamo.

    Tuttavia, in questo modo non faremo altro che aprire una breccia nel nostro cuore che difficilmente riusciremo a richiudere. Staremo male perché il nostro desiderio di conquistare quella determinata persona sarà destinato a fallire.

    Passi per dimenticare un amore impossibile

    1. Guardate dentro voi stessi

    A volte ci dimentichiamo di guardare dentro di noi, ovviando a problemi e circostanze che ci hanno portato a questa specie di ossessione per quell’amore che non fa per noi.

    Ritrovare voi stessi può aiutarvi a scoprire se, magari, avete qualche problema di dipendenza emotiva che vi impedisce di lasciare andare quella persona che non è destinata a stare con voi.

    Magari è possibile che vi sorprendiate di voi stessi, che scopriate la vostra necessità di ottenere tutto ciò che vi proponete. Forse ciò deriva da una situazione negativa del passato, magari un abbandono o un rifiuto amoroso.

    È importante che vi domandiate se per voi è un’abitudine innamorarvi di persone che non sono alla vostra portata. Nel caso fosse così, magari la vostra autostima vi sta giocando un brutto scherzo.

    A volte ci innamoriamo di persone fuori dalla nostra portata perché in realtà non siamo pronti ad iniziare una relazione.

    Guardate dentro di voi per scoprire cosa in realtà vi sta succedendo.

    2. State bene con voi stessi?

    Quando vi analizzerete, sarete capaci di rispondere a questa domanda così importante. Molte volte crediamo di stare bene ma, in realtà, non lo stiamo affatto.

    Magari siamo tristi, abbiamo bisogno di non sentirci soli o, semplicemente, siamo persone a cui piace essere costantemente innamorate.

    State attenti a non cercare l’approvazione degli altri e a non cadere di conseguenza nella trappola degli amori impossibili.

    La parte più difficile è quando ciò diventa un modo per farci del male. Ci sono persone che quando non stanno bene con se stesse, si autodistruggono.

    Non è necessario che ciò sia visibile, non c’è bisogno di procurarsi del male fisico. I disordini alimentari e il lasciarsi coinvolgere in relazioni tossiche sono modi per farsi del male.

    3. Chiodo non schiaccia chiodo

    Tutti noi abbiamo subito una delusione amorosa e certamente avrete sentito migliaia di volte la frase “chiodo schiaccia chiodo”. Niente di più sbagliato.

    Cercare di dimenticare qualcuno con un’altra persona, è solo un modo assolutamente gratuito di danneggiare la vostra nuova relazione, voi stessi e il vostro partner.

    Effettivamente è facile ignorare chi vi ha fatto battere il cuore quando si sta con una persona nuova. Ma siete davvero sinceramente innamorati? Non notate che, in qualche modo, avete manipolato un’altra persona?

    Anche la frase «chiodo schiaccia chiodo» ha un significato molto più profondo. Si riferisce alla solitudine, alla paura di rimanere senza un partner e, pertanto, alla necessità di cercarne uno nuovo disperatamente.

    Si tratta di un balsamo momentaneo per curare la vostra necessità di non stare da soli, di non dover affrontare il mondo senza un compagno al vostro fianco.

    Gli amori impossibili vi paralizzano

    Un amore impossibile vi impedisce di iniziare una relazione vera con qualcuno che sia alla vostra portata. Potreste rimanere con la speranza che le cose cambino per molto tempo, forse per anni.

    Innamorarvi in questo modo di qualcuno, vi farà perdere opportunità che magari stanno passando davanti a voi ma che non vedete perché siete accecati.

    È importante che vi rendiate conto che un amore impossibile vi farà molto male. Non finirà bene, genererà solo delusioni.

    Se vi lasciate coinvolgere costantemente da questo tipo di desideri, dovete assolutamente aprire gli occhi.

    Amatevi di più. Non vi aggrappate all’impossibile per paura.

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