• in

    La felicità è uno stato mentale

    La ricerca della felicità, ultimamente, è diventato un ottimo sistema per fare soldi. Libri, meeting, corsi e quant’altro cercano di “vendere” la ricetta definitiva per essere felici. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, si condivide un concetto erroneo: situare la felicità al di fuori di noi. La felicità è uno stato mentale, eppure viene spesso presentata come una dimensione che si trova in cima a una montagna, raggiungibile solo percorrendo cammini pericolosi, ripidi e tortuosi.

    Ha senso pensare che esista una felicità valida per tutti? Insomma, una definizione che sia valida per noi, i nostri vicini di casa e le persone che si trovano dall’altra parte del pianeta.

    Al contrario, la felicità è sensibile alle circostanze e, quindi, all’individualità. Ne esiste solo una ed è dentro di noi. Tutto il resto, le chiacchiere, le complicate elucubrazioni, servono solo a costruire miraggi che, una volta evaporati, lasciano il posto a una sconfortante sensazione di vuoto. La felicità è uno stato mentale e, dunque, soggettivo.

    La felicità è uno stato mentale, cercarla fuori è un errore

    Tutto intorno a noi ci spinge a cercare la felicità all’esterno. Se compriamo quella nuova auto, saremo felici. Se abbiamo un partner e ci sposiamo, lo saremo ancora di più. La pubblicità recita questo mantra, come se questa nobile sensazione avesse un prezzo, un colore, una forma, adattabile e fruibile allo stesso modo, da tutti. Forse si parla di gioia e non di felicità.

    La felicità è uno stato mentale, un’emozione positiva, qualcosa che se c’è, resta, senza svanire come le bolle dello champagne. Un’eco che sopravvive alle altre emozioni e che, qualunque cosa accada, riscalda e rincuora. Forse è quella capacità di unire armonicamente i vari elementi della propria vita, mentre si impara a stare bene.

    “Incapaci di trovare la felicità in noi stessi, la cerchiamo disperatamente negli oggetti, nelle esperienze, nei modi di pensare o di comportarci in modo sempre più strano. In breve: ci distanziamo dalla felicità, cercandola là dove non esiste”.

    -Matthieu Ricard-

    Il potere dei pensieri

    Se la felicità è uno stato mentale, allora i nostri pensieri sono i principali attori. Un cast che, motivato dalle emozioni o dagli eventi, non sempre interpreta una sceneggiatura favorevole ai nostri interessi. Tuttavia, l’aspetto positiva è che possiamo intervenire sulla sceneggiatura. Basta solo prendersi la briga di osservarli. Per questo, potrebbe essere importante praticare la meditazione.

    Individuate il gran numero di pensieri automatici che avete in un giorno e che sono negativi (lamentele, giudizi, rimpianti, autocritiche…). Esserne consapevoli vi svelerà molte cose su di voi. Scoprirete o riscoprirete una parte di voi stessi che avevate dimenticato di avere e di cui, forse, non vi siete mai occupati.

    Se considerate ogni ostacolo come un’opportunità, se un licenziamento diventa una spinta per cambiare lavoro (qualcosa che avete sempre voluto fare), allora farete un grande passo in avanti verso quello stato di felicità. Favorire i pensieri positivi contro quelli negativi è fondamentale in tal senso.

    Stare bene non significa eludere o dimenticare i pensieri negativi, ma rendere la mente un ambiente inospitale per essi. Come sottolineato da Matthieu Ricard, l’uomo più felice del mondo, per capire in che modo funziona la felicità bisogna pensare al mare. Sebbene la sua superficie sia alterata dal vento o da un forte moto ondoso, nelle sue profondità regna la calma.

    “Per felicità intendo un profondo senso di fioritura che nasce da una mente eccezionalmente sana. Questa non è una semplice sensazione piacevole, un’emozione fugace o uno stato mentale; ma uno stato ottimale dell’essere. La felicità è anche un modo di interpretare il mondo, perché anche se può essere difficile cambiarlo, è sempre possibile cambiare il modo in cui lo vediamo”.

    -Matthieu Ricard-

    Molte persone intendono la felicità come benessere, altre come equilibrio. Non è mai passeggera, momentanea, bensì prolungata nel tempo. Ma affinché ciò sia possibile, bisogna trovare la propria definizione di felicità, vestirla in modo intelligente, con tasche in cui i nostri desideri possano avere spazio sufficiente.

    Allontanatevi dallo stereotipo di felicità costruito e rafforzato dalla pubblicità che vi spinge a circondarvi di oggetti e beni spesso superflui e inutili allo scopo, che è quello di essere felici e non contenti. Più che acquistare o acquisire, si tratta di smaltire e scegliere con saggezza.

    La mente è meravigliosa

  • in

    Ho paura dei falsi amici che mi abbracciano

    Nella vita non mancano occasioni per sorprenderci degli atteggiamenti delle persone che ci circondano, che credevamo fedeli e leali al sentimento di amicizia. Di fatto, non siamo in grado di riconoscere un falso amico fino a che questi non ci fa del male.

    Quel che è certo è che gli attacchi alle spalle ci procurano una forte sofferenza. Sofferenza che a volte sembra insopportabile, e per questo porta alla rottura della fiducia e della relazione con qualcuno in cui credevamo al 100%.

    Nonostante sia molto difficile difenderci dall’ipocrisia e dal tradimento di coloro che consideravamo amici, dobbiamo sempre ricordare che, anche se non è tutto oro quel che luccica, possiamo ancora avere fiducia nel mondo.

    L’amicizia è un bene molto prezioso

    Come tutti sappiamo, la vera amicizia è un bene raro, che si nutre di sentimenti positivi, di speranze e di aspettative. Chi trova un amico non trova un tesoro, bensì un vero e proprio patrimonio.

    Ad ogni modo, per quanto terribile possa sembrarci, anche le amicizie scadono (o meglio, sono i rapporti a scadere). Scadono quando smettiamo di curarle e quando ci dimentichiamo dei valori che le sostengono.

    Ma il peggio è quando il tradimento e la menzogna entrano in gioco travestiti da buone intenzioni a metà della partita; a quel punto, il campo si riempie di ipocrisia e falsità.

    In questi momenti, possiamo sentire che si rompe qualcosa dentro di noi e il nostro mondo si capovolge. Il nostro castello crolla e ci troviamo davanti ad un universo completamente demolito.

    Allora, ricostruire la fede nell’umanità e nei sentimenti sinceri può diventare difficile. Può rivelarsi arduo anche dover lasciare andare quella presenza che ci ha accompagnato fino a quel momento.

    In questo senso, le amicizie che ci tradiscono non rendono onore al termine “amico”; semplicemente, sono stati rapporti che sarebbero potuti diventare qualcosa di bello, ma che sono marcite a metà del cammino o forse all’inizio.

    5 tipi di falsi amici

    Ci sono 5 possibili profili di falsi amici che è bene riconoscere al fine di prevenire la loro influenza sulla nostra vita.

    1 – Quello che vuole essere sempre il migliore

    Avere ambizioni e desideri non è negativo, ma ci sono persone che vogliono sempre sentirsi superiori. Non si rallegrano mai per i nostri risultati. Staranno sempre meglio o peggio di noi e non ci ascolteranno, vorranno solo essere ascoltati.

    2 – Quello che è sempre pieno di problemi

    Sono caratterizzati dall’incapacità di sentirsi fortunati; sono perennemente alla ricerca di compassione e sostegno. Si lamentano per tutto e la vita costituisce un vero dramma per loro. Non importa se stiamo attraversando un momento difficile, finiremo per consolarli a causa della loro disperata richiesta di parole confortanti.

    3 – Quello che vi fa sentire sempre male

    Si tratta di persone che vi fanno sentire in colpa ed egoisti ogni volta che aprite la bocca o fate qualcosa. Niente di ciò che fate va bene, non vi faranno mai sentire che state facendo le cose in modo corretto, a meno che non stiano cercando qualcosa da voi.

    4 – Quello che vuole solo spettegolare

    Spettegolare, parlare male degli altri e giudicare ogni movimento sono le sue grandi passioni. Quando siete con questo falso amico, percepite che egli vuole solo ficcare il naso negli ultimi avvenimenti della vostra vita. Da parte sua non c’è un interesse sincero, lo capite dal suo tono e dalla sua insistenza.

    5 – Quello che vuole solo approfittarsi di voi

    Ci sono persone che provano a trarre beneficio da tutto, persino dalle disgrazie. In generale, la bilancia si inclina in loro favore; si avvicinano solo quando sono sicuri di poter guadagnare qualcosa dalla situazione.

    Nonostante tutto, credo ancora che esistano persone buone

    Ebbene sì, esistono persone buone. Neanche cento tradimenti possono convincerci che il mondo sia pieno di oscurità. È chiaro che non siamo infallibili e che, a volte, commettiamo degli errori senza voler pugnalare i nostri amici alle spalle.

    Di fatto, il mondo non è tutto buono o tutto cattivo, ma, quando veniamo traditi, il protagonista di questo atto ci sembra un demonio. Ciononostante, dobbiamo fare tesoro di queste esperienze per imparare che cos’è che vogliamo e di quali persone è meglio circondarci.

    È probabile che, per quanto forte sia l’armatura che indossiamo, continuiamo ad incappare in rapporti negativi nel nostro cammino. Per questo, dato che i dubbi, il sospetto e la falsità ci fanno solo male e ci avvelenano, dobbiamo sforzarci di coltivare la franchezza, l’onestà e la lealtà. Senza armature e senza maschere, solo con la sincerità.

    La mente è meravigliosa

  • in

    Le relazioni autentiche con persone nutritive

    Esistono persone magnifiche che riempiono i nostri cuori di magia e si fanno carico del nostro benessere alleggerendo la nostra vita. Si tratta delle persone nutritive e della loro capacità di arricchire il nostro percorso.

    Le persone nutritive creano ambienti carichi di positività che favoriscono una maggior sensazione di benessere.

    Ogni persona è in sé unica e, partendo da questa autenticità, è in grado di scatenare in noi emozioni, pensieri e orientare comportamenti. Se poi ci rendono la vita più semplice, riempiono di armonia gli spazi che condividiamo con loro, il livello di benessere delle nostre vite aumenterà notevolmente.

    “Le persone nutritive favoriscono relazioni sane. Ci alimentano attraverso la loro empatia, la loro tolleranza, il loro altruismo e il loro affetto. Si prendono cura di noi come fanno con loro stessi. Persone che tessono armonia ovunque vanno, dando sempre il meglio di loro”.

    Con questo articolo avrete la possibilità di immergervi nel mondo delle persone nutritive. Ve ne mostreremo le caratteristiche e vi spiegheremo come attrarle e quali sono i benefici di una relazione con loro.

    Persone nutritive, come sono?

    Le persone nutritive donano gioia anche con la loro sola presenza. Osserviamone bene le caratteristiche:

    • Si conoscono a fondo. Questo permette loro di gestire nel migliore dei modi le proprie emozioni, in modo da essere pronte quando si trovano ad affrontare situazioni difficili.
    • Sono empatiche. Sanno mettersi nei panni degli altri, intuendo ciò che pensano e provano.
    • Sono tolleranti. Persone aperte a diverse prospettive che, anche se non condividono, sanno rispettare.
    • Sincerità. Dicono quello che sentono e pensano perché guidate dal principio dell’onestà.
    • Altruismo. Si attivano per perseguire il bene altrui in modo disinteressato.
    • Autenticità. Si mostrano agli altri per come sono davvero.
    Persone nutritive coppia che si abbraccia

    Le persone nutritive sanno immedesimarsi negli altri. Capiscono quando è meglio evitare certi atteggiamenti, dunque, anche se con una certa difficoltà, dicono di “no” se si accorgono che non si otterrà alcun beneficio.

    Si tratta, pertanto, di persone assertive per quanto riguarda le relazioni. Ciò non vuol dire che siano perfette. Possono infatti sbagliare come chiunque altro. La differenza risiede nel modo in cui affrontano i problemi e in come cercano soluzioni che permettano di raggiungere il benessere personale senza ostacolare quello altrui.

    Come attirare le persone nutritive?

    Le persone nutritive ci fanno stare meglio. È quindi importante capire come riuscire ad attrarre nelle nostre vite persone di questo tipo:

    • Porre dei limiti. Se stabiliamo con chiarezza fin dove la gente può spingersi con noi senza scavalcarci, sarà più facile avvicinare persone nutritive, allontanando invece quelle tossiche. Le persone nutritive saranno in grado di comprendere la situazione e il nostro punto di vista.
    • Dire addio alla dipendenza. Le relazioni in cui abbiamo necessariamente bisogno dell’altra persona per stare bene sono tossiche. È meglio pensare a noi stessi e sapere di poter stare accanto a qualcuno amandolo senza che sia indispensabile per il nostro benessere.
    • Con chi ci comportiamo in modo tossico e con chi in modo nutritivo? A volte la tossicità non arriva dagli altri, ma da noi stessi. Per impedirlo, dobbiamo cominciare a conoscerci e a lavorare sui conflitti interiori con l’obiettivo di offrire e stabilire relazioni sane.
    • Pensare a come ci sentiamo. Se riflettiamo sulle nostre relazioni possiamo renderci conto di quali sentimenti, idee e comportamenti esse generino. Siamo noi il problema o l’altra persona? Poter rispondere a questa domanda è fondamentale. Non piacere a una persona può essere un segnale inequivocabile di una relazione tossica.
    Gruppo di amici di spalle

    Esistono dunque vari modi per avvicinarsi a persone che diventino fonte rinnovabile di relazioni sane. L’importante è essere consapevoli tanto di noi quanto dell’altra persona, cambiare ciò che consideriamo necessario per noi e, se vediamo che il sentimento prevalente è la sofferenza, allontanarci da una relazione evidentemente dannosa.

    I benefici che si ottengono stabilendo relazioni con persone nutritive

    Le persone nutritive ci riempiono di vita, ci apportano enormi benefici, quali:

    • Relazioni mature.
    • Migliore qualità di vita.
    • Più calma.
    • Sensazione di armonia.
    • Visione positiva del mondo e dei problemi.
    • Più libertà.
    • Relazioni autentiche.

    Secondo uno studio condotto da Neva Millic e Ana Maria Arón, professoresse di psicologia presso l’Università Cattolica del Cile, le persone nutritive favoriscono un ambiente proficuo per l’apprendimento e lo sviluppo di relazioni interpersonali sane. Questo perché stimolano ambienti che favoriscono la convivenza sociale, aiutando a far emergere la parte migliore delle persone inserite in quello specifico contesto.

    In conclusione, se ci fermiamo ad analizzare i diversi contesti, scopriremo che le persone tossiche favoriscono ambienti negativi, sia a livello lavorativo quanto a livello familiare e amoroso. Per questo motivo, è meglio circondarci di persone nutritive, così da fare affidamento su un ambiente più armonioso.

    La mente è meravigliosa

  • in

    La bellezza autentica sta in un atteggiamento positivo

    La bellezza sta nell’adottare un atteggiamento positivo e sarete sempre belli se sarete autentici. Anche se si tratta di un concetto così semplice da capire, in realtà non siamo molto bravi ad applicarlo nella vita di tutti i giorni.

    Per molti di noi, pensare che la bellezza è collegata più all’atteggiamento che al semplice aspetto fisico, è solamente una frase fatta. Nonostante ciò, siamo sicuri che, in più di un’occasione, avrete conosciuto qualcuno che è riuscito a catturarvi più per la sua autenticità che per il suo fisico.

    Cosa intendiamo per autenticità? Pensate di essere persone autentiche? Oggi vogliamo invitarvi a riflettere su questo tema.

    La bellezza che si nasconde dentro le persone che sanno imparare dalla vita

    Un viso bello e giovane ha sempre il suo fascino. Un viso che sa sorridere, che trasmette autenticità è potente e possiede una bellezza che va oltre l’aspetto fisico.

    • Si tratta di qualcosa che tutti abbiamo vissuto almeno una volta quando siamo a contatto con la gente. Ci sono persone giovani che ci sembrano molto anziane a causa della loro negatività, della carenza di obiettivi, di voglia di fare, di speranze.
    • Esistono invece persone più anziane che ci catturano con la loro allegria, il loro positivismo e quei visi che sanno conquistare con un gesto o una parola. La bellezza, in fin dei conti, è l’atteggiamento che abbiamo nei confronti della vita.

    Per questo motivo, è importante sapere come affrontare tutte le sfide quotidiane.

    Un atteggiamento positivo di fronte alla vita

    Sappiamo che la vita non è mai facile, che a volte ci presenta delle sfide che non meritiamo. Nonostante ciò, il modo in cui le affrontiamo determina anche il tipo di persona che possiamo diventare da quel momento.

    • È di fronte alle avversità, in quei momenti in cui qualcuno o qualcosa ci delude, che abbiamo più bisogno di quella forza interiore che, che ci crediate o no, tutti abbiamo.
    • Più ci opponiamo alle avversità, più sarà difficile superare quelle situazioni complicate. Abbiamo bisogno di un atteggiamento forte che si basi sul coraggio, sul non lasciarsi sconfiggere e sul capire che la vita vale sempre la pena di essere vissuta.

    La forza interiore che possiedono solo le belle persone

    Nessuno sa tutto quello che avete vissuto e che avete dovuto affrontare, tranne voi. In un modo o nell’altro, tutti abbiamo unito una serie di piccole battaglie che abbiamo affrontato in silenzio, senza che gli altri se ne accorgessero.

    • Avete affrontato quelle paure che v’impedivano di uscire dalla vostra zona sicura.
    • Siete finalmente riusciti a parlare con sicurezza e a esprimere ciò che pensavate davvero davanti ad alcune persone.
    • Avete guadagnato nuove abilità, apprendimenti e strategie, grazie ai quali siete riusciti a ottenere quel lavoro o quell’obiettivo che vi eravate prefissati.

    Il vostro atteggiamento presente è un insieme di conquiste quotidiane che vi siete guadagnati anno dopo anno. Quelle piccole vittorie hanno creato un insieme ricco di potere e autenticità che vi dona una bellezza unica.

    Perché voi siete tutto ciò che avete ottenuto nella vita, tutto ciò che avete superato.

    La bellezza di un sorriso sincero, di chi si aspetta tutto dalla vita

    La bellezza autentica si trova in chi sa guardare la vita con un sorriso sereno, accettando il proprio passato e godendosi il proprio presente. Il futuro ancora non esiste, quindi non serve a niente preoccuparsi per ciò che ancora non è accaduto.

    • Accettare tutto ciò che è successo in passato. Le cose belle e le cose brutte, ogni aspetto vissuto è un’esperienza, è tempo assaporato, che vi definisce come persone.
    • Vivere nel presente, “il qui e l’ora”, perché è ciò che importa davvero. Lì dove ci sono le persone che vi meritano davvero, quelle che vi amano. Apprezzare tutto ciò che vi accade e che vi passa davanti, con tranquillità e serenità.
    • Il futuro ancora non esiste, ma ciò non significa che non dobbiamo pensarci. Bisogna aspettarsi qualsiasi cosa e affrontare il domani nel modo più ottimista possibile, senza pesi sulle spalle, senza rancori o dispiaceri che ci forzeranno, in un modo o nell’altro, a restare arenati.

    Per concludere, le persone sono, prima di tutto, l’atteggiamento con il quale affrontano la vita.

    È quella spinta che ci fa uscire dalle giornate più oscure, che ci fa affrontare le difficoltà e l’egoismo, che ci aiuta a non farci sconfiggere per comprendere che l’esistenza può essere, in realtà, molto più semplice di ciò che pensiamo.

    La bellezza è un atteggiamento, e ricordate: sarete sempre belli finché sarete autentici.

    Vivere più sani

  • in

    Dire addio a volte è meglio anche se fa male

    Se abbiamo investito tempo e sforzi in una relazione con qualcuno che non ha fatto niente per meritarci, dobbiamo renderci conto che è meglio allontanarsi

    La vita è un ciclo, tappe da iniziare e porte da chiudere per potere andare avanti. Tuttavia, come possiamo essere abbastanza forti e coraggiosi da dire addio a certe cose?

    Anche se fa male, a volte è meglio dire addio a quell’amore che non ci arricchisce o porre fine a quell’amicizia che ormai si basa più sull’egoismo che sull’altruismo.

    La vita è un flusso continuo nel quale solo i più coraggiosi riescono ad andare avanti con la felicità che si meritano. Si sentono completi e soddisfatti della vita, anche se a volte c’è bisogno di sacrificare qualcosa per il proprio bene.

    Oggi, in questo articolo, parliamo delle due facce del “saper dire addio”.

    È il momento di valutare la situazione

    dire addio

    Alcune persone non sono abituate a pensare a se stesse, a fermarsi un attimo e porsi una domanda che dovremmo farci tutti: come sto oggi?

    • Non stiamo parlando di essere perfettamente felici ogni giorno della nostra vita. Non si tratta di questo, il gioco vero e proprio della vita sta nel trovare quella tranquillità quotidiana con la quale sentirsi bene con se stessi. Con chi siamo. Con cosa abbiamo.
    • Abituatevi a dialogare con voi stessi. Non concentratevi sempre e solo sugli altri. Anche voi siete importanti e dovete sapere come state, come vi sentite, cosa fa male e cosa vi manca.
    • Valutare la situazione è un esercizio tanto sano quanto utile. Vi basta visualizzare: da un lato mettete tutte quelle cose che vi fanno sorridere ogni giorno, dall’altro lato mettete ciò che vi preoccupa, ciò che vi fa stare male.
    • Quale lato della bilancia è più pesante? La felicità o la tristezza? Pensateci bene.

    Dire addio non è una fine, è un inizio

    Ora che avete valutato la situazione, magari vi siete resi conto che esistono cose alle quali è meglio dire addio. Non parliamo solo di altre persone. A volte, esistono altri aspetti della nostra vita dai quali è meglio allontanarsi:

    • Abbandonare i pensieri negativi. È necessario disfarsi delle preoccupazioni costanti e imparare a essere ottimisti.
    • Dire addio a una vita tutta dedicata agli altri. Bisogna mantenere un equilibrio e aprire le porte ai nostri momenti di ozio, a continuare la nostra formazione se vogliamo, a migliorare le abitudini lavorative…
    • Dimenticarsi del sovraccarico emotivo. Vi preoccupa cosa gli altri pensano di voi? Abbandonate questo peso, non serve a niente. Vi preoccupano le critiche? Siate liberi di agire come credete, seguendo i vostri desideri e facendo decollare la vostra crescita personale.

    Come dire addio a coloro che amiamo ancora

    A volte dobbiamo attraversare duri periodi nei quali, anche se amiamo ancora certe persone, sappiamo che ci provocano più dolore che felicità, più lacrime che sorrisi.

    Come affrontare questa situazione?

    • Se amate qualcuno, prima di tutto dovete fare il possibile per risolvere il problema. Tuttavia, se vi rendete conto di aver investito tempo, speranze e sforzi per qualcuno che ha fatto poco o niente per meritarvi, allora è il momento di dire addio.
    • Per dire addio, dovete rendervi conto del fatto che non volete soffrire. Del fatto che non meritate di soffrire. Siete persone coraggiose e sarete in grado di continuare con la vostra vita con forza. È per questo che dovete affrontare la situazione esattamente come la sentite.
    • Dite la verità, aprite il vostro cuore e considerate il bisogno di dire addio. La cosa più importante è non cedere, perché a volte commettiamo l’errore di “volerci riprovare” e ciò spesso si traduce in mesi di sofferenza.
    • L’addio deve essere sincero, deciso e vero. Alcuni lo definiscono “senza anestesia”, perché il dolore sarà intenso. Tuttavia, è necessario. Dovete rendervi conto che un addio necessario è, in realtà, un nuovo inizio nella vostra vita. Una nuova opportunità per essere felici.
    Processed with VSCOcam with a6 preset Processed with VSCOcam with m5 preset

    Ristabilite il legame con voi stessi dopo l’addio

    Quando si dice addio, perdiamo anche una parte di noi stessi. È come tagliare un cordone ombelicale che stavamo alimentando di emozioni, progetti, sogni e speranze.

    Dopo questa rottura, è fondamentale ristabilire il legame con noi stessi, con la nostra autostima e con il nostro essere per poter andare avanti felici e soddisfatti della vita.

    Alcuni consigli importanti

    • Ricordate che quell’addio era necessario. È la fine di una fase e ora non basta rialzarsi, bisogna “RINASCERE”, “riscoprire” se stessi, ma in modo più potente.

    Siete stati coraggiosi, avete imparato una lezione importante e sapete cosa volete: essere felici.

    • Dire addio significa aprire una nuova porta e, senza dubbio, ora potete essere chiunque vogliate.
    • Non serbate rancore per ciò che è successo. Se l’addio è accompagnato da rabbia o risentimento, non sarete in grado di andare avanti. L’odio ci rende schiavi e per questo non esiste libertà migliore di quella senza pesi, tipica di chi sa perdonare.

    Per quanto faccia male, per quanto sia difficile, ricordate… a volte è meglio dire addio.

    Migliorare l’autostima dopo una rottura

    Vivere più sani

  • in

    Un giorno un abbraccio guarirà tutte le ferite

    Ci sono persone che ci abbracciano con tanta forza che sembra vogliano romperci, ma in realtà stanno solo modellando il vestito dell’amore sul nostro corpo. Ci sono abbracci che creano una sintonia speciale tra la mente, il corpo e le nostre emozioni.

    Ci sono abbracci che non risolvono niente, ma che hanno la capacità di confortarci. Il fatto che qualcuno ci circondi in modo sincero può arrivare a risanare le nostre ferite, allontanare la solitudine e le paure e riempirci di gioia.

    Nonostante ciò, per quanto possa sembrare assurdo, ci sono persone a cui non piace essere abbracciate, perché si sentono a disagio e invase nel loro spazio personale. In realtà, però, ognuno di noi prima o poi ha bisogno di ricevere un caldo abbraccio.

    Ci sono centinaia di abbracci che vi aspettano

    Un piccolo abbraccio può asciugare molte lacrime, una piccola parola piena d’amore può colmarci di felicità e un piccolo sorriso può cambiare il mondo. Sono queste piccole cose che costruiscono il nostro mondo riempiendoci di felicità e amore…

    Non potremmo mai scrivere un libro su tutti i tipi di abbracci che esistono, perché sarebbe infinito. Ce ne sono tanti quante persone, situazioni e relazioni, a seconda del messaggio che vogliamo trasmettere. Dunque possiamo trovare:

    Gli abbracci da orso

    Una persona circonda l’altra e stringe amorosamente il suo corpo. Questo tipo di abbraccio trasmette veri messaggi di sostegno e di affetto. 

    Gli abbracci ad A

    Questo è l’abbraccio più formale, ma non per questo trasmette di meno. Consiste nell’abbracciare l’altra persona e appoggiare lievemente il mento sulla spalla di questa.

    Gli abbracci sandwich

    Sono quelli che avvengono tra tre persone, dunque sono molto familiari. Sono pieni di amore incondizionato.

    Gli abbracci impetuosi

    Sono caratterizzati dall’impulso di amare l’altro e mostrargli affetto, cosa che li rende ideali per esprimere attaccamento e buoni sentimenti. 

    Gli abbracci di cuore

    Sono quelli che consegnano il corpo totalmente, in modo tale che le braccia circondino la schiena e le spalle della coppia. Si tratta di uno degli abbracci con cui ci concediamo maggiormente all’altra persona.

    Gli abbracci di fianco

    Questo tipo di abbraccio è ideale per fare una passeggiata o aspettare restando permanentemente uniti. Riflette la necessità e la voglia di stare insieme. 

    Gli abbracci da dietro

    Questo tipo di abbraccio è il più viscerale e romantico. Una persona si avvicina da dietro e abbraccia calorosamente l’altra. Dobbiamo solo ricordare la scena più famosa di Titanic per renderci conto della passione che si sprigiona da un abbraccio del genere.

    Gli abbracci di gruppo

    È un abbraccio che simboleggia unione e sostegno incondizionato, confortando moltissimo le persone che ne sono coinvolte.

    Tutti questi abbracci sono capaci di curarci, perché contribuiscono al nostro benessere psicologico e al nostro sviluppo emotivo. Con questo semplice gesto, dunque, otteniamo centinaia di sensazioni insostituibili e difficili da spiegare a parole.

    Titanic

    Sappiamo abbracciare?

    Ognuno abbraccia l’altro come abbraccia la vita.
    Ognuno abbraccia la vita come abbraccia se stesso. 

    Per saper abbracciare, dobbiamo solo avere un’anima piena d’amore e un corpo che vogliamo fondere con quello di un’altra persona. Tuttavia, se vogliamo che un abbraccio trasmetta tutto ciò che desideriamo, dobbiamo prima cominciare ad allenarci con noi stessi.

    Le domande che dobbiamo farci adesso sono le seguenti: vi siete abbracciati qualche volta? Vi siete confortati? Avete alleviato le vostre tristezze? Autoabbracciarsi è indispensabile per imparare a volersi bene e a mantersi uniti con gli altri.

    Diciamo che, attraverso un abbraccio intimo, sincero e proprio ci riaffermiamo e vincoliamo con noi stessi, allontanandoci dalle corazze e avvicinandoci all’autenticità su cui si basa l’amor proprio.

    Se vi abbracciate, vi volete bene. Se vi volete bene, vi riconoscete. E se vi riconoscete, vi costruite, perché circondarci con le nostre stesse braccia libera le nostre emozioni e ci permette di avvicinarci alle cose belle della vita.

    I benefici degli abbracci

    Un abbraccio è un poema scritto sulla pelle che ci protegge dal falso amore, dalla dipendenza, dall’idealizzazione e da tutto ciò che ci debilita e ci impoverisce, salvaguardando il coraggio e la bontà che sta dentro di noi.

    Grazie agli abbracci convalidiamo il nostro diritto ad esistere, a sperimentare, ad essere come siamo, ad avere bisogno, a toccare, ad essere sani e felici, a creare, a intimare, a essere liberi e ad amare.

    Risulta abbastanza complicato enumerare tutti i benefici che apporta un abbraccio, perché ce ne sono moltissimi. In generale possiamo dire che alcuni vantaggi degli abbracci sono i seguenti:

    • Fanno diminuire lo stress.
    • Offrono sicurezza e protezione, o almeno questo è ciò che percepiamo.
    • Rafforzano la nostra autostima.
    • Trasmettono energia e forza.
    • Migliorano le relazioni personali.
    • Promuovono la sensazione di tranquillità.
    coppia-durevole

    Gli abbracci: una carezza dell’anima 

    Quando abbracciamo qualcuno in modo sincero, guadagniamo un giorno di vita.

    Paulo Coelho

    Abbracciare significa sprofondare nelle radici dell’affetto. Gran parte dei nostri ricordi più significativi coinvolgono alcuni abbracci, perché in quei momenti ci stavano confortando. Dunque abbracciare è un modo meraviglioso per dare amore a coloro che ci circondano e di accarezzargli l’anima.

    Molte volte gli abbracci sono la miglior terapia, perché ci fanno sentire delle persone nuove che si meritano di essere amate. Ogni abbraccio ha un linguaggio proprio, cosa che li rende la maniera più semplice e diretta per comunicare con chi si ama.

    Grazie agli abbracci possiamo dire molto di più che con le parole. Fondere i nostri corpi ci riempie di allegria e ci trasmette una pace caratteristica che ci rilassa immensamente.

    Gli abbracci sono una fonte sicura di comunicazione empatica che rende possibile comprendere meglio come ci sentiamo e come si sentono gli altri, potendo così mostrare il nostro amore e il nostro appoggio

    Vivere più sani

  • in

    La teoria dello specchio: ferite e relazioni

    Vi siete mai chiesti cosa succede quando entriamo in sintonia con un’altra persona, ma poco tempo dopo scopriamo aspetti di lei che non ci aggradano? La teoria dello specchio di Jacques Lacan ci aiuta a comprendere questo fenomeno.

    Secondo l’autore, la costruzione della nostra identità personale si produce tramite la ricezione di noi stessi negli altri. In questo modo, i rapporti che manteniamo con gli altri sono riflessi o proiezioni di aspetti della nostra personalità che ci piacciono o meno. 

    Cosa dice la teoria dello specchio?

    Così come ci sono parti del nostro corpo e della immagine che non ci piacciono quando ci guardiamo allo specchio, non accettiamo neanche alcuni aspetti della nostra personalità. Troviamo negli altri certi riflessi che non gradiamo, poiché si tratta di tutto il materiale represso dal nostro inconscio.

    In qualche modo, dunque, alcune delle caratteristiche che ci piacciono meno degli altri li ritroviamo in noi, anche se in forma simbolica. Quello che non gradiamo degli altri è in parte anche quello che non gradiamo di noi stessi.

    Proiettiamo di continuo una parte di noi. La teoria dello specchio, dunque, è una visione che propone un diverso approccio: proteggerci dagli altri affinché non ci feriscano in seguito a una visione dalla quale sorge una domanda: “Perché sto vivendo questa situazione con questa persona e cosa c’è in me di quello che non sopporto in lei?”.

    Poiché in generale non siamo capaci di vedere le nostre ombre e persino le nostre virtù, la vita ci regala relazioni per mostrarci direttamente cosa risiede in noi. L’altra persona ci fa solo da specchio, riflettendo la nostra immagine e dandoci la possibilità di ritrovare noi stessi.

    coppia connessa da un nido

    Specchio diretto o inverso

    La teoria dello specchio può agire in modo diretto o inverso. Facciamo un esempio: immaginate di non sopportare l’egoismo del vostro partner o di un amico. Forse state proiettando la parte di voi che è egoista e che rifiutate. Se agisse in modo diverso, questa persona potrebbe riflettere quanto poco fate valere i vostri interessi. Forse badate sempre agli altri e li mettete davanti alla vostra persona. In un modo o nell’altro, vi sta fornendo informazioni molto utili per la vostra conoscenza e crescita.

    Quello che non mi piace di te, lo correggo in me.

    Forse pensate che il vostro capo sia troppo esigente con voi. Forse anche voi siete molto esigenti e perfezionisti con voi stessi e il vostro capo non è altro che un riflesso di questa esigenza che vi autoimponete. Viceversa, forse siete troppo tolleranti e avete bisogno di un po’ di rigore nella vostra vita. Sappiamo già che nell’equilibrio si trova la virtù.

    Ferite emotive

    Non si cura tutto con un cerotto. Quando ci feriamo, prima di tutto esprimiamo il nostro dolore e solo dopo esserci calmati procediamo a pulire la ferita e a curarla con gli strumenti necessari. Non la copriamo e ce ne dimentichiamo, perché sappiamo che così non si cicatrizzerà. Per di più, controlliamo per diverso tempo la ferita finché non è guarita del tutto. Accade lo stesso con altri tipi di ferite.

    Abbiamo sofferto tutti più di una ferita emotiva, emozioni, sentimenti, pensieri e modi di agire sorti in uno o diversi momenti dolorosi della nostra vita e che abbiamo superato e accettato. Siamo divenuti prigionieri di queste emozioni mantenendole in una prigione fittizia. Il nostro benessere deriva dalla trasformazione di queste emozioni e questi modi di pensare in saggezza ed esperienza, così che ci servano da impulso per superarci.

    Le ferite come riflesso

    Quando dimentichiamo le nostre ferite, queste finiscono per divenire parte del nostro inconscio influenzando i nostri pensieri, stati d’animo e comportamenti. Il nostro interiore inizia a essere abitato da carenze affettive che hanno avuto origine in tenera età, ma che si svegliano e/o diventano più forti.

    In molte occasioni, dunque, vediamo nel nostro partner carenze molto simili alle nostre e ed è proprio questo che provoca l’unione. Ad esempio, due persone che hanno sofferto molto per amore si incontrano e scoprono che l’amore non è sofferenza; questa coppia è stata unita dalla stessa ferita. Entrambi fungono da riflesso. Ma bisogna procedere con attenzione, perché le ferite che uniscono possono anche separare.

    Se i due partner non curano le loro ferite, queste prima o poi inizieranno a deteriorare la relazione. Insicurezza, paura, gelosia, possessività… È come se la vita cercasse di inviare riflessi che segnino il cammino per crescere. Se non li analizziamo e ignoriamo le informazioni che ci danno, non cresciamo -o lo facciamo più lentamente- e le nostre relazioni saranno più fragili. Per questo motivo, i vincoli che manteniamo con gli altri, secondo la teoria dello specchio, possono apportarci informazioni molto utili su di noi e sullo stato di queste ferite che non abbiamo ancora integrato nella nostra storia. 

    Le relazioni sono lo specchio in cui vediamo noi stessi

    La mente è meravigliosa

  • in

    Quello a cui non diamo un nome smette di esistere

    Dove vanno le paure a cui non diamo un nome? Dove si trovano le emozioni che abbiamo lasciato andare senza definirle? Come possiamo guarire ciò che ci ferisce se, invece di affrontarlo, lo evitiamo? Dove finiscono i sogni non realizzati? Quello a cui non diamo un nome smette di esistere, ma questo ha delle conseguenze.

    Smettere di esistere non significa smettere di far male, semplicemente cessa di avere effetto sul mondo, ma non su di noi. Stiamo male quando non parliamo di quello che ci infastidisce degli altri o di quello che ci fa infuriare. Stiamo male anche quando la nostra autostima viene colpita e restiamo indifesi.

    Come possiamo definire le nostre paure se non diamo esse un nome? Nominandole, diamo esse anche una forma e, così, la possibilità di un confronto e di un superamento. Ma se non lo facciamo, le paure rimpiccioliscono. È paragonabile a una nebbia, dal grande significato per noi, ma senza nome, senza identità, senza possibilità di affrontarla, potente ed esistente solo nella nostra testa. Tutto quello a cui non diamo un nome, infatti, smette di esistere.

    Young Woman with Tea Cap

    “Manuale di sopravvivenza:

    Ingoiare l’orgoglio non fa ingrassare.

    Fare i duri non rende più forti.

    Le lacrime scorrono, ma riempiono anche.

    Perdonare rende grandi.

    Chiedere perdono rende immensi.

    Domandare rende saggi.

    Rimanere nel dubbio rende imbecilli.

    Amare non è da deboli.

    L’odio è per il cuore debole.

    Amare se stessi è necessario.

    Essere se stessi è fondamentale. ”

    -Iván Izquierdo-

    Nascondersi

    In che modo quello a cui non diamo un nome influisce su di noi?

    Sapevate che un terzo delle persone che vanno dal medico presentano sintomi che non hanno una spiegazione medica? Il dolore non ha origine nel corpo ma nella psiche, ma cosa accade in questi casi? Che fa male allo stesso modo. Il malessere resta dentro senza poter uscire e diventa quindi dolore, un danno per il corpo e per la pelle. Tutto quello a cui non diamo un nome, rimane dentro e cessa di esistere per gli altri.

    Più tempo passiamo da soli con il nostro dolore, più esso cresce dentro di noi e non permettendogli di uscire, aumentano le possibilità di ammalarci. Quando vediamo, ma stiamo zitti; quando sentiamo, ma non agiamo; quando proviamo dolore, ma non lo curiamo. Sono forme per far ammalare il nostro corpo e la nostra anima; sono modi per farci del male, perché non diamo un nome a quello che ci circonda.

    La sofferenza in solitudine brucia dentro, per questo motivo non esiste una cura migliore di dare un nome a ciò che ci uccide dentro, alle nostre paure e ai nostri sogni, dare un nome a ciò che pensiamo sia ingiusto e quando pensiamo di essere in grado di gestirlo, di lavorarci su e affrontarlo, di essere più forti di perché ormai ha preso forma e immagine, e ne abbiamo preso possesso.

    “Più tempo si soffre in silenzio, più si è malati.”

    -Paulo Roberto Gaefke-

    Liberarsi

    Perché non è bello reprimere i nostri sentimenti?

    Quello a cui non diamo un nome non può essere compreso dagli altri e questo ci impedisce di essere aiutati. È come un fardello che portiamo sulle spalle, ma che nessuno vede e di conseguenza non ne possiamo condividere il peso. È un peso che portiamo da soli e da solitari, ci tormenta e ci perseguita.

    Le emozioni svolgono un ruolo importante nella vita umana, quindi gestirle è fondamentale sia per la nostra salute mentale che per la nostra salute fisica. Secondo gli scienziati Philippe Goldin e James Gross, in un articolo pubblicato sulla rivista Biological Psychiatry, le emozioni hanno un correlato nel nostro modello di attività cerebrale, vengano espresse o meno. D’altra parte, hanno anche stabilito che reprimere le emozioni attiva l’amigdala e l’insula. Riflettere sul proprio stato d’animo, inoltre, aiuta a ridurre l’impatto negativo sul cervello e sulla psiche.

    Saper esprimere, soprattutto come farlo, quello che proviamo e la situazione in cui ci troviamo ci permette di rilasciare parte del dolore o del danno che potrebbero averci inflitto. Quando identifichiamo le emozioni che derivano da una situazione (paura, gioia, rabbia …) siamo più vicini ad affrontarla in modo intelligente. Quando parliamo, guariamo; quando svuotiamo quello che portiamo dentro, riduciamo la portata del problema perché possiamo condividerlo. Questo succede ogni volta che diamo un nome, un’entità al problema, che in ogni caso dovremo affrontare.

    Emozioni difficili: tradurle, esprimerle

    La mente è meravigliosa

  • in

    E’ l’amore che ci sceglie, persino prima che ce ne accorgiamo

    Cos’è l’amore? Più o meno tutti sanno che è un sentimento o un’emozione che possiamo vivere in un determinato momento della nostra vita. Tuttavia, oltre a ciò, tutti abbiamo una certa concezione di come dovrebbe essere l’amore.

    Ma l’amore non è un concetto universale o dalla definizione univoca. Bisogna sentirsi liberi di amare chi ribalta i nostri schemi e ci rende migliori. Anche se, per diversi motivi, spesso non lo facciamo.

    Cos’è l’amore?

    Sono molte le canzoni che ci spiegano cosa sia l’amore o quale effetto abbia in noi tale sentimento, le parole che diciamo se siamo innamorati o meno e cosa, in teoria, si prova quando siamo corrisposti o meno.

    “Perché l’amore è un figlio pazzo che oggi è tornato”.

    Se siete tuttora innamorati o lo siete già stati, sapete benissimo cosa si prova, anche se non riuscite ad esprimerlo con una definizione che contenga semanticamente tutte le sfumature di questo sentimento. Ed è proprio in questo che risiedono l’enigma e la magia dell’amore, il quale non è una scelta e che non si può misurare.

    Nella maggior parte dei casi è l’amore che ci sceglie, persino prima che ce ne accorgiamo. Il problema si verifica quando questo amore autentico e puro ci sceglie mentre stiamo guardando dall’altra parte o quando proviamo qualcosa per qualcuno che non era il nostro “prototipo”. E allora che succede?

    Quando l’amore ci invade: come ci innamoriamo?

    Siamo consapevoli che l’amore non è qualcosa di meramente romantico quando diciamo che tra due persone c’è chimica, che altre due non stanno bene insieme e che qualcuno non ama più un’altra persona. Queste affermazioni mostrano che sappiamo che esite una componente biologica o fisiologica, ma nascondono anche delle nozioni su come la nostra cultura o i social media influenzano il nostro modo di amare.

    L’amore dal punto di vista della psicologia

    Dal punto di vista puramente psicologico, l’amore sorge da una necessità affettiva e sessuale, anche se sono il piano sociale, la cultura e il momento storico in cui viviamo a giocare un ruolo fondamentale sul “di chi” ci innamoriamo e sul “come”. Probabilmente, se foste nati o cresciuti in un posto diverso, il vostro ideale di partner sarebbe un altro.

    Il modo in cui la società regola e definisce l’amore, la percezione dei diversi ruoli da investire in un rapporto di coppia e di quale sia il miglior partito per procreare e perpetuare il nostro codice genetico cambiano le idee che abbiamo sull’amore.

    Peschiamo i pesci che ci risultano familiari, ma ci stiamo perdendo numerosi pesci molto validi solo per paura. Paura di cosa? Dell’ignoto, perché non abbiamo una precedente esperienza che ci faccia da punto di riferimento quando dobbiamo stabilire se una persona potrebbe essere un buon partner o per timore dell’opinione pubblica alla quale dovremmo andare incontro se si venisse a sapere di chi siamo innamorati.

    I pregiudizi uccidono l’amore

    Cosa succede se, a 40 anni, continuate ad essere entusiasti dell’amore puro? Assolutamente niente. Sicuramente vi riterranno degli illusi, vi prenderanno in giro o vi diranno di essere più realisti. Ma voi fermatevi un attimo: è la vostra realtà di cui stiamo parlando. Negare quello che siete o quello che provate in seguito ai giudizi altrui è un errore colossale.

    Storicamente, abbiamo la tendenza a classificare rigidamente il modo in cui dovremmo relazionarci con l’altro sesso. Sì, con l’altro sesso. Perché purtroppo la comunità LGBT continua ad essere trascurata o trattata come un tabù quando si parla d’amore.

    Quali sono le conseguenze di questa catalogazione? Etichettare le persone anziane e disabili come esseri candidi e indifesi e gli omosessuali come dei depravati ci porta a negare le loro necessità affettive e sessuali e, pertanto, a non considerarli come veri oggetti del desiderio.

    Una persona psicologicamente aperta, tollerante e decisa a condividere la sua vita con un partner che si distanzi dagli standard ha molte più possibilità di trovare il vero amore. Amare se stessi senza tabù e l’altro per quello che è, senza pregiudizi o riserve, fa aumentare la propria autostima, la speranza e il benessere.

    Il vero significato dell’amore

    Succede a tutti. Su nessun mezzo di comunicazione appare come “coppia perfetta” l’immagine di due donne lesbiche, di un ragazzo bianco e di una ragazza nera, di uno spazzino e di un avvocato o di una giovane scrittrice e di un anziano.

    “Amare è il più grande atto di coraggio”.

    Poco tempo fa, è uscita sui mezzi di comunicazione l’immagine di un uomo affetto da sclerosi multipla che, prostrato nel suo letto, vedeva nascere il suo bambino. Questa scena fa effetto a tutti, emoziona chiunque. Poche persone avrebbero il coraggio necessario a lottare accanto a lui ogni giorno.

    “Viviamo nella cultura del minimo sforzo e delle apparenze, siamo dei grandi egoisti”.

    L’amore implica una grande offerta di se stessi, ma senza perdere la propria identità. Amare significa condividere, imparare, scoprire. Quando qualcuno esce dalla fine di una relazione, si tende a dirgli che il mare è pieno di pesci. Io vi dirò di più: il mondo è pieno di mari, a loro volta pieni di pesci. L’amore non conosce lingua, colore, ideologia, età o genere, dunque non siate voi ad allontanarlo a causa di pregiudizi o paure.

    Se non avete ancora incontrato il principe azzurro e state collezionando solo ranocchi e se credete che le donne siano incomprensibili o troppo complicate, forse avete adottato una prospettiva errata. Aprite la vostra mente e vivete: l’amore può trovarvi quando e dove meno ve l’aspettate.

    Conoscerete il vero significato dell’amore solo quando, senza pregiudizