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    Allontanare le persone pronte al conflitto giova alla salute e allo spirito

    Prendere le distanza dai conflitti migliora la nostra salute fisica ed emotiva. Ci sono persone che ci soffocano, che ci rubano l’energia e che annichiliscono la nostra capacità di reazione. Sono veri distruttori della nostra salute e della nostra pace interiore, ammalano la nostra emotività e distorcono la nostra sensibilità.

    La verità è che con il passare del tempo finiamo per non sapere nulla di persone che credevamo di conoscere e ci rendiamo conto di vivere sottomessi alle loro esigenze, alla loro retorica, ai loro comportamenti e, soprattutto, alle loro emozioni tossiche.

    Queste persone non sanno rispettare, né prendere in considerazione gli altri, che utilizzano come marionette del proprio cattivo carattere o come bersagli dei loro conflitti personali, sia interni sia esterni. Queste persone non vivono e non lasciano vivere, di conseguenza frenano lo sviluppo e la crescita personale di coloro che li circondano.

    Forse lo fanno in modo cosciente o forse no, ma quello che è chiaro è che ci affogano e ci intossicano facendoci sentire vulnerabili, facilmente irritabili oppure ci fanno venire voglia di andarcene e lasciar perdere tutto.

    Come è ovvio, anche se sarebbe la cosa più indicata, non sempre possiamo allontanarci fisicamente da queste persone, per esempio possono essere parenti o colleghi di lavoro. Tuttavia, se abbiamo la possibilità di prendere le distanze, sarebbe il rimedio più appropriato per la nostra salute.

    In entrambi i casi, la cosa più importante è ottenere un allontanamento emotivo, ovvero avere la forza sufficiente per mantenerci lontani dal loro raggio d’azione.

    Come allontanarsi emotivamente da qualcuno che ci ferisce?

    Se nella vostra vita c’è qualcuno che vi ferisce, potete giocare d’anticipo, poiché sapete che le sue reazioni o le sue intenzioni sono sempre più prevedibili.

    In questo senso bisogna sottolineare quanto detto prima, ovvero che è possibile che le persone che ci circondano non vogliano davvero creare un clima negativo, ma che non sappiano relazionarsi in altro modo.

    Smettendo di dare importanza a quello che fanno queste persone e focalizzando la vostra attenzione sui problemi che vi creano, sarete più predisposti ad avere opportunità di crescita e smetterete di minare le vostre forze e la vostra autostima.

    Per questi motivi, bisogna giocare con le aspettative. Ci aspettiamo così tanto dagli altri che siamo incapaci di accettare la realtà per quello che è. Questo genera disillusioni e sottomissioni, alimentando un’atmosfera in cui risulta molto complicato respirare.

    Mantenere la prospettiva ci aiuterà ad ottenere una certa indifferenza e scendere da questa montagna russa emotiva, riuscendo a separare le nostre preoccupazioni da quelle degli altri e liberandoci delle loro insicurezze e reazioni sproporzionate. 

    L’idea è schiarire la nostra mente e poter esporre i nostri pensieri e le nostre emozioni senza paura delle conseguenze quando arriva il momento. Questo permetterà di ottenere un risultato veloce, diretto e soddisfacente: i nostri problemi diminuiranno e potremo vivere in pace.

    Quando ci allontaniamo dal dolore, ci avviciniamo alla felicità

    Allontanatevi dalla paura e avvicinatevi all’indifferenza. Non schiacciatevi cercando di mantenere una buona impressione degli altri oppure pensando che hanno sempre buone intenzioni.

    Si dice che quando qualcuno ha intenzione di ferirci, il miglior disprezzo è la noncuranza; ovvero non lasciare che questi mini la nostra autostima e ignorarne i messaggi negativi.

    Gli ambienti tossici e conflittuali hanno un’incredibile capacità di devastazione per la nostra salute e più prenderemo le distanze da essi, più staremo meglio.

    La vita è troppo breve per vivere angosciati. Per questo motivo, amate le persone che vi trattano bene e allontanatevi da quelle che non lo fanno, senza rimorsi.
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    Chi non vi cerca non sente la vostra mancanza

    Quando a lungo andare riceviamo solo rifiuti e indifferenza da parte di qualcuno, difficilmente crediamo che le persone si interessino a noi, che ci vogliano bene o che sentano la nostra mancanza. Questo ci porta facilmente a pensare che c’è qualcosa in noi che non ci permette di meritare l’attenzione di qualcuno e, quindi, ci sentiamo meno validi e la nostra autostima crolla a picco.

    Il fatto è che anche se tutti meritiamo di sentirci rispettati ed amati dagli altri, questo non sempre succede, ma è probabile imbattersi con più di qualche delusione o affronto lungo il corso della vita.

    L’indifferenza ed il rifiuto generano una grande dolore emotivo, il quale è del tutto comparabile al dolore fisico e non va sottovalutato. È stato scoperto, infatti, che l’indifferenza stimola le stesse aree cerebrali del dolore fisico e che, pertanto, può risultare ugualmente insopportabile.

    Non dobbiamo mettere a confronto queste situazioni, ma dedicare tempo e fatica nella cura delle ferite causate dalle cadute lungo il cammino a causa di qualcuno che non ci voleva al suo fianco.

    Con il tempo si impara a rispettarsi e a connettersi emotivamente con chi lo merita

    Con il tempo si impara a rispettarsi e darsi un margine nei riguardi dell’indifferenza altrui, a riconsiderare i propri rapporti e a prestare attenzione alle necessità emotive proprie e degli altri. Tuttavia, è importante imparare a riconoscere i tentativi di “disconnessione” degli altri nei nostri confronti, e viceversa. Vediamo alcuni comportamenti che ci fanno provare indifferenza:

    Se una persona non si preoccupa

    Se questo succede, ci stanno mandando un messaggio diretto: non mi interessi. Le persone che non badano agli altri non hanno intenzione di ferire, ma si vedono bloccate temporaneamente dai propri interessi e non riescono a concentrarsi sulle persone che le circondano.Da parte nostra, l’antidoto principale per evitare di mostrare disinteresse ed indifferenza è chiederci quale obiettivo ha il rapporto per noi. In questo modo, se vogliamo connetterci, dobbiamo assumere il ruolo di collezionista di momenti emotivi, cercando e festeggiando i momenti in cui ci avviciniamo agli altri a livello emotivo.

    Stare sulla difensiva

    Se invece di mantenere un atteggiamento di ascolto empatico, in ogni interazione si intuisce una certa indifferenza, ostilità ed un atteggiamento difensivo, allora i tentativi di connessione vengono sabotati.

