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    3 tipi di uomini da evitare

    Né gli uomini né le donne sono perfetti, siamo ben lontani dall’esserlo. Abbiamo tutti dei difetti e ci sono momenti in cui è davvero difficile sopportarci, persino per le persone che più ci vogliono bene. Tuttavia, vi sono aspetti della personalità che possono risultare altamente controproducenti per le relazioni affettive e che non si presentano in precisi momenti isolati.

    Il problema si presenta per due motivi: non si finisce mai di conoscere una persona e le persone cambiano. Un uomo può risultare assolutamente incantevole all’inizio, ma forse poi vi ritrovate a chiedervi dove è finito quel principe azzurro oppure accade il contrario, qualcuno può sembrarvi davvero noioso, ma con il tempo trovate in lui/lei un incanto nascosto.


    “Si è innamorati quando ci si rende conto che l’altra persona è unica”
    –Jorge Luis Borges

    Ad ogni modo, alcune persone hanno un modo molto disdicevole di relazionarsi con la loro affettività e con quella degli altri. Forse non riescono ad amare o non tollerano di essere amati oppure sono imprigionati dentro il loro personale inferno di colpa, risentimento o timore. In questo caso, salvo un miracolo, il rapporto non ha un lieto fine. Per questo motivo, a seguire vi presentiamo tre tipi di uomini che è meglio mantenere distanti.

    Gli uomini che passano da un estremo all’altro

    Sono uomini che passano dalla totale tenerezza alla massima aggressività, in molti casi senza il verificarsi di fatti che giustifichino questo cambiamento. Non ci si spiega mai cosa è successo davvero. Semplicemente un giorno muoiono d’amore per te e ti riempiono di complimenti e carezze, ma il giorno dopo ti rifiutano in modo acido e, a volte, crudele.

    Di solito sono impulsivi. Senza sapere come, iniziamo a provare una profonda ambiguità nei loro confronti. Ci sciogliamo quando ci mostrano il loro lato romantico, non riusciamo ad immaginare un uomo più affettuoso e delicato. Sentiamo di adorarlo e che è il grande amore che abbiamo sempre sognato. Poi, quando risveglia questa specie di mostro che porta dentro, proviamo tutto l’opposto: rifiuto e persino odio verso la sua instabilità o paura perché ci risulta imprevedibile.

    Questi uomini sono emotivamente estenuanti. Hanno un profondo conflitto irrisolto con se stessi. Sono molto egocentrici e, per questo, non tengono in considerazione gli effetti delle loro azioni. La cosa certa è che non sono pronti per avere una relazione affettiva con te, né con nessuno.

    Gli uomini che mentono per abitudine 

    Ci sono molti modi di mentire. Il più ovvio è parlare di fatti o situazioni mai verificatesi. Tuttavia, altri modi di incorrere nella falsità sono vivere volendo apparire, promettere e non compiere, adattarsi a circostanze che non si condividono.

    Il bugiardo si smaschera non per il modo in cui mente a noi, ma per come lo fa con gli altri. Se lo fa con altre persone, perché non dovrebbe farlo con noi? Molte volte le bugie non sono facili da individuare perché esistono veri professionisti della dissimulazione. Per questo motivo, è importante fare attenzione a come si comportano con gli altri. 

    Una persona che mente continuamente rende impossibile la fiducia nella relazione. Presto vi ritroverete a realizzare esaustive indagini per coglierlo in fragrante oppure a frugare tra le sue cose per vedere se vi tradisce. È impossibile costruire un rapporto importante con un bugiardo compulsivo.

    Gli uomini che ti fanno sentire inibita

    Sono quegli uomini con cui ci si sente tutto il tempo come se si stesse camminando sulle uova. Di solito sono molto critici con quello che fa o dice la loro compagna e persino nel mondo in cui veste. Queste caratteristiche sono tipiche di chi ha molto successo o soldi e cerca solo una compagnia che si comporti come desidera lui.

    Quel che è certo è che ci si sente sempre valutati e, di solito, sminuiti. Pensate venti volte una cosa prima di dirgliela; misurate molto bene il modo in cui vi comportate in sua presenza e siete tese, non riuscite ad essere spontanee. All’improvviso divenite una persona molto silenziosa in sua presenza oppure parlate, ma state sempre attente all’espressione che assume di fronte alle vostre parole.

    Nei casi più estremi gli uomini che controllano e narcisisti finiscono per essere violenti. Credono che il mondo e tutte le persone, in particolar modo il loro partner, debbano comportarsi come vogliono loro. Sono esperti nell’intimidazione, che mettono in atto attraverso impercettibili giochi psicologici o coazioni fisiche dirette. Con uomini del genere, non potrete mai essere felici.

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    La sensibilità: l’abito più elegante dell’intelligenza

    La mia sensibilità mi smaschera. Se le mie lacrime scorrono e bagnano il mio volto davanti a qualcuno, mi sento vulnerabile. Se ti abbraccio davanti ad altre persone, e tu mi rifiuti, mi sento piccola. Se ti bacio e tu ti allontani, sento che non devo mostrarti i miei sentimenti.

    Ma la sensibilità verso gli altri essere umani, gli animali, la musica, la bellezza di un dipinto o di una scultura non è un segno di debolezza, ma di intelligenza, motivo per il quale non dobbiamo mai vergognarci di quello che siamo e di dimostrare i nostri sentimenti.    

    “Ricordare è facile per chi ha memoria, dimenticare è difficile per chi ha un cuore.”

    Persone altamente sensibili

    Ci sono persone che reagiscono con molta sensibilità a ciò che le circonda. Sono capaci di capire tutto quello che succede, osservano con attenzione e, a volte, interiorizzano e fanno loro le emozioni e i sentimenti delle altre persone. Le persone altamente sensibili hanno particolari caratteristiche, ovvero le seguenti:

    Sensibilità nei confronti delle critiche

    Una critica fatta ad una persona altamente sensibile può ferirla, perché si tratta di persone che soffrono molto per le opinioni negative degli altri e stanno male. Tuttavia, questo non deve impedir loro di ricevere critiche costruttive, commenti oppure opinioni intelligenti.

    Sensibilità agli ambienti e ai luoghi

    Una persona sensibile percepisce qualsiasi piccolo dettaglio in ogni ambiente, odore, colore o suono. I suoni molto acuti ed i luoghi troppo affollati sono soliti infastidire queste persone o farle sentire a disagio.

    Inoltre, sono particolarmente delicate e la loro capacità di osservazione le rende in grado di apprezzare in modo speciale la bellezza di un luogo, la tranquillità, i suoni delicati.  

    “Quando una persona sta attenta a tutto, diventa sensibile, ed essere sensibile significa avere una percezione interna della bellezza, possedere il senso di bellezza.”

    -Jiddu Krishnamurti-

    Si godono i momenti di solitudine

    Le persone altamente sensibili hanno bisogno di momenti per godersi se stesse in solitudine, per riflettere sulla loro esistenza, per porsi delle domande e per vedere da sole le piccole cose delle vita.

    Si fanno trasportare quando si appassionano a qualcosa

    Se una persona altamente sensibile si appassiona a qualcosa, il suo grado di implicazione sarà molto forte e trasmetterà tale entusiasmo alle persone che la circondano, perché la sua passione è contagiosa. In questo modo, trasmette sensazioni molto positive agli altri e si gode ogni momento della vita.   

    Si concedono agli altri

    Una persona altamente sensibile è empatica, si identifica con gli altri e impara a mettersi nei panni altrui. Si tratta di persone che aiutano gli altri e si preoccupano per quello che succede alle persone che le circondano. 

    Hanno una grande immaginazione

    Le persone sensibili rimangono spesso incantate ad osservare un paesaggio, un’opera d’arte, la bellezza delle persone… Tendono ad avere una grande immaginazione e a lasciarsi trasportare dai loro pensieri: per questo a volte hanno bisogno di rimanere da sole, per potersi connettere pienamente con tutti i loro sogni e tutte le loro idee.

    La sensibilità e l’intelligenza

    sensibilità faccia di donna colorata

    La sensibilità nei confronti della bellezza, delle persone, dei luoghi, verso ciò che le circonda è solitamente una caratteristica delle persone intelligenti. In questo senso, alcuni studi realizzati hanno dimostrato che gli adulti particolarmente dotati manifestano anche una grande sensibilità, dovuta alla loro capacità estetica, e anche al fatto che si sono sentiti diversi in alcuni momenti della loro vita.

    È necessario, in quanto umani, essere sensibili alla nostra sofferenza e a quella degli altri. Senza sensibilità, non potremmo affrontare i problemi e trovare le soluzioni. Tendiamo a permettere ai problemi di ogni giorno di invadere la nostra mente, ma è importante trovare un momento per noi stessi, per poterci sensibilizzare con il nostro Io più profondo e con gli altri.

    La sensibilità è una delle manifestazioni dell’intelligenza, del nostro modo di vedere e godere del mondo; per questo motivo, è necessario che penetri nei pori della nostra pelle, che un sorriso faccia incurvare il nostro viso o che una lacrima scorra su di esso…per concludere, è necessario sentire.

    “La vera intelligenza non sta nella conoscenza, ma nell’immaginazione.”

    -Albert Einstein-

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    Sorridere, anche quando le cose vanno male

    La preoccupazione è il sentimento che ci tiene inchiodati al presente per colpa di qualcosa che potrebbe succedere in futuro. (Wayne Dyer)

    Quando ci preoccupiamo per qualcosa che non è ancora successo, concentriamo tutte le nostre energie nell’anticipare qualcosa che potrebbe anche non accadere mai. In questo modo occupiamo la nostra mente con pensieri negativi che non hanno altro risultato se non quello di attrarre altra negatività. Quando siamo preoccupati, non viviamo appieno il presente e, inoltre, annebbiamo le esperienze che stiamo vivendo a causa della nostra visione pessimista. La maggior parte delle nostre preoccupazioni, infatti, ha a che fare con qualcosa su cui non abbiamo nessun tipo di controllo. Possiamo quindi preoccuparci quanto vogliamo, ma questo non risolverà il problema in nessun modo, anzi: la maggior parte delle volte, ciò di cui ci stiamo preoccupando tanto non si rivelerà poi così terribile come immaginavamo.

    La preoccupazione eccessiva si trasforma facilmente in ansia, paura di ciò che non conosciamo e del futuro. In questo modo le preoccupazioni si ripercuotono sia sulla nostra salute fisica che emotiva, arrivando a generare stress e disturbi di tipo ansioso. Quando viviamo costantemente preoccupati, il nostro corpo è in uno stato di allerta continua, come se si trovasse sempre in pericolo; questa condizione, invece, dovrebbe verificarsi soltanto qualche volta e non spesso. Poco a poco, quindi, perdiamo la capacità di valutare in modo obbiettivo le situazioni e diamo per scontato che la vita nasconda molti pericoli; in questo modo ci precludiamo la possibilità di rilassarci e godere delle cose belle. Viviamo ogni situazione come un conflitto o qualcosa da risolvere, persino quando si tratta di impegni insignificanti.

    C’è una grossa differenza tra il preoccuparsi e il fare progetti per il futuro. Quando facciamo progetti per il futuro, il presente che stiamo vivendo contribuisce ad avere un futuro migliore; al contrario, quando ci preoccupiamo, il nostro presente rimane immobilizzato per colpa di qualcosa che, crediamo, potrebbe succedere in futuro. La differenza è evidente.

    È importante riconoscere che l’incertezza fa parte della vita, è naturale. La paura di ciò che non conosciamo, un sentimento che tutti prima o poi proviamo e che delle volte può diventare un freno, fa parte della nostra natura, visto che non possiamo essere sempre certi di che cosa accadrà in futuro. È quindi necessario imparare ad accettare l’incertezza. Cambiate la vostra prospettiva. Non rimanete ancorati ai pensieri negativi o alle preoccupazioni per il futuro, perché sapete che non serve a nulla e non risolverete di certo i problemi. Soltanto se vi concentrate sul presente e iniziate a prendere il controllo della vostra mente riuscirete a prendere il controllo anche del vostro destino. Ci vorrà del tempo, ma come dice Robin Sharma in una delle sue opere “La mente è un meraviglioso servo, ma un terribile padrone”. Se i vostri pensieri sono solo negativi, è perché non vi siete presi cura della vostra mente e non le avete dedicato il tempo necessario per allenarla a pensare in modo positivo”. Permettevi di vivere il presente, scegliete i vostri pensieri e iniziate a vivere l’OGGI senza paure.

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    Vi siete mai soffermati a pensare cosa faccia innamorare le persone?

    L’amore non corrisposto è una cosa normale, è successo a tutti qualche volta: essere attratti da persone non adatte a noi oppure che non ricambiano i nostri sentimenti. Quello che ci piacerebbe comunicare in questo articolo è che è sbagliato vedere l’amore non corrisposto come conseguenza di qualcosa di sbagliato in voi; esso non ha nulla a che vedere con quanto valete.

    Ogni giorno capita di vedere persone invaghite di qualcuno che non le può contraccambiare, è come se vivessimo un’epidemia di amore patologico e la cosa peggiore è che non ci si accorge che è un problema e che dovrebbero interessarci a persone più adatte a noi. Molte volte dietro la frase “non mi vuole mai nessuno, che sfortuna!” si nasconde la paura di impegnarsi, cosa che ci porta incoscientemente a farci piacere persone che non possono stare con noi perché sono fidanzate, sposate, a causa della differenza di età, etc..

    Invaghendosi di qualcuno che non è compatibile con noi, non si corre il rischio di impegnarsi. Molte persone, senza rendersene conto, dipendono da un amore platonico per cui la persona in questione si accontenta di essere amico della persona che ama, anche se non potrà mai ottenere niente di più; si vive di illusioni, senza rendersi conto che quello che bisognerebbe fare è rompere i contatti e conoscere altre persone, per non ristagnare in una relazione impossibile.

    L’amore è pura chimica

    Vi siete mai soffermati a pensare cosa faccia innamorare le persone? Di sicuro avrete conosciuto diverse persone belle e affascinanti, però senza sapere perché non vi siete mai sentiti attratti da loro, oppure, al contrario, magari a volte avete incontrato qualcuno che non era particolarmente bello, ma aveva qualcosa che vi piaceva. L’amore è difficile da razionalizzare, non dipende né dalla bellezza, né dal tipo di lavoro, né dal livello culturale o economico; dipende più dalla chimica e dalle emozioni che si innescano quando si ha a che fare con una persona. L’amore non corrisposto, quindi, non deve minare la vostra autostima. La chimica non ha spiegazione, si attiva con alcune persone e con altre no.

    4 consigli per non soffrire più per amore 

    1. Prendete il toro per le corna: quando provate forti sentimenti per qualcuno, non portate alle lunghe la cosa. Se instaurate un rapporto di amicizia, a volte anche di lunga durata, con qualcuno di cui siete innamorati, non vi farà bene. Più tempo passerete in questo modo, peggio sarà. Soffrirete meno se avrete il coraggio di affrontare la situazione e dire alla persona quello che provate. In questo modo avrete subito chiara la situazione e se la persona in questione non corrisponde i vostri sentimenti, vuol dire che non era la persona giusta per voi e che vi stava impedendo di conoscere altre persone.

    2. L’amore non deve fare soffrire: se vi frequentate con qualcuno che vi fa più soffrire che ridere, è arrivata l’ora di capire se ne vale davvero la pena. Un amore sano non fa soffrire, un amore sano riceve così come dà. Le coppie si formano per aumentare la felicità, non per sabotarla.

    3. Tenete i piedi per terra: smettete di sognare amori platonici, siate realistici e se non potete stare con qualcuno, non insistete e voltate pagina. Imparate a concentrarvi su cose reali e raggiungibili e fate in modo di conoscere gente nuova che possa interessarvi come partner; magari da un’amicizia potrebbe nascere qualcosa e avete già davanti la persona adatta.

    4. Non concedete incertezze: molte persone chiedono tempo e spazio per schiarirsi le idee. N0n date troppo spazio alle incertezze, di solito chi ha bisogno di molto tempo per schiarirsi le idee è perché non è davvero innamorato/a; non sempre è così, ma a prescindere dal motivo che porti qualcuno ad allontanarsi, questi dovrà rispettare l’altra persona e darle una risposta chiara in breve tempo. Non permettete a nessuno di giocare con la vostra vita ed il vostro tempo, fatevi rispettare. Eliminate la necessità di avere un partner per essere felici, le migliori opportunità sorgono quando una persona si sente bene con sé stessa pur essendo single.

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    Prima di tutto, amatevi

    Fate di tutto per compiacere gli altri, e sentite che non lo apprezzano come dovrebbero? Se è un problema costante nella vostra vita, forse è arrivato il momento di rivalutare le cose.

    Aiutare gli altri senza aspettarsi niente in cambio è un gesto meraviglioso che dimostra che avete un cuore grande e la capacità di aiutare il prossimo, ma ricordate che è necessario amare prima se stessi per poi poter amare anche gli altri dal profondo del cuore, senza abbandonare i vostri sogni. Amatevi!

    La vostra natura è davvero eccezionale, non lo mettiamo in dubbio, ma avete mai pensato a quanto siete felici con voi stessi? Domandatevi se state aspettando qualcuno che sia abbastanza grato da valorizzarvi e restituirvi tutto quello che avete dato senza misura… Ebbene, quella persona tanto attesa siete voi! Perché la verità è che nessuno sa meglio di voi quali sono i vostri desideri, sentimenti e bisogni.

    Guardate il vostro riflesso

    Fate questo esercizio: senza che ci sia nessuno intorno a voi, mettetevi di fronte ad uno specchio e osservatevi a fondo. Ci siete solo voi e nessun altro potrà giudicare quell’immagine proiettata di fronte a voi. Nel frattempo, prendete appunti su qualsiasi cosa vi passi per la mente.

    Dopo 15 minuti (ma potete prendervi tutto il tempo in più che volete), leggete quello che avete scritto. Ora create un elenco separando ciò che considerate negativo dalle percezioni positive.

    Se la bilancia è inclinata a favore dei pensieri negativi, questo significa che avete bisogno di prestare più attenzione a voi stessi. Poco a poco potrete lavorare su tutti gli aspetti negativi che avete segnato su di voi, per ottenere risultati migliori. Ma in questo modo avrete già iniziato questo meraviglioso viaggio di auto-scoperta, avrete iniziato a essere sinceri con voi stessi e a riconoscere quali sono le percezioni che avete sulla vostra persona.

    Iniziate da voi

    Abraham Maslow, uno dei principali esponenti della psicologia umanista, ha sviluppato una teoria che ha a che fare con la realizzazione personale.

    Questo autore ha sintetizzato la sua idea in una piramide della felicità, e ha spiegato che per arrivare al vertice della soddisfazione interna, dobbiamo prima scoprire una serie di necessità che vanno da quelle fisiologiche (alimentazione, respirazione e riposo) a quelle che implicano il volere bene a noi stessi per riuscire a essere creativi, spontanei e con una morale solida nella nostra vita.

    L’autostima è composta da una serie di percezioni, pensieri o sentimenti che definiscono il comportamento di una persona. Si tratta del modo in cui vediamo noi stessi e che, di conseguenza, si ripercuote sul modo in cui interpretiamo il mondo.

    Secondo lo psicologo statunitense Carl Rogers, “la radice dei problemi di molte persone è che si disprezzano e si considerano esseri senza valore, indegni di essere amati“. In questi casi, l’accettazione rappresenta un passo importante per trovare una soluzione.

    Iniziate oggi stesso!

    A partire da ora, qualsiasi percezione distorta che avete su di voi può cambiare. Continuerete a tendere la vostra mano verso gli altri, ma ogni volta lo farete con una consapevolezza più profonda su chi siete e come vi sentite.

    Questo sarà il primo passo per andare avanti in questo cammino di ricerca interiore, e vi permetterà soprattutto di salvare quei desideri che dovete avere il coraggio di compiere. Portate alla luce gli obiettivi che un giorno avete riposto nel cassetto… Che cosa ne dite di provare a raggiungerli?

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    Ricordate che le relazioni affettive non possono essere a senso unico.

    Molto spesso ci disfiamo in mille pezzi pur di riuscire a mantenere interi gli altri, per non aprire nuove ferite o non permettere che quelle che qualcun altro ha già aperto facciano male. Lo facciamo senza nemmeno rendercene conto o, almeno, senza dare peso al nostro comportamento.

    Tuttavia, quando ci abituiamo a dare senza ricevere, finiamo per sentire che dedicare le nostre cure a noi stessi è un atteggiamento egoista. E invece, non c’è niente di più sbagliato. Lo scambio equo è fondamentale in ogni tipo di relazione e per ogni persona, poiché siamo tutti esseri emotivi.

    Amare noi stessi è una capacità che dobbiamo coltivare giorno dopo giorno, se vogliamo rimanere completi. Disfarci in mille pezzi ci porterà solo a soffrire, e questo non ci lascerà nemmeno offrire agli altri il meglio di noi.

    Quando ci disfiamo in mille pezzi?

    • Ci disfiamo in mille pezzi quando smettiamo di prenderci cura di noi.
    • Ci disfiamo in mille pezzi quando evitiamo di fare ciò che ci piace.
    • Ci disfiamo in mille pezzi quando smettiamo di coltivarci come persone o rinunciamo ai nostri interessi.
    • Ci disfiamo in mille pezzi quando non ci ascoltiamo, e non ci aiutiamo.
    • Ci disfiamo in mille pezzi quando siamo troppo concentrati sull’essere “perfetti”, e rinunciamo a essere noi stessi.
    • Ci disfiamo in mille pezzi quando cerchiamo di compiacere sempre tutti, e mascheriamo la persona che siamo davvero o mentiamo sulla nostra opinione.
    • Ci disfiamo in mille pezzi quando ci dimentichiamo dei nostri obiettivi e ci obblighiamo a mettere i desideri degli altri davanti ai nostri.
    • Ci disfiamo in mille pezzi quando trasformiamo il sacrificio in un obbligo.
    • Ci disfiamo in mille pezzi quando crediamo di essere cattive persone perché ci concediamo un attimo di respiro da un ambiente che ci soffoca.
    • Ci disfiamo in mille pezzi quando cediamo a un ricatto tossico, che ci richiede solo di fare favori e impedisce la nostra crescita come persone.
    • Ci disfiamo in mille pezzi quando sacrifichiamo il nostro benessere e ci lasciamo condurre dall’inerzia di chi ci accompagna, continuando a mettere da parte tutti i nostri desideri pur di far star bene gli altri.

    È complicato, certo, ma proprio per questo dobbiamo sempre prestare attenzione all’equilibrio tra le passioni, le cure e la dedizione verso gli atri e verso di noi. Se riusciremo a farlo, vivremo con piacere e riusciremo a contemplare la nostra piena essenza, senza “ma” e senza “se”.

    A volte dobbiamo dimenticare cosa proviamo per ricordare cosa meritiamo

    Quando non otteniamo mai niente in cambio dei nostri favori, non stiamo rispettando il principio dell’equilibrio che dovrebbe sempre vigere per mantenere la nostra completezza e impedire di farci disfare in mille pezzi.

    Dovete ricordare che le relazioni affettive non possono essere a senso unico. C’è bisogno di uno scambio equilibrato e soddisfacente, che ci dia una ricompensa a livello affettivo e sociale.

    Questo significa che non possiamo basare le nostre interazioni solo sul “dare”, ma dobbiamo assicurarci che ci sia un equilibrio nel “ricevere”. Questo non è sinonimo di egoismo. Al contrario, è fonte di arricchimento.

    Chi dà tutto se stesso, chi si offre interamente agli altri senza ricevere niente in cambio e non lavora mai su se stesso, finirà col sentirsi vuoto e sofferente. Non possiamo lasciare da parte la nostra autostima per curarci solo della felicità degli altri, perché finiremo col distruggere la nostra.

    Solo facendo attenzione a tutto questo, potremo coltivare la nostra crescita personale, senza dimenticarci degli altri. È possibile, ma solo mantenendo i due piatti della bilancia in perfetto equilibrio.

    Dare e ricevere sono due facce della stessa medaglia. Una medaglia che ci fa sentire capaci di dare amore e meritevoli di amore e riconoscimento. Questo principio dovrebbe renderci in grado di:

    • Far valere i nostri diritti: può capitare qualche volta che qualcosa ci fa stare male o semplicemente non vogliamo farla. E a quel punto che dobbiamo far valere il nostro diritto a uno spazio personale.
    • Coltivare i nostri interessi e le nostre passioni: questa è la base della soddisfazione, della felicità e della crescita personale. È importante non smettere mai di prenderci cura di noi e alimentare le nostre inquietudini.

    Ricordate che i grandi cambiamenti arrivano sempre dopo un forte scossone. Anche se a volte cambiare è difficile e può far male, i miglioramenti che comporterà ci faranno capire che, lungi dall’essere un punto di arrivo, quel cambiamento è il punto di partenza per un nuovo viaggio emotivo.

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    Le armature che indossiamo sono armi a doppio taglio

    Più l’armatura è spessa, più ci allontaniamo dagli altri, da chi ci sta intorno e da noi stessi.

    Spesso è difficile affrontare quello che ci accade nella vita, perché la paura ci sovrasta, perché non sappiamo come agire o perché vogliamo evitare di soffrire. Ed è per questo che tendiamo a indossare diverse armature per proteggerci emotivamente.

    Così facendo, mascheriamo la nostra essenza mostrando un’apparenza che nulla ha a che fare con chi siamo davvero. Rischiamo anche di legarci troppo a quelle false immagini che offriamo al mondo, rendendo più difficile liberarsene.

    A volte abbiamo così tanta paura di mostrare chi siamo, che finiamo per indossare un spessa armatura per proteggerci ed evitare la sofferenza.

    Quando indossiamo queste corazze, smettiamo di vivere esperienze autentiche. È come se mettessimo davanti a noi una barriera che, oltre a limitarci, impedisce agli altri di conoscerci davvero. In questo modo, le armature che indossiamo con l’intenzione di proteggerci finiscono per ostacolare la possibilità di aprirci all’universo.

    Più l’armatura è spessa, più ci allontaniamo dagli altri, da chi ci sta intorno e da noi stessi.

    Armature come meccanismi di protezione

    Usiamo queste armature per affrontare la realtà e prevenire la sofferenza. In questo modo, evitiamo di star male e ci proteggiamo da quelle che consideriamo gravi minacce. Come ad esempio:

    • Relazioni con gli altri. Abbiamo paura che gli altri ci giudichino, che pensino male di noi o che non apprezzino il nostro modo di essere. Quindi, nascondiamo la nostra essenza offrendo loro quello che crediamo si aspettino.
    • Il futuro. Anticipiamo ciò che potrebbe accadere e pensiamo a mille possibili scenari per paura di perdere il controllo. In questo modo pensiamo di essere armati e protetti perché crediamo di aver previsto ciò che può accadere. Il problema è che, per quanto ci crediamo, il controllo è solo un’illusione.
    • Noi stessi. Temiamo le nostre reazioni, i nostri pensieri e persino le nostre emozioni. Per questo indossiamo le armature.

    Ci proteggiamo dalle possibili minacce anche attraverso travestimenti, diversi modi di agire, comunemente noti come meccanismi di difesa. Vediamone alcuni.

    Le armature che indossiamo più di frequente

    • Isolamento. Questa armatura ci spinge a isolarci dai nostri pensieri e sentimenti. Ci costringe a disconnetterci per proteggerci, per sopportare ciò che accade senza soffrire. Il problema è che impedisce ogni contatto con il nostro Io più intimo.
    • Repressione. Questa modalità consiste nell’eliminare gli aspetti dolorosi rendendoli inconsci. Se li eliminiamo, non potranno più farci del male. Succede, però, che pur non essendo coscienti, possono esprimersi ad altri livelli.
    • Proiezione. È una delle armature più utilizzate e di cui siamo meno consapevoli. Accade quando attribuiamo i nostri pensieri e sentimenti agli altri.
    • Negazione. Usiamo la negazione per bloccare, in qualche modo, ciò che pensiamo e sentiamo, perché ci risulta troppo difficile affrontare qualcosa.
    • Traslazione (Transfer). Accade quando reindirizziamo i nostri pensieri e sentimenti ad altre persone, situazioni o cose.
    • Regressione. A volte, quando ci è difficile gestire un problema, tendiamo a ripetere comportamenti tipici di età diverse dalla nostra. È un modo immaturo di affrontare quello che ci accade.

    Come sbarazzarsene?

    Il primo passo per liberarsi di un’armatura è quello di connettersi con se stessi per conoscersi. Quando avremo chiaro chi siamo e, naturalmente, ci accettiamo, ci mostreremo agli altri nella nostra autenticità. Si tratta solo di essere sinceri con se stessi, per poi esserlo con gli altri.

    Una volta stabilita la profonda connessione con se stessi, il passo successivo è quello di iniziare a essere consapevoli dei momenti in cui vengono indossate le armature. In quali situazioni ricorriamo a esse? Le usiamo con tutti? Quando e con chi ci mostriamo autentici? Tutte queste domande faciliteranno il processo.

    Alcune buone abitudini di cui tenere conto:

    • Amatevi. Quando lo fate, la paura di essere voi stessi svanisce, perché iniziate a dare più valore a voi stessi.
    • Cercate il sostegno di chi vi vuol bene. È impossibile eliminare completamente la paura, dunque quando vi assale e non potete controllarla, condividete i sentimenti con i vostri cari. Saranno di grande supporto.
    • Lasciate perdere chi non vi accetta per come siete. Non vale la pena insistere per farsi accettare dagli altri. Non tutti devono o possono stare bene con noi. L’importante è coltivare le relazioni con le persone con cui si sta bene.
    • Eliminate il pregiudizio. Se evitate i pregiudizi, sarà più facile accettare gli altri e conoscerli sinceramente. Ciò si rifletterà nel vostro modo di apparire.
    • Non date nulla per scontato. Le supposizioni non sono fatti, ma ipotesi. Cercare di indovinare cosa accadrà o come agiranno gli altri è solo tempo perso.

    Prendere consapevolezza di questi aspetti vi renderà più facile disfarvi di queste armature e scoprirvi gradualmente, dare valore a voi stessi e iniziare a vivere davvero.

    La forza interiore illuminerà il vostro cammino, liberatevi da ciò che non siete.

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    Ferite dell’anima che guariscono, ma che lasciano cicatrici

    Dal momento della nostra nascita fino ad oggi, è successa un’enorme quantità di cose. Alcune buone, altre meno. Portiamo sulle spalle un bagaglio di esperienze che, per quanto fortemente desideriamo scompaia, resta lì.

    Quando vogliamo rivivere un momento che ci ha reso felici, “rovistiamo” nel nostro bagaglio, e per non soffermarci sui ricordi che ci hanno causato dolore, ci sforziamo di usare un’amnesia selettiva. Ognuno di noi dovrebbe essere orgoglioso del proprio bagaglio di esperienze, anche se alle volte vi si trovano fatti di cui non avremmo mai voluto farci carico.

    Quel carico racchiude più cose su di noi di qualsiasi libro e qualsiasi opinione. Custodisce i demoni che ci trasciniamo dall’infanzia e i ricordi delle volte che ci hanno fatto del male. Le volte in cui ci è sembrato di essere nel posto giusto e quelle in cui ci siamo sentiti del tutto spaesati. È il bagaglio della nostra vita, delle nostre esperienze più intime.

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    Le esperienze passate determinano chi siamo adesso, compresi i momenti in cui proviamo felicità e quelli in cui ci sentiamo profondamente sfortunati. È in quegli istanti di abbattimento che le ferite inferte alla nostra persona si riaprono.

    Forse eravamo convinti fossero solo cicatrici, eppure talvolta tornano a bruciare. Il loro scopo è quello di richiamare la nostra attenzione, forse perché quel dolore si sta per ripresentare nella nostra vita.

    È così che ciascuno di noi ha in sé numerose ferite in via di guarigione, ma che non finiranno mai di cicatrizzarsi, per avvisarci del dolore imminente quando qualcuno o qualcosa le stuzzica di nuovo. Ecco alcune di queste ferite.

    L’umiliazione

    Proviamo umiliazione quando qualcuno attacca la nostra dignità come persone. Esistono svariati modi per denigrarci, sia in privato sia pubblicamente, che forse è il caso peggiore.

    Le conseguenze del sentirsi umiliati infieriscono direttamente sulla nostra autostima, sulla fiducia negli altri e sulla speranza per quello che facciamo e ci aspettiamo dal mondo. Quando qualcuno ci umilia, proviamo la sensazione che ci abbiano strappato qualcosa che ci apparteneva, e che lo abbiano fatto nel modo più crudele possibile.

    L’umiliazione può essere indirizzata all’apparenza fisica, al livello economico, al sesso, alla razza, al livello intellettuale, alle malattie… Può trattarsi di un singolo attacco o di una serie di frecciate mortificanti che vanno avanti da tempo. È una delle situazioni più difficili da superare per le implicazioni psicologiche che si generano in noi.


    “Molti dispiaceri si potrebbero evitare se chi si vanta della propria satira tenesse a mente che ciascuno di noi, per quanto ignorante possa essere, tende a prendere se stesso molto sul serio. Se c’è chi è in grado di sopportare una contraddizione franca e leale, nessuno perdona di essere messo in ridicolo.”

    -Santiago Ramón y Cajal-


    La delusione

    Quando una persona ci delude, tutte le speranze e le aspettative che avevamo depositato in lei e nel nostro rapporto vanno perdute. Proviamo un misto di stupore, rabbia, sorpresa e pena. Può capitare con qualcuno della nostra famiglia, un amico d’infanzia, un collega di lavoro o semplicemente qualcuno che consideravamo una brava persona incapace di tradire determinati principi, sia nei nostri confronti che in quelli del mondo in generale.

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    La delusione può portarci a provare frustrazione e persino depressione, e la nostra capacità di fidarci degli altri non sarà più quella di prima.


    “I migliori successi delle persone arrivano dopo le loro più grandi delusioni”

    -Henry Ward Beecher-


    15 consigli per superare una delusione amorosa

    Il tradimento

    Quando qualcuno ci tradisce, ci rendiamo conto che tutto quello che pensavamo fosse, tutto  che ciò per cui lottava e tutti i sentimenti che provava per noi non solo erano bugie, ma l’opposto esatto di quel che sembravano.

    Quando qualcuno ci tradisce, di solito è perché aveva conquistato la nostra fiducia più totale, perché avevamo creduto fino alla fine alle sue parole e ci aveva fatto credere che tutte le sue azioni fossero oneste e sincere, per scoprire poi che era tutta una farsa.

    La prima sensazione? L’incredulità. Poi si susseguono l’ira, il pianto, la sensazione di presa in giro. Chi subisce il tradimento soffrirà al momento della scoperta e se ne ricorderà in seguito; ma non dimentichiamoci che la persona che tradisce porterà questa trave sulla coscienza e sulla sua reputazione per tutta la vita.

    Ciò può non essere di grande conforto, ma non abbattiamoci, e teniamo a mente che la bontà premia sempre, mentre la falsità riceverà la sua punizione. Provate a rifletterci sopra…


    “Il tradimento è detestabile persino in sogno”

    -Félix María Samaniego-


    L’indifferenza

    In molti credono che l’indifferenza sia l’atteggiamento che può recare maggiori danni, ancora di più se indirizzata a chi non se la merita. Ignorare qualcuno vuol dire non considerarlo, far finta che non esista, e questo fa male.

    L’indifferenza può essere pensata appositamente per fare del male all’altra persona, può trattarsi dell’indifferenza di un intero gruppo nei confronti di un singolo o più semplicemente un comportamento che non prevede l’avvicinamento né il rifiuto, bensì il non prestare la minima attenzione a tutto ciò che una determinata persona fa, sente o dice.

    Quando siamo vittime dell’indifferenza da parte di una persona intorno a noi, senza che ci venga comunicato il perché, proviamo la sensazione di non valere nulla, di non essere degni neanche di una spiegazione, di una scusa o dell’avvertimento riguardo le circostanze che hanno determinato questo cambio repentino.

    La peggior forma d’indifferenza è quella che si trasforma in negligenza, come quando i genitori ignorano le necessità di base dei loro figli, quali il cibo, l’affetto o il sostegno.


    “Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio, ma l’indifferenza: questa è l’essenza della disumanità”

    -William Shakespeare-


    La perdita

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    In questo caso non si tratta di un danno intenzionale o premeditato. Le persone che amiamo non scelgono di morire per farci del male, eppure quando scompaiono, una parte di noi se ne va con loro.

    All’interno di un mondo in cui è sempre più difficile trovare persone oneste e disposte ad amare e ad essere realmente amate, la perdita di una persona con queste caratteristiche può essere devastante, soprattutto se ha condiviso con noi gran parte della sua vita, con tutto l’affetto e i ricordi che ciò implica.

    Nonostante si possano superare, queste ferite tornano a fare male quando siamo più vulnerabili. In quei momenti della vita in cui ci sentiamo persi o tristi, quando non riusciamo a far combaciare alcuni aspetti della nostra identità… La straziante consapevolezza che qualcuno su cui potevamo fare affidamento non è più tra noi sarà per sempre dura da sopportare, a prescindere dal tempo che passa.

    La mente è meravigliosa

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    Trovare il coraggio di dire addio per crescere

    Quante volte la vita vi ha obbligati a dire addio a qualcuno? In realtà, non contano le volte in cui l’avete fatto, ma è essenziale capire che nel corso della nostra vita è necessario rompere più di un legame, anche se ci può far soffrire.

    Dire addio significa crescere, ci permette di ritrovare noi stessi quando, per un motivo o per l’altro, qualcuno o qualcosa ci stava allontanando dai valori fondamentali della felicità e l’equilibrio con noi stessi.

    Ti dico addio perché so che non hai più bisogno di me, perché non sono la tua priorità, perché i tuoi vuoti mi riempiono di carenze e perché, anche se non l’abbiamo mai detto ad alta voce, sappiamo bene che ci siamo già salutati da tempo.

    Non permettetevi mai di essere deboli e correre dietro a qualcuno che non ha bisogno di voi o sa già dove trovarvi. Se lo fate, vi state soltanto facendo del male da soli; state danneggiando la vostra autostima e, allo stesso tempo, state dando un grande potere a qualcuno che ha tra le mani la chiave della vostra infelicità.

    Solo voi potete avere in mano quella chiave, insieme alle redini della vostra vita, e dovete essere sempre consapevoli di ciò per cui vale la pena investire tempo, sogni e speranze. Dire addio è un atto di coraggio, e la maggiore manifestazione di amor proprio.

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    Rompere il legame con chi non ci vuole richiede coraggio

    Magari le cose fossero più facili. Magari esistesse una pozione magica per le delusioni d’amore, per chiudere le porte del cuore a chi non ci ama più e mettere in atto l’arte della dimenticanza, come chi lascia cadere un sasso in un fiume e lo vede sparire in profondità.

    Dire addio richiede coraggio, è un atto di volontà personale per soddisfare un bisogno vitale. Significa chiudere un circolo in cui diciamo a noi stessi che non ci permetteremo più di soffrire, perché chi ci regala solo assenza non merita la nostra presenza.

    Ma non esiste un addio immacolato, che non lascia tracce né cicatrici. Dire addio implica spesso il dover risanare molti spazi, curare ferite e dolori della nostra anima che non sempre il tempo è in grado di curare. Anche se giorno dopo giorno giriamo le pagine del calendario, il tempo non può curare nulla se non ci mettiamo del nostro. Per questo vale la pena tenere in considerazione i seguenti aspetti.

    A volte non è l’amore a finire, ma la pazienza

    Dire addio significa dover affrontare un lutto

    Dobbiamo comprendere che l’atto di dire addio, di lasciare andare, significa dover passare attraverso il processo del lutto. Sono molte le persone che non ne sono consapevoli e si afferrano alla quotidianità senza aver prima regolato i conti con le loro emozioni e i loro pensieri.

    • Dire addio a una persona che è stata importante per noi richiede prima di tutto capire che cosa è successo, che cosa ha generato quella separazione.
    • È necessario accettare che, bene o male, non ci amano più oppure che è necessario concludere una relazione che ormai ci provoca più sofferenza che felicità.
    • La rottura di un legame richiede sempre uno sfogo emotivo di qualsiasi tipo, che sia attraverso le lacrime o le parole.
    • L’accettazione arriverà poco a poco, con lentezza, ma solo quando ci sentiremo bene con noi stessi e sicuri di aver fatto la scelta giusta.
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    Dire addio senza odio

    Dire addio senza rancore, odio o disprezzo non è sempre facile. Nel momento in cui prendiamo coscienza del fatto che qualcuno non ha più bisogno di noi, che non ci ama più o che ci sta offrendo un amore avvelenato o doloroso, ciò che proviamo è un sentimento di rabbia e debolezza.

    • Tenete in considerazione che tutte queste emozioni negative vi renderanno più difficile il compito di chiudere quel legame. È una carica emotiva che, in qualche modo, continua a mantenervi incatenati a quella persona.
    • La rabbia, l’odio e il rancore lasciano traccia nel nostro carattere e nelle nostre emozioni. Ci rendono sospettosi, e quella rabbia genera ancora più negatività contro noi stessi.

    Liberatevi da tutto, allontanatevi da chi non ha bisogno di voi e da qualsiasi emozione negativa che vi mantenga ancorati a chi vi ha fatto del male. Questo vi permetterà di andare avanti con maggiore leggerezza. Se continuate a raccogliere sassi lungo il cammino, alla fine non riuscirete nemmeno a percorrere la strada della vita. Rimarrete bloccati. Liberatevi!

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    Dire addio per ritornare a essere quelli che eravate e crescere

    Quando portiamo avanti una relazione disfunzionale, che ci fa soffrire, non ci fa vedere la verità e che, invece di farci crescere, mina al nostro equilibrio personale, ciò che stiamo facendo in realtà è allontanarci da noi stessi.

    Dire addio implica intraprendere un delicato viaggio di ritorno. Dovete curare le vostre ferite, prendervi cura di voi e tirare il filo dorato della vostra essenza, non solo per recuperare la persona che eravate prima, ma anche per creare quella che volete essere a partire da oggi.

    Desidero essere una persona capace di dire addio e di lasciare andare, per lasciare spazio a cose nuove. Cose migliori. Desidero essere quello che ero, e anche se sono consapevole di aver ormai perso parte della mia innocenza, quella parte di me legata a chi ho lasciato indietro, so che sono l’artefice del mio futuro. So che ricomincerò a camminare pieno di nuove speranze, che non sarò più una vittima, ma una persona capace di imparare da ciò che ha vissuto a trasformarsi in ciò che vuole essere.

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    Come superare una delusione

    2015 Dylan & Ceara LA

    Non vi diremo che superare una delusione è semplice o facile, perché non è così. Tuttavia, non possiamo nemmeno dire che è impossibile, perché mentiremmo. Si tratta di un processo complesso, ma superabile.

    Poiché la delusione è un mix tra il dolore puro e il sentimento del tradimento, forse vi interesserà conoscere alcuni utili consigli che vi aiuteranno a superare quei giorni in cui il cielo sembra un po’ meno blu e la notte nera come l’ebano.

    Mai cadere nella sfiducia totale

    Dopo aver avuto una delusione, nasce una nuova sfiducia che sembra invadere tutto ciò che ci circonda, che si tratti di persone o di oggetti. Dopo una delusione, che è comunque un tradimento da parte di una persona cara o uno sconforto per qualcosa di emozionante che alla fine non è arrivato, non è strano cedere a una sfiducia totale.

    È perfettamente normale voler circondare il proprio cuore con una corazza e non fidarsi di niente e nessuno per evitare di soffrire ancora. Non è una cattiva idea, ma solo se a breve termine e mentre la ferita è ancora fresca.

    Nonostante ciò, arriva un momento in cui è necessario abbassare le difese. Non si può vivere diffidando sempre di tutto e di tutti. È un grave errore che non farà altro che farvi perdere molte delle cose belle che il mondo può offrire.

    Osservate il lutto per un po’ e armatevi di sfiducia. Tuttavia, arriverà un giorno in cui dovrete armarvi di coraggio, abbattere tutte le barriere e ricominciare a vivere con normalità, senza la paura di ciò che vi circonda e lasciandovi guidare dalla speranza, dai sogni e dalle persone buone.

    Quale solitudine è più sola della diffidenza?

    -George Eliot-

    Cercare il sostegno di una persona cara

    Per superare una delusione, non c’è niente di meglio che cercare il sostegno di qualcuno. Tutti noi abbiamo buoni amici, una famiglia e delle persone che si fidano di noi e che si meritano il nostro affetto e il nostro amore.

    Nei momenti più difficili, quando vi sentite traditi e sconsolati, la cosa migliore da fare è cercare una spalla amica su cui piangere e sulla quale scaricare un po’ del dolore. Buttate fuori tutto ciò che vi ha fatto male e non abbiate paura di mostrarvi deboli o vulnerabili. Qualcuno che vi vuole bene non lo userà mai contro di voi.

    È molto bello poter trascorre i momenti più belli con le persone che amiamo e che ci amano. Ma è bello e tranquillizzante anche sapere che alcune persone ci saranno sempre, saranno lì ad aspettare di poterci aiutare e per tenderci una mano quando ne avremo bisogno.

    Non dimenticate che tirar fuori dall’anima tutte le cose negative, condividere il proprio dolore e chiedere aiuto per superare certi scogli non è segno di debolezza, bensì il contrario. Inoltre, due persone sono più forti di una.

    “La sfiducia è un segno di debolezza”

    -Indira Gandhi-

    Essere in lutto solo per il tempo necessario

    Dopo aver sofferto una delusione, è logico che, a causa del dolore, del tradimento e della frustrazione, le proprie fondamenta tremino, persino quelle che credevate essere più solide. Tuttavia, questa situazione non dovrebbe durare per sempre.

    Anche se forse non ci credete, dentro il vostro cuore alberga la forza e la fiducia sufficienti a superare un trauma del genere. Basta cercare tra i propri punti di forza e spremerli al massimo, per trovare l’energia di cui avete bisogno per andare avanti.

    Non dovete mai pensare che una delusione durerà per sempre. Non dovete mai dirvi che siete persone deboli e dipendenti, incapaci di andare avanti. Se non trovate la forza che avete in fondo all’anima, è perché non avete cercato come si deve.

    Non dimenticate mai che il lutto causato da una delusione non può durare per sempre. A cuore aperto, dovete sostenere continue conversazioni con voi stessi, fino a quando non vi conoscerete abbastanza da sapere dove si trovano gli angolini della vostra anima, dove si nascondono il coraggio e la forza che vi permetteranno di guardare avanti con gioia e con vitalità.

    Dopo una delusione, mai perdere l’ottimismo e il senso dell’umorismo

    È vero che, in un momento pieno di dolore, nessuno ha voglia di scherzare. Tuttavia, quando bisogna affrontare una delusione, non esistono armi migliori dell’ottimismo e del senso dell’umorismo.

    Non smettete mai di essere persone positive, ottimiste e allegre. Forse all’inizio non sarà facile, ma è importante cercare il lato migliore delle cose, perché è lì ad aspettare che voi lo troviate per farvi sorridere.

    Per concludere, vorremmo dire che, anche se una delusione è un processo difficile da affrontare, non è impossibile da superare. Con la forza, l’atteggiamento, gli strumenti e il positivismo necessari, niente, per quanto possa essere doloroso, durerà per sempre.

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    Le aspettative troppo alte non ci fanno godere le piccole cose

    Molto spesso nella vita vogliamo di tutto e di più; fino ad un certo punto questo impulso ci serve per lottare per ciò che desideriamo. Le aspettative sono soggettive e parziali e non dobbiamo confondere il fatto di avere obiettivi ambiziosi con l’aspettarci qualcosa su cui non abbiamo nessun potere. Poco a poco, infatti, ci renderemo conto che alcune cose non vanno come ci aspettavamo e che tendiamo sempre ad idealizzare i nostri amici, le nostre relazioni e i nostri progetti.

    Uno studio recente ha dimostrato che la personalità evitante è strettamente relazionata ad una bassa capacità di godersi la vita. Una delle caratteristiche di queste persone è la tendenza a distorcere tutti gli stimoli neutri e a percepirli in modo negativo. Hanno anche bisogno della costante approvazione altrui.

    Le aspettative sono un’arma a doppio taglio, che è necessario saper gestire nel modo migliore. A volte sono un incentivo necessario per aiutarci ad andare avanti, mentre altre rappresentano un tunnel senza via di fuga verso la delusione. Avere aspettative positive aumenta il nostro entusiasmo, anticipando il lieto fine della situazione. Il pericolo, però, è di peccare di un eccesso di ottimismo, che sarebbe più appropriato chiamare “irrealtà”.

    “Aspettati il meglio, organizzati per il peggio e prepararti ad essere sorpreso.”

    -Denis Waitley-

    L’umiltà: la ricetta contro le aspettative irrealizzabili

    L’umiltà può essere definita come la consapevolezza delle nostre debolezze e dei nostri limiti e la capacità di agire di conseguenza. Possiamo sentirci orgogliosi di noi stessi quando riconosciamo i nostri successi o miglioramenti, senza per questo doverci sentire superiori alle altre persone. Dovremmo tutti sforzarci ogni giorno di coltivare la nostra umiltà.

    Coltivare l’umiltà ci allontanerebbe dall’eccesso di orgoglio. Una persona superba o troppo orgogliosa nasconde la sua mancanza di capacità o conoscenze nell’affrontare determinate situazioni. La superbia implica un’eccessiva soddisfazione e contemplazione nei confronti di se stessi; il superbo si sente migliore e più importante degli altri e per questo i suoi obiettivi devono sempre essere più grandi di quelli degli altri. Questo lo porta spesso a porsi mete poco coerenti con le sue capacità, che sopravvaluta.

    Le persone umili sono autentiche, senza complessi e con una sana autostima. Sono persone così sicure di sé che non hanno bisogno di dimostrare al mondo quanto sono brave, a tutte le ore. Sono persone che affascinano, che contagiano entusiasmo, passione, e si godono la vita giorno dopo giorno.

    “Il segreto della saggezza e della conoscenza risiede nell’umiltà.”

    -Ernest Hemingway-

    Praticare la gratitudine ci aiuterà a dare valore alle piccole cose

    La gratitudine è uno degli atteggiamenti più importanti che possiamo acquisire e una meravigliosa fonte di benessere. Oltre a far stare bene gli altri e noi stessi, ci permette di affrontare i cambiamenti e i miglioramenti in modo consapevole e sereno, allontanando la sensazione di urgenza.

    Ci sono persone che sembrano in grado di essere grate per tutto ciò che la vita mette lungo il loro cammino senza uno sforzo apparente, mentre per altre è difficilissimo, perché non hanno ancora imparato come farlo. Lamentarsi ed essere continuamente insoddisfatti, invece, ci porta soltanto verso una costante sensazione di infelicità per ciò che abbiamo.

    Per quante cose abbiamo o quanti obiettivi raggiungiamo, ci concentriamo solo su ciò che ci manca. Invece di essere grati per quello che abbiamo, siamo condannati all’infelicità. La gratitudine è un atteggiamento che nasce dall’umiltà; per essere grati, quindi, bisogna prima essere umili. È questa la qualità di cui spesso peccano le persone che sono sempre scontente e insoddisfatte.

    Esprimere gratitudine, anche solo tramite un semplice “grazie” o un sorriso, comunica all’altro che la sua presenza, le sue parole o le sue azioni sono importanti e che ci aiutano ad andare avanti. Si tratta di dimostra rispetto e di dare valore a ciò che gli altri fanno per noi, a prescindere dal motivo che li spinge a farlo.

    Se ci aspettiamo di svegliarci ogni giorno, è poco probabile che ci sentiremo grati per il fatto di essere vivi.

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    7 segnali per capire quando una relazione è finita

    Avere una relazione sentimentale ci fa sentire completi e ci motiva ​​ad affrontare ognuna delle sfide che la vita ci presenta, giorno per giorno. Sempre a patto che quella “scintilla” di amore e passione venga conservata a lungo, anche dopo i primi mesi trascorsi insieme. Altrimenti, possono presentarsi dei segnali che indicano che la relazione è finita.

    A volte, il tempo gioca dei brutti scherzi e se si cade nella monotonia, non sempre la coppia si sforza abbastanza per uscirne.

    Quando si comprende che una relazione è finita, infatti, spesso sono già apparsi dei comportamenti o degli stati d’animo abbastanza evidenti, in questo senso.

    Cercare di mantenere in piedi una storia quando non si è più felici è molto complicato e, se non si presta attenzione, si rischia di soffrire moltissimo, vivendo di illusioni e con la speranza che qualcosa possa cambiare.

    Quando tutto cambia, nel momento in cui non si vivono più le stesse situazioni come prima, significa che qualcosa si è irrimediabilmente rotto.

    Conoscere e saper individuare i segnali che indicano che la relazione è finita è molto importante, per poter prendere delle decisioni sicuramente complicate ma che influenzeranno il vostro futuro.

    Capire che la relazione è finita con questi 7 segnali

    1. Mancanza di connessione fisica o emotiva

    Non riuscite a connettere con il partner come prima? Mancano anche le più basilari dimostrazioni di affetto? Non provate lo stesso desiderio fisico di prima? Se state vivendo tutte queste cose, molto probabilmente la vostra relazione è finita.

    La mancanza di connessione fisica ed emotiva, anche nei momenti di intimità, dimostra che la coppia non è più felice e che è dunque arrivato il momento di voltare pagina.

    2. Affiorano i confronti con il passato

    Per la maggior parte delle coppie, il periodo migliore della relazione coincide con gli inizi. Durante le prime settimane e i primi mesi, infatti, la fiamma della passione brilla con maggiore forza, favorita dalla voglia di conquista e dal desiderio di conoscere e compiacere l’altro.

    Pensare che ciò possa durare in eterno significa ingannare sé stessi. Dopo qualche tempo, infatti, è normale che le relazioni di coppia entrino in una specie di “zona di comfort”.

    L’unica via d’uscita, in queste situazioni, è avere la capacità di riconoscere il problema e ravvivare la passione introducendo dei cambiamenti e delle novità che contribuiranno a rompere la monotonia quotidiana.

    Fare paragoni su com’era un tempo il vostro partner e pensare che tutto possa tornare come all’inizio è, anche questo, un segnale che la relazione è finita.

    Avete bisogno di una persona che vi faccia sentire importante, ogni giorno. Questo è un sacrosanto diritto.

    3. Volete che il vostro partner cambi

    Poter pensare che una persona adulta possa cambiare, per adattarsi alle vostre aspettative, è un grave errore. Questo è un atteggiamento che può notevolmente logorare la relazione.

    Se vi siete innamorati del vostro lui, o della vostra lei, per com’era perché volete cambiarlo? Se non sopportate quasi nulla del suo modo di fare e sognate di avere accanto qualcuno con un carattere, una personalità e gusti diversi, siate sinceri con voi stessi: la relazione è finita!

    4. C’è poca comunicazione quando la relazione è finita

    Perdere il desiderio e la sicurezza di parlare con il proprio partner è uno dei primi segnali di fallimento della coppia.

    La comunicazione è una delle chiavi per garantire una relazione sana e felice. La mancanza di comunicazione produce, inevitabilmente, tutta una serie di problemi nella vostra relazione.

    Non vi sentite a vostro agio condividendo preoccupazioni e ansie? Difficilmente avete voglia di parlare con il vostro lui o la vostra lei? Pensate che sia noioso e inutile?

    Se rispondete in modo affermativo a tutte queste domande, significa che non avete più nulla da chiedere a questo rapporto che si è, evidentemente, esaurito.

    5. Vi infastidisce tutto ciò che dice

    Non importa quello che il vostro partner dice o fa, a prescindere. Provate costantemente un sentimento di rabbia e non riuscite proprio a sopportarlo.

    Se siete arrivati a questo tipo di situazione, significa che avete ormai rimosso quel “qualcosa” che vi ha spinto a iniziare questa relazione.

    Pensate al vostro futuro e alla vostra felicità: meglio cambiare aria e allontanarsi da ciò che vi opprime.

    6. Evitate il contatto: sintomo che la relazione è finita

    Vi chiama, vi invita a cena fuori, insomma, cerca qualsiasi scusa per vedervi. Eppure, cercate sempre una scusa credibile per evitare qualsiasi contatto.

    Uno dei segnali che la relazione è finita sta proprio nella perdita di interesse. Piuttosto che stare insieme al vostro partner, preferite svolgere altre attività, come frequentare degli amici, guardare la televisione o anche starvene semplicemente da soli.

    Non siete felici accanto a quella persona, inutile andare oltre.

    7. Non fate nulla per migliorare la relazione

    Quando la relazione non progredisce e tutto indica una certa mancanza di felicità, ci sono due cose da fare: chiudere questo capitolo della vostra vita o combattere strenuamente per salvarla.

    Quest’ultima opzione richiede un grande sacrificio e ha come obiettivo recuperare tutto ciò di cui abbiamo parlato finora.

    Ma non tutti sentono questa necessità. Ovvero il desiderio di lottare per riaccendere la fiamma, ormai spenta.

    Se non fate nulla in questo senso e, anzi, vanificate persino i tentativi dell’altro, ebbene significa che la relazione è finita per davvero.

    Se manca un atteggiamento positivo, la voglia di ricominciare, di collaborare fattivamente per mettere assieme i pezzi rotti del rapporto, beh è inutile perdere ulteriore tempo.

    Vivere più sani

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