    Quando gli scambi iniziano con atteggiamenti negativi, accusatori o critici, è facile predire lo sviluppo della conversazione o il rapporto da quel momento. Se non vogliamo che l’altra persona si senta disprezzata, è importante prenderci cura del modo in cui ci rivolgiamo agli altri.

    Evitare le conversazioni necessarie a risolvere determinate situazioni

    Un altro chiaro e frequente sintomo di indifferenza consiste nell’evitare le conversazioni che bisogna affrontare per sistemare quello che non va bene. Questo, ovviamente, nuoce ai rapporti e ci segna.

    Molte volte, infatti, i maggiori disaccordi sorgono tra le persone che lasciano che la tensione cresca e cresca, generando sempre più confusione. Questa raffredda i rapporti e crea distanze che con il tempo diventano irrecuperabili.

    È importante imparare a riconoscere questi segnali e perfezionare il modo in cui connettersi emotivamente con gli altri. Tuttavia, dobbiamo saper riconoscere anche da che lato pende la bilancia quando vogliamo lottare per mantenere un rapporto.

    È complicato mantenere la lealtà quando essa si basa sull’interesse di quello che abbiamo o rappresentiamo; in questo caso, sarà ovvio che, quando cambieranno le necessità, succeda lo stesso alle lealtà (momento nel quale proveremo disinteresse ed indifferenza).

    Non deve sorprenderci che si verifichino questi casi, ma dobbiamo proteggerci dagli interessi e dagli egoismi altrui. Come? Rivalorizzandoci. Le attenzioni di una persona smetteranno di avere peso nella nostra vita quando cominceremo a provare nei confronti della stessa indifferenza e distacco.

    La soluzione, forse, consiste nel darsi tempo, comprendere e prendere coscienza dell’importanza di riconoscerci, di prenderci cura di noi e di soddisfare le nostre necessità. Se non stiamo bene con noi stessi, sarà molto più facile che la nostra autenticità ed il nostro benessere si deteriorino. E questo, di certo, non deve accadere.

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    Non do mai le spalle: regalo la mia indifferenza a viso aperto

    In questo mondo in cui tutti agiscono alle spalle, c’è bisogno di persone che facciano le cose a viso aperto, faccia a faccia, senza paura e tentennamenti. Quando dovete regalare la vostra indifferenza a qualcuno, è meglio farlo senza titubare, con lo sguardo fermo e tranquillo di chi sa dire “basta”, di chi non ha paura di mettere dei limiti a ciò che non vuole fare o che turba il suo equilibrio.

    Tutti sappiamo che, nei rapporti umani, ci sono pochi ingredienti essenziali come il riconoscimento dell’altro. Grazie a questa interazione, a questa deferenza quasi sempre significativa e autentica, esistiamo, impariamo e cresciamo come persone. Tuttavia, quando un legame specifico ci fa male o ci provoca infelicità, è necessario saper riconoscere l’offesa e reagire, invece di fuggire e dare le spalle.

    Non possiamo dimenticare che è sempre meglio perdere un rapporto con una persona che la propria salute. Per disfarvi di un legame o di una relazione problematica, dovete agire conmaturità, congruenza e un’adeguata intelligenza emotiva. Perché chi sceglie di dare semplicemente le spalle non sa affrontare le situazioni.

    È necessario armarvi delle giuste abilità per gestire le situazioni di questo tipo. Così, vi sentirete più competenti e soddisfatti e allo stesso tempo godrete di una migliore qualità di vita e di una maggiore salute mentale.

    Scegliete di non dare le spalle e di agire con intelligenza

    Se ci pensate bene, viviamo in un mondo colmo di persone che danno le spalle a molte delle cose che le circondano. Non lo fanno sempre con cattiveria o intenzionalmente. È solo una questione di ego, di quell’identità inventata che costruiscono con il tempo fino a rimanere bloccati su un’isola di solitudine, un posto in cui prestano attenzione solo a ciò che accade ai limiti della loro piccola bolla psichica ed emotiva.

    Forse è per questo che chi non è abituato a trattare le persone che ama con empatia e riconoscimento non è neanche capace di gestire in modo corretto i conflitti. Se c’è qualcosa che non va, non serve a nulla scappare o assumere un atteggiamento infantile con il fine di rendere invisibile chi non ci piace, chi non corrisponde ai nostri dettami mentali o semplicemente chi non ci va a genio.

    I problemi vanno affrontati, così come i conflitti. La nostra vita non è una linea retta senza intoppi o uno scenario asettico in cui avanziamo come esseri immuni alle differenze o agli scontri. A volte non è solo la difficoltà a infastidirci, ma anche il modo in cui reagiamo. Reagire con maturità ed intelligenza ci permetterà di costruire un’idea di noi stessi più valida, chiara e arricchente.

    Imparate a gestire le vostre differenze e i vostri conflitti

    A tutti piacciono le persone che si impegnano, che prendono una posizione, che hanno voce e un’opinione  sulle cose e che hanno il coraggio di difendere i loro pensieri. Questa energia vitale è unita ad un impegno quasi magico con se stessi. Le persone dotate di una buona autostima non si nascondono e non danno le spalle, ma fanno uso di una corretta assertività per dire con chiarezza ciò che non vogliono e perché.

    Ora vi proponiamo di considerare le seguenti strategie per affrontare meglio le differenze tra voi e le persone che vi circondano.

    Strategie per affrontare con coraggio ciò che vi infastidisce

    La terapia Gestalt è sempre utile per trattare le situazioni di questo tipo. La sua visione olistica ci permette di considerare principi importanti come quello dell’auto-responsabilità, dell’onestà e del rispetto verso se stessi.

    Riflettiamo assieme sulle categorie a seguire:

    • Quando dovete affrontare un conflitto, concentratevi sul “ qui e ora”. Non importa se, in passato, quella persona o situazione vi ha portato equilibrio e felicità. Se ciò che ricevete adesso è un insulto pesante o un’offesa affilata, reagite. Tutto il dolore che provate nel momento presente non accetta il tempo condizionale: “Forse si tratta di un caso isolato. Se sopportassi ancora per un po’, magari…”.
    • Mantenete sempre la calma; l’ira è un cavallo imbizzarrito che vi porta in posti in cui non volete andare. Chi dà le spalle fugge, agisce con paura o codardia. Chi aggredisce con rabbia e disprezzo non sempre trova il benessere che sta cercando. Le persone coraggiose e dotate di intelligenza emotiva, invece, hanno imparato a costruire un palazzo di temperanza nella loro mente per agire a viso aperto, per guardare le complicazioni con serenità  senza mai arrivare ad usare l’aggressività o il disprezzo.
    • Parlate con assertività. Dovete mettere bene in chiaro cosa vi infastidisce e cosa non siete disposti a tollerare. Se non parlate con chiarezza, l’individuo che avete di fronte tenterà ancora varie volte di oltrepassare i vostri limiti personali. Se adotterete semplicemente un comportamento schivo, è probabile che assisterete a nuovi episodi di attacco e di offesa.

    Per concludere, in questo mondo pieno di individui che danno le spalle, è bene imparare ad agire sempre a viso aperto. Anche se dovesse essere solo per regalare un silenzio, per offrire un elegante sguardo in cui risplende la più saggia indifferenza.

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    Fidatevi di quello che sentite più che di quello che pensate

    “Sotterrata nel punto più profondo di ognuno di noi, giace una coscienza istintiva e sincera che si rivela essere, se glielo consentiamo, la guida più sicura.”

    A volte sentiamo di possedere un sesto senso, come quando, per esempio, percepiamo la presenza di alcune persone che potrebbero recarci danno. Di solito tendiamo a sottovalutare questo tipo di informazioni intuitive perché non si basano su parametri razionali, e questo comporterebbe un aumento delle probabilità di sbagliarsi.

    Ciò nonostante, la nostra voce intuitiva può essere estremamente utile e importante quando ci accingiamo ad affrontare il mondo. Il nostro cervello, infatti, lavora enormi quantità di informazioni di cui noi non siamo a conoscenza.

    Vale a dire che quando abbiamo un presentimento, deve esserci un motivo. La nostra mente lavora senza dichiararci cosa fa, ci parla, ma non ci dà spiegazioni. Naturalmente il mondo non è strutturato in modo tale da basarsi esclusivamente sulle intuizioni, eppure alle volte dovremmo dare a quest’ultime un po’ più di ascolto.

    L’intuito è la lucidità sconosciuta alla mente, ma conosciuta al cuore

    Dicono che l’intelletto ha sempre ragione, ma che l’intuito non sbaglia mai. Anche se ciò non sempre corrisponde al vero, è pur sempre vero che la coscienza spesso sopravvaluta la propria capacità di controllo.

    Come accennato nelle prime righe di quest’articolo, capita che a volte qualcosa non ci piaccia, ma che non riusciamo a capirne il motivo. Spesso in questi casi siamo portati ad ignorare in maniera quasi automatica l’informazione che il nostro sesto senso ci sta inviando, passando oltre.

    Di fatto, è possibile farsi un’idea di una persona in solo pochi istanti – in concreto ne bastano solo sei. Si tratta di una tecnica facilmente adattabile a più contesti, dato che saper discriminare con rapidità i soggetti che potrebbero risultare tossici o conflittivi è di estrema importanza per proteggere la nostra integrità.

    L’intuizione emotiva: l’empatia

    Il potere della comprensione intuitiva vi proteggerà da qualsiasi dolore, fino alla fine dei vostri giorni.

    L’intuito gioca un ruolo di particolare rilievo quando si tratta di emozioni. È qui che entra in gioco  l’empatia, la quale è pur sempre una sorta di intuizione. Con che certezza possiamo affermare che le emozioni che stiamo provando siano reali?

    Con il tempo, avere a che fare con questo tipo di input porta al formarsi di una capacità spontanea volta a favorire lo sviluppo della prontezza intuitiva. Nell’amore ciò assume particolare rilevanza. Anche se non possiamo sapere con esattezza cosa sia quella sensazione che ci fa dire che qualcuno ci ama, di solito non ci si sbaglia mai.

    Un altro discorso è la tendenza o meno di ognuno a prestare attenzione al proprio sesto senso; il cuore ha molti buoni motivi per lasciarsi guidare dall’intuito. Infatti, è grazie a esso che si può proteggere da molteplici sofferenze.

    L’intuito si converte nella capacità di riconoscere le situazioni, le persone e le conseguenze di ciò che accade intorno a noi. Fare caso ciecamente al proprio sesto senso, però, può portare ad una rottura dentro di noi, per cui è importante non esagerare.

    A questo proposito, pare sia stato provato con certezza che, al giorno d’oggi, le donne dispongono di maggiori capacità di discriminare e di leggere rapidamente le emozioni degli altri, di sapere se c’è una finzione in atto, di individuare la menzogna o riconoscere se una coppia si ama davvero.

    I pericoli dell’intuito

    Essere in grado di generare giudizi  in maniera rapida e senza sforzo alcuno, può portare a situazioni equivoche e, pertanto, far perdere di vista gran parte della bellezza della vita e delle persone che si incrociano ogni giorno.

    Per questi motivi diventa fondamentale sapersi contenere, cercando di elaborare ipotetiche situazioni mentali in cui i nostri pregiudizi assumano la caratteristica di essere erronei. In altre parole, quando ci accorgiamo che stiamo agendo per supposizioni o per sentimenti riflessi senza grandi fondamenta, è bene fermarsi un attimo a ragionare.

    Non esistono misteri: l’importante è saper reagire quando ce ne rendiamo conto, far sì che i sentimenti non ci dominino, ma che li sappiamo vigilare e bilanciare al momento dell’azione.

    È indispensabile attribuire al nostro intuito il posto che gli corrisponde. Dobbiamo dimostrarci capaci di conferirgli la dovuta importanza, confrontandolo al tempo stesso con la realtà, così da raggiungere l’equilibrio che ci consentirà di avanzare su tutti i sentieri della vita.

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    Nella vita meritiamo di essere amati, rispettati e valorizzati

    Se c’è una cosa che mi è chiara, è che nella vita merito di essere amato, valorizzato e rispettato, e ciò non fa di me un egoista né significa che m’impegno a costruire castelli in aria. Voglio che la mia anima sia in grado di ridere e che il mio cuore sia contento di aver trovato il proprio posto nel mondo.

    Ripetere a noi stessi queste parole a voce alta non è segnale di pazzia né tanto meno di presunzione. Dichiarare e convincerci che meritiamo di essere amati come se fossimo la cosa più bella che un’altra persona abbia mai visto, ci arricchisce. L’essere rispettati e valorizzati non è un privilegio: si tratta di un diritto che tutti hanno.

    Chi merita di essere amato deve anche essere in grado di amare a sua volta, di saper riconoscere l’altro come parte di se stesso. È un atto di libertà e d’espressione personale che ci rende grandi e che tutti si meritano di vivere.

    Tutti noi ci meritiamo di essere amati dai nostri cari, a iniziare dalla nostra famiglia, poi dalle amicizie e, ovviamente, anche dal nostro partner. Un partner che sia capace di darci un amore cosciente, maturo e reciproco.

    Non c’è niente di più degno e non esiste un principio più basico, per un essere umano, che quello di essere amato, valorizzato e rispettato. Vi invitiamo a rifletterci.

    Lungo la mia strada personale merito di trovare la luce, non le tempeste

    Chi porta con sé tempeste e giorni invernali, non sa amare né sa apprezzare del tutto se stesso. Chi porta con sé sconforto, indifferenza e insufficienza, è un vero e proprio artigiano dell’infelicità, e nessuno si merita di essere trattato a quel modo, nessuno dovrebbe provare il vuoto del non essere amato né riconosciuto.

    L’amore che riconosce e valorizza il figlio, il partner o l’amico ci offre radici su cui crescere e con le quali afferrarci bene alla terra, per poter fiorire in armonia, sia dentro sia fuori.

    Nei nostri articoli vi parliamo spesso dell’importanza di amare se stessi, di quell’autostima fondamentale con la quale è possibile affrontare le avversità e grazie alla quale possiamo definire sia noi stessi, sia l’ambiente che ci circonda, che ci protegge e nel quale siamo a nostro agio essendo noi stessi.

    L’amor proprio è, senza dubbio, un pilastro essenziale, ma visto che viviamo in determinati contesi sociali e abbiamo bisogno di stabilire certi legami, è fondamentale anche ricordare sempre i seguenti aspetti:

    • L’amor proprio è quello che ci dice come meritiamo di essere amati: vogliamo un amore senza lacrime, pieno di parole sincere e non ironiche, vogliamo vicinanza e complicità, e non reti che ci manipolano, né un amore pieno di sofferenza o che ci imprigioni.
    • È l’amor proprio a dirci che meritiamo rispetto, che nessuno ha il diritto di discriminare noi o le nostre parole, perché sappiamo che le parole offensive e bugiarde fanno male e per questo evitiamo chi le pronuncia, per questo ci proteggiamo e stabiliamo dei limiti.
    • L’amor proprio ci ricorda anche che meritiamo di essere valorizzati  per quello che facciamo, per chi siamo e che non si tratta di un atto di egoismo. Perché chi dà valore alla nostra presenza ci dimostra che ci ama, poiché dare valore alle persone significa dare loro un posto nel mondo, significa riconoscere e dare loro una voce, una presenza, un apprezzamento…

    Amare ed essere amato

    Poiché sappiamo quali sono i limiti che dobbiamo stabilire nella nostra vita per impedire agli altri di infrangere i nostri diritti, è importante ricordare che, proprio come noi chiediamo di essere amati, valorizzati e rispettati, anche noi dobbiamo essere in grado di offrire lo stesso.

    Nel mondo delle emozioni, ci sono due abissi dai quali è impossibile emergere: il non esser amati quando si ama con intensità e il non saper amare chi ci ama.

    C’è chi, nella vita, sa solo pretendere e imporre agli altri le proprie esigenze: essere riconosciuto, essere ascoltato, avere la priorità in qualsiasi occasione, essere compreso e, ovviamente… essere amato più di qualsiasi altra cosa, persino più dell’autostima di chi gli sta intorno. Si tratta di personalità che divorano e distruggono.

    • Se volete essere amati, dovete imparare ad amare in modo umile, sincero e cosciente. Aprite il vostro cuore e aprite anche gli occhi, non amate in modo cieco, date tutto per gli altri, ma chiedete anche di essere corrisposti, di essere riconosciuti.
    • Amare ed essere amati, più che essere un bisogno, è un valore che caratterizza gli esseri umani: dobbiamo essere in grado di amare i nostri cari e sapere anche come ricevere affetto e valorizzarlo.
    • Nessun genitore deve negare una carezza a un figlio e nessun partner capisce la propria relazione se non con quei piccoli gesti quotidiani che costruiscono l’affetto, la passione e l’ammirazione e che sono sempre corrisposti.
    • Amare in modo cosciente e maturo significa valorizzare l’altro per la persona che è, significa riconoscerlo come parte del nostro progetto di vita, come un pezzo che compone il nostro puzzle emotivo, vitale e personale.
    E, senza dubbio, tutti lo meritiamo, tutti meritiamo un amore che ci offra gioia, e non tristezza, un affetto sincero che ci stringa la mano e che faccia sparire tutte le paure e le incertezze.
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    Amare vuol dire prendersi cura l’un l’altro

    Amare vuol dire prendersi cura l’un l’altro. Nessun amore può reggersi sulla mancanza di attenzioni. Non esiste nella mente dell’innamorato pensiero più comune che quello di accudire il proprio partner. Farlo significa pensare ai piccoli particolari, ammirare la persona che si ha accanto e farla sentire speciale, ascoltata ed amata.

    Potrà sembrare ovvio, ma la verità è che la prima cosa che si finisce per trascurare è proprio questa: le attenzioni. Tutti siamo bravi in teoria, sappiamo che bisogna conquistare la persona che si ama ogni singolo giorno e mantenere alta l’attenzione nei suoi riguardi.

    Tuttavia, quando si tratta di mettere in pratica queste attenzioni ogni giorno, tendiamo a peccare di disattenzioni e finiamo per danneggiare la nostra relazione a causa di atteggiamenti di indifferenza o di sbadataggine, rinviando a un altro momento le piccole attenzioni.

    L’amore dura se ve ne prenderete cura, e ve ne prenderete cura se lo amate

    Talvolta ci comportiamo nei confronti dell’amore come un bambino con il suo palloncino: ignoriamo ciò che abbiamo per poi piangere quando lo abbiamo perso. L’espressione “non sappiamo cosa abbiamo fino a quando non la perdiamo” non è mai stata così azzeccata.

    Se non ci prendiamo l’impegno di dedicarci alle nostre relazioni, rischiamo di far svanire l’entusiasmo e il desiderio di mantenere vivo quell’affetto o  vincolo che, supponiamo, ci rende felici. Diamo per scontato che il nostro partner o le persone che ci circondano siano sempre disposte ad aspettarci, di sopportarci o di comprenderci di fronte a tutto.

    Ma la verità è che tolleriamo qualunque cosa purché non ci siano in ballo le nostre necessità. Rimanendo di quest’idea, però, finiremo per opprimere noi stessi e gli altri, per creare e dar vita a circoli viziosi non sani che corroderanno quei sentimenti di cui avremmo dovuto prenderci cura.

    Le scuse alla base delle disattenzioni

    Tendiamo a usare come scusa il poco tempo a nostra disposizione, ma in realtà ciò che spesso deteriora le relazioni è l’inerzia, le abitudini e le consuetudini. In altre parole, la routine. Così tutto quello che, se gestito nel giusto modo non dovrebbe avere effetti negativi, finisce per avere un potere distruttivo.

    Quando smettiamo di prenderci cura delle persone che amiamo? Quando smettiamo di nutrire i sorrisi quotidiani, quando chiudiamo gli occhi e smettiamo di ricercare la reciprocità. Tutto ciò finisce per affievolire la luce che l’amore portava nella nostra vita, e tutto diventa molto più superficiale.

    È a questo punto che si spegne l’elemento speciale della coppia, non ci sentiamo più amati e parte della nostra relazione va in frantumi. Così, le mancate dimostrazioni d’interesse e di gratitudine finiscono per generare dubbi all’interno del rapporto e l’unione diventa divisione.

    Non esistono amori eterni, esistono amori ben custoditi

    Non esiste una ricetta universale per proteggere il proprio amore, ciò nonostante è possibile impegnarsi con tutte le forze affinché non sia la disattenzione a deteriorarlo. Perché non esistono amori eterni di per sé, esistono amori ben custoditi.

    I pilastri fondamentali di una relazione duratura, dunque, sono l’ammirazione, la concezione della coppia come una squadra, la conoscenza profonda dell’altro, le difficoltà viste come fonte di apprendimento e la ricerca continua di soluzioni ai problemi, la condivisione dei momenti di incontro e scontro.

    Si tratta, quindi, di lavorare sulla capacità di comprendersi, di accettarsi e accudirsi l’un l’altro. Perché, in fin dei conti, amare vuol dire prendersi cura, concetto semplice e profondo al tempo stesso.
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    Amatevi tanto quanto desiderate essere amati

    Sentirsi amati è una delle necessità maggiori dell’essere umano poiché questo ci riafferma come persone ed esseri sociali. Di fatto si può dire che grande parte della nostra vita gira intorno a questo sentimento e che la maggior parte delle attività che portiamo a termine hanno questo fine. Dal trucco usato dalle donne al circondarsi di persone che ci fanno stare bene con noi stessi.

    Tuttavia, per quanto facciamo affinché gli altri ci accettino e ci diano l’amore che desideriamo, questo può non essere sufficiente se manca l’amore più importante: quello verso noi stessi. Di solito dimenticato e messo in secondo piano, l’amor proprio è molto più importante di quello che ci danno gli altri. Questo amore è quello che ci permette di andare avanti quando dobbiamo affrontare il rifiuto sociale e quando emergono sentimenti negativi.

    Imparate ad amarvi

    Viviamo in una società in cui i canoni di bellezza sono estremi, si alimenta la competenza tra colleghi e ci insegnano che niente è mai abbastanza. Tutto questo fa sì che ogni giorno esigiamo di più da noi stessi, generando frustrazione in tutti o in buona parte degli ambiti della nostra vita. Per questo motivo, alla fine non ci valorizziamo né ci amiamo come dovremmo.

    Per imparare ad amarsi è necessario:

    – Riconoscere che possediamo delle qualità, oltre a difetti. È molto comune confrontarci con i canoni stabiliti dalla società. Anche se questa situazione si presenta soprattutto nell’aspetto fisico, si può riflettere in qualsiasi altro aspetto. Un’ottima attività consiste nel fare una lista delle qualità e dei difetti che si hanno e poi chiedere a qualcun altro di correggerla e darci la sua opinione. Questa attività ci aiuta a vedere qualità che nemmeno sapevamo di avere.

    – Rispettarci come essere unici ed individuali. Le persone che si amano e che hanno sufficiente autostima si rispettano, cosa che permette loro di non voler assomigliare a nessuno perché sanno che ognuna delle proprie caratteristiche li rende speciali. Dalle caratteristiche più particolari a quelle più comuni, tutte ci rendono unici.

    – Identificare noi stessi come il fulcro centrale della nostra vita. Anche se questo punto può sembrare strano, è importante ricordarlo, poiché molte persone di solito mettono al centro della propria vita altri: figli, famiglia, lavoro, partner, sport, etc. Nonostante vi siano responsabilità o mete da compiere, non dobbiamo mai dimenticare che il centro della nostra vita siamo noi stessi e che se non facciamo noi stessi il possibile per renderci pieni e felici, non lo farà nessun altro.

    Questi tre consigli sono la base dell’amore per noi stessi e dobbiamo dimenticare la colpa o la convinzione che dobbiamo metterci in secondo piano, perché ogni persona deve essere responsabile di vivere la propria vita ed amare se stesso. Quando qualcuno ci riesce, inizierà a provare una maggiore approvazione e più amore verso gli altri.

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    La vera attrazione va oltre il fisico e il carattere

    La vera attrazione va oltre il fisico e il carattere, così difficile da definire. La magia autentica tra due persone è scritta in una lettura emotiva di cuori che collassano ed entrano in armonia, che si comprendono. È quel tipo di attrazione da cui non ci si libera nemmeno chiudendo gli occhi.

    Si sa che per la scienza è molto complesso isolare le variabili e stabilire delle correlazioni per capire meglio l’amore, l’affetto o l’attrazione. Tuttavia, lo studio più recente sembra fare chiarezza: il segreto dell’attrazione potrebbe trovarsi nella comprensione reciproca tra due persone.

    L’attrazione fisica non dura; è intensa, vuota e fugace, ma l’attrazione per la mente e per il mondo emotivo che batte allo stesso ritmo della nostra musica interiore ci trasforma nei migliori partner nel ballo dell’amore.

    “Voglio solo qualcuno che mi capisca”. Questa è senza dubbio una delle frasi più comuni che pronunciamo disperatamente quando una relazione affettiva fallisce. Non chiediamo l’impossibile: la nostra richiesta è giusta e logica. Perché nessun amore potrà essere autentico se non esiste quell’empatia basata sull’intuito delle necessità e della corrispondenza dell’affetto.

    Vi invitiamo a rifletterci su.

    Il mistero dell’attrazione tra due persone

    Ricordiamoci il fantastico film “Qualcosa è cambiato”. Ci sono due persone completamente diverse, sia per il loro status sociale sia per i loro interessi personali. Nonostante tra Melvin e Carol esista un’inspiegabile attrazione, il personaggio interpretato da Helen Hunt si dispera di fronte al comportamento e l’atteggiamento del personaggio interpretato da Jack Nicholson.

    Lei è in cerca di “un fidanzato normale”, qualcuno che la comprenda. Finché, ad un certo punto, nel corso di una situazione limite, gli chiede di fornirle una ragione per non andare via all’istante. È a quel punto che Malvin Udall, scrittore di romanzi romantici e affetto da un grave disturbo ossessivo compulsivo, le rivela con sincerità “Tu mi rendi una persona migliore”.

    È lì che risiede il vero mistero. Oltre il fisico e quella vaga definizione di interiorità, tutti nascondiamo necessità emotive che vengono improvvisamente individuate, capite e persino risolte grazie alla vicinanza con quell’essere meraviglioso travestito da persona normale.

    La vera attrazione risiede nel cervello

    Quanto più riusciamo ad entrare in sintonia con il mondo emotivo di qualcuno fino a decifrare i suoi sentimenti, maggiore è l’attrazione. È questa la conclusione a cui è giunto un gruppo di ricercatori dell’Università di Lubeck, Germania, e il cui studio è stato pubblicato lo stesso anno sulla rivista “PNAS”.

    Amore significa sempre allegria, significa avere bisogno di dare il meglio di sé alla persona cara. Perché l’amore che conosce solo la sofferenza e i ricatti non è un amore degno né autentico.

    L’attrazione più autentica è quella in cui, finalmente, riusciamo a capire le intenzioni e le emozioni dell’altro e in cui rafforziamo la nostra crescita personale e l’autostima, come fossero le radici di un albero che trova il suo angolo di mondo, in un terreno pieno d’acqua e di nutrienti con cui poter diventare grande, forte e bello.

    Di certo trovare qualcuno che ci capisca e che capiamo a nostra volta non è facile, ma quando succede, il nostro cervello gode. Questo è quanto ci spiega la neuroscienziata e direttrice dello studio, Silke Anders:

    • Per avere un rapporto duraturo e felice, le persone sono “obbligate” ad aggiornare e decodificare continuamente le emozioni e le intenzioni del loro partner. Solo così potranno anticiparle ed agire di conseguenza. “Sembra stanco, di sicuro ha avuto una brutta giornata al lavoro. Gli preparerò un bagno caldo ed una cena speciale”.
    • Se non ci riusciamo, se il nostro sistema neuronale sbaglia nella decodificazione delle emozioni, si crea uno stato di stress e dissonanza nel cervello. “Perché mi rifiuta? Perché è di cattivo umore se ho fatto di tutto per farlo stare bene?”.

    Questo ci aiuta a capire perché iniziare una relazione con qualcuno che ci attrae fisicamente e con cui abbiamo qualcosa in comune non dà buoni risultati.

    Le persone hanno bisogno di un’armonia più intima, di un punto in cui i vocabolari neuronali parlino la stessa lingua. In cui i bisogni vengono decodificati attraverso una lettura emotiva saggia, intuitiva e, soprattutto, coraggiosa. Una lettura in grado di dare la risposta più corretta in ogni momento e non quella più conveniente.

    Abbiamo bisogno di essere persone migliori e non personaggi incompresi nascosti sotto la nostra corazza solitaria.

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    21 frasi d’amore di Pablo Neruda

    Pablo Neruda è stato tra i poeti cileni più influenti della sua epoca e della storia. Ci ha lasciato versi, poesie, frasi e idee piene di amore e disamore.

    Si tratta di uno scrittore incomparabile, che ci delizia con parole e immagini; oggi vi proponiamo 21 tra le sue frasi che parlano di infinito e d’amore:

    1. Affinché niente ci separi, che niente ci unisca”.
    2. “Ma non amo i tuoi piedi se non perché camminarono sopra la terra e sopra il vento e sopra l’acqua, fino a che m’incontrarono”.
    3. “Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”.
    4. “L’amore è così breve, dimenticare così lungo”.
    5. “Mi piaci quando taci perché sei come assente, e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca. Sembra che gli occhi ti sian volati via e che un bacio ti abbia chiuso la bocca”.
    6. “Amore, che solitudine errante fino alla tua compagnia!”
    7. Se niente ci salva dalla morte, che almeno l’amore ci salvi dalla vita”.
    8. C’è un certo piacere nella pazzia che solo un pazzo conosce”.
    9. “Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé”.
    10. “I poeti odiano l’odio e fanno guerra alla guerra”.
    11. “Non fare con l’amore quel che un bambino fa con un palloncino: quando ce l’ha lo ignora, quando lo perde piange”.
    12. “Chi scopre il chi sono, scoprirà il chi sei”.
    13. “In un bacio saprai tutto ciò che ho taciuto”.
    14. “Un giorno da qualche parte, in qualche posto inevitabilmente ti incontrerai con te stesso. E questa, solo questa, può essere la più felice o la più amara delle tue giornate”.
    15. “Perché tutto l’amore mi arriva di colpo quando mi sento triste, e ti sento lontana”.
    16. “Soffre di più colui che ha aspettato per tutta la vita, o colui che non ha mai aspettato nessuno?”
    17. “Cantano in te i fiumi e la mia anima li insegue come tu vuoi e laddove a te piace”.
    18. “Le lacrime che non si piangono attendono in piccoli laghi? O saranno fiumi invisibili che corrono verso la tristezza?”
    19. “È proibito non sorridere ai problemi, non lottare per quello in cui credi e desistere, per trasformare i tuoi sogni in realtà”.
    20. “Per il mio prossimo numero ho bisogno che mi baci, e farò apparire magicamente farfalle nel tuo stomaco”.
    21. “L’amore nasce dal ricordo, vive di intelligenza e muore per oblio”.

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    Rimanete con le persone con cui potete essere voi stessi

    Ci sono persone che fanno uscire la parte più sincera, genuina e vera della nostra essenza. Sono quelle che non si fermano alle apparenze, che ci permettono di esprimere la nostra anima e che ci fanno godere della meravigliosa sensazione di stare bene con noi stessi.

    Sono quelle persone che hanno un non so che, che non riusciamo a definire, ma che ci permette di vivere con piena  fiducia e a farci sentire totalmente liberi di comportarci come vogliamo e secondo quello che il corpo ci chiede in base al momento.

    Poter essere se stessi è diventata un’eccezione, più che una regola, cosa che molte volte ci fa sentire spaesati. Questo si deve alla paura di essere giudicati ed etichettati, cosa che porta alla fine a nascondere i nostri veri interessi per non ritrovarci in certe situazioni.

    Non si può essere se stessi in modo assoluto quando si è in pubblico, perché essere in pubblico ti obbliga ad una certa autodifesa.
    John Lennon

    Il valore dell’autenticità

    A volte neghiamo che ci piaccia una certa musica oppure di essere interessati ad un’attività. In alcuni momenti possiamo persino ovviare oppure omettere informazioni sul nostro conto che ci chiedono o che vorremmo raccontare.

    In questo modo, poco a poco, smettiamo di essere noi stessi di fronte agli altri o persino con il nostro Io, cosa molto più grave e preoccupante.

    Non comportarci come ci piacerebbe finisce per distruggerci, questo genera un impoverimento emotivo che ci lascia sottomessi ad una particolare miscela di tristezza, malinconia e svogliatezza. Questa condizione, di certo, ha delle conseguenze sui nostri rapporti che a volte diventano sempre più insoddisfacenti.

    Tuttavia, a volte troviamo persone con cui possiamo essere noi stessi e con cui riusciamo a sentirci davvero bene. Grazie a questa spinta, ci permettiamo di liberarci da questi legami emotivi e iniziamo ad emozionarci di nuovo.

    Di certo queste connessioni non sono mai troppe, pertanto dobbiamo apprezzare ogni momento vissuto con queste persone, poiché ci aiutano a contemplarci e a lavorare la nostra essenza.

    L’amicizia con se stesso è di somma importanza, perché senza di essa non si può essere amici di nessun altro nel mondo.
    Eleanor Roosevelt

    Siate voi stessi in assoluta libertà

    Come abbiamo detto finora, essere se stessi in totale libertà è molto complicato, poiché dipende in gran parte da quanto ci sentiamo comodi con gli altri. Tuttavia, il vero lavoro da portare a termine spetta a noi; essere se stessi richiede autoconoscenza. In questo senso vediamo cosa si può fare:

    • Accettatevi, siete persone uniche ed irripetibili. È normale voler mostrare una versione più desiderabile di noi agli altri, ma non è necessario. Di fatto, può giungere ad essere controproducente, poiché la nostra parte più gentile è quella naturale.
    • Non concentratevi sull’immagine che gli altri hanno di voi, ma su come vi considerate. Questo ci aiuta ad essere più autentici e spontanei.
    • Il vostro valore non dipende da come pensate gli altri vi vedano. Tutti abbiamo ideali e valori, ma non dipendono dagli altri. È importante lavorare per essere sempre migliore, ma non per paragonarsi agli altri o essere superiore.
    Una delle sfide più difficili è essere noi stessi in un mondo in cui la maggior parte delle persone cerca di sembrare qualcun altro. Valorizzarci costa molto, ma nessun prezzo è troppo alto per godere del privilegio di essere se stessi.
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    7 grandi verità sull’amore

    Amare vuol dire voler bene incondizionatamente a un’altra persona. Vuol dire rispettare, comprendere, accettare e lasciarsi amare. Dietro tutta questa teoria, però, esistono 7 grandi verità sull’amore che siamo soliti non percepire o sottovalutare.

    L’amore è illimitato? Devo pretendere lo stesso che do? Esiste il mio principe azzurro? Sono domande che tutte prima o poi ci siamo fatte. Eppure, la maggior parte restano ancora senza risposta. Oggi proveremo a darvi alcune chiavi di lettura per farvi capire quante verità si nascondano dietro l’amore.

    7 grandi verità sull’amore

    Non cadere nell’idealizzazione

    Credere nel principe azzurro o in una principessa rosa è una visione idillica ereditata dalla nostra adolescenza e che dovremmo dimenticare. Nessuno è fatto a misura di qualcun altro, né è perfetto. L’amore a prima vista esiste, ma si tratta di una sopravvalutata infatuazione dipendente dalle circostanze. Secondo la nostra esperienza, viene scatenato dl contesto nel quale ci troviamo e dalla cultura nella quale cresciamo.

    Abbiamo tutti qualità positive e negative. Di conseguenza, anche una relazione amorosa avrà punti di forza nei quali ci sentiremo più sicuri e punti deboli che dovremo rafforzare. Avere presente ciò ci aiuta a essere consapevoli del tipo di relazione che abbiamo, degli aspetti sui quali possiamo lavorare e di quelli che invece funzionano perfettamente.

    La ricchezza dell’amore si ottiene dandola

    La ricchezza dell’amore che si dona a un’altra persona risiede nella consapevolezza che al contempo amiamo noi stessi. Una delle grandi verità sull’amore è che si può davvero amare un’altra persona quando la nostra autostima ci permette di amare anche noi stessi. L’amore è un delicato regalo che si trova nel nostro essere più profondo. Per questo è possibile amare qualcun altro solo dopo aver imparato ad accettarsi.

    Amare è provare il piacere, il dolore o l’allegria altrui come fossero propri.

    Se condividete la vostra felicità con gli altri, questa si moltiplicherà. Vi sentirete crescere, vi sentirete più pieni, vi sentirete colmi di amore e di allegria. Perché negare un tale sentimento e impulso che tutti abbiamo dentro e che abbiamo bisogno di dimostrare?

    Con il tempo si rafforza, non scompare

    Pensiamo all’amore come a un albero. All’inizio si pianta il seme, pieno di forza e voglia di crescere. A poco a poco, curandolo con costanza, crescerà un piccolo albero. Il primo anno, anche se può sembrare debole, vedremo che più gli si dà dell’acqua, più forte e robusto il tronco diventerà. Se lo trattiamo con riguardo, con il passare degli anni, sarà sempre più forte.

    All’inizio, l’illusione per un nuovo amore è tanta che ci sembra di camminare a tre metri da terra. Quando, però, arriva la prima tormenta, se le radici non sono ben salde, è possibile che l’albero si rovini e la relazione si rompa.

    È duraturo, non momentaneo

    Zygmunt Bauman ha coniato il termine amore liquido per riferirsi a quelle relazioni fragili nate sui social network. Relazioni nelle quali ogni membro esige senza, però, dare nulla in cambio. Una forma di amare egoistica, banale, superficiale e frutto di un consumismo imperante. Non appena il partner non serve più, lo si lascia per cercarne uno nuovo. Il regno delle sostituzioni.

    Una delle grandi verità sull’amore è che questo sentimento non è fugace, momentaneo o frivolo. È normale che ci siano delle piccole crisi o dei momenti di inflessione. L’amore, per essere duraturo, ha bisogno di compromesso e volontà.

    Duraturo, non infinito

    Esiste la convinzione che il semplice fatto di essere innamorati di un’altra persona basti a far durare la relazione per sempre. Questa è una “mezza” verità sull’amore.

    Provare dei sentimenti profondi verso un’altra persona è una condizione indispensabile, ma bisogna anche alimentarli ogni giorno. I piccoli dettagli che condividete con il vostro partner aiutano a mantenere viva la fiamma dell’amore e vi ricordano perché vi siete innamorati di lui/lei e quanto valga la pena stare al suo fianco.

    È facile innamorarsi. È difficile restare innamorati.

    Per questo motivo, è importantissimo condividere insieme gli anni conoscendosi sempre meglio. In questo modo, piccoli gesti che per qualcuno potrebbero essere poco importanti, possono invece rendere felice l’altro.

    Chi vi ama non vi farà piangere

    Molte persone pensano che sia positivo che il proprio partner riveli ogni grande verità, anche se dolorosa. È indubbio che aprirvi gli occhi sulla realtà possa essere positivo. Tuttavia, bisogna tener conto del fatto che non esista inganno più grande che credere che il proprio partner ci faccia piangere per dimostrarci il suo amore.

    Una persona che vi ama non vi ferisce, vi dice le cose in modo gentile, cercando di comprendervi. Le sue intenzioni non devono essere di farvi piangere, né di ignorare la vostra sofferenza, ma voler stare con voi. Voler essere il vostro sostengo e la vostra ombra.

    Dall’amore all’odio il passo è breve

    È stato dimostrato che odio e amore romantico hanno una relazione molto intima. Entrambi stimolano attività nelle stesse aree subcorticali del cervello: il putamen e il lobo dell’insula.

    Anche se siamo abituati a considerare l’odio come un’emozione estremamente negativa, bisogna riconoscere che invece si tratta di una passione interessante tanto quanto l’amore, e quindi da non sottovalutare.

    L’odio nelle relazioni di coppia è spesso legato all’accumulo di piccoli episodi di disaccordo, fino ad arrivare alla goccia che fa traboccare un vaso pieno di veleno. Ma può anche comparire in modo improvviso a seguito di un grave gesto commesso dal partner.

    Come abbiamo visto, le verità sull’amore sono molto lontane dalle relazioni romantiche che ci mostrano i film e i libri. Si tratta di un sentimento che richiede sforzo, attenzione, intenzione e volontà. L’emozione migliore che un essere umano possa provare, ma anche la più effimera se non la si coltiva o la più pericolosa se la si porta all’estremo.

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    Cara figlia, non hai bisogno di essere una “brava bambina”

    Cara figlia, non devi essere una brava bambina, una bambina tranquilla, obbediente e dolce. Sii quello che desideri essere, impara a tenere testa, a non zittirti, a ridere a crepapelle, a correre, ad indicare ogni costellazione con il dito e ad immaginare di poterle raggiungere tutte… cara figlia, non farti dire da nessuno che diventi brutta quando ti arrabbi, non permettere a nessuno di frenare i tuoi sogni o di incatenare la tua identità.

    Una cosa apparentemente così logica e necessaria, sembra invece stridere in molti dei nostri contesti, come il cardine di quella porta che qualcuno si ostina a voler chiudere, intenzionalmente o meno. Basta considerare un semplice esempio accaduto proprio qualche giorni fa.

    Un cinema di Lovaina ha organizzato una proiezione serale riservata esclusivamente ad un pubblico femminile, proiettando il film Wonder Woman. Allo spettacolo sono accorse tantissime bambine, attratte dal fenomeno sociale che la protagonista del film sta scatenando tra le più piccole.

     “Non si può trovare la pace sottraendosi alla vita”

    -Virginia Woolf

    La catena di cinema ha deciso, quindi, di regalare una borsa con la scritta “Cool things inside” (belle cose dentro). Si è trattata di una buona idea pubblicitaria, e la sala, come da aspettative, era piena. Il contenuto della borsa misteriosa si è rivelato davvero assurdo. Quando le bambine l’hanno aperta, vi hanno trovato spugnette, detersivi, pillole dimagranti e una spazzola per capelli. La notizia continua a destare stupore oltre che un’infinità di commenti e critiche da parte di tutti.

    Si tratta di realtà che tutti sappiamo identificare. Sono simbolo di chiusura mentale, usi arcaici che ogni tanto spuntano fuori e davanti ai quali la maggior parte delle persone reagisce. Esiste, però, un altro tipo di realtà ben nascosta, silenziosa e inapprezzabile che non vediamo con facilità perché si nasconde, ma che indirizza il nostro modo di  educare i nostri figli e le nostre figlie, modellandoli a forza e senza rendercene conto…

    La bambina buona, la bambina silenziosa

    La bambina buona è quella che rimane in un angolo senza muoversi, osservando in silenzio quello che succede intorno a lei. Mentre nella sua immaginazione scappa in un mondo privato, immenso e tranquillo dove può vivere mille avventure, nella realtà quella bambina è nascosta dietro ad un ostinato mutismo. Gli altri, quegli adulti che le passano accanto ammirando le sue buone maniere, i suoi vestiti curati e il suo sguardo attento, si complimentano con i genitori per il suo modo di comportarsi, ma non si interessano a lei, non le chiedono cosa la appassioni, cosa detesti, cosa legga o cosa sogni…

    Non ci rendiamo conto di come fin dal momento in cui arriviamo al mondo siamo continuamente valutati ed etichettati. Quell’universo gratuito di aggettivi, giudizi ed insensate iperbole, ci entra nel cervello a partire dai primi 9 mesi di vita.

    Può sembrarci un pensiero troppo pessimistico, ma secondo la “teoria della mente”, è proprio nei primi 9 mesi di vita che il bambino comincia ad apprendere le condotte sociali, imitando e cominciando ad interpretare poco a poco il comportamento dell’ adulto.

    Se fin da subito rafforziamo atteggiamenti come la passività, l’obbedienza, il silenzio e il valore dell’apparenza estetica nella bambina, non facciamo altro che bloccare o “trasformare” a nostro piacimento molte delle sue capacità naturali. Diversi psicologi, pedagogisti ed educatori come  Alfonso Montuori suggeriscono di applicare un’educazione priva di giudizi e di etichette di genere, potenziando, invece, l’umanità e la nobiltà innata del bambino, così come la sua curiosità verso l’apprendimento e l’auto-apprendimento.

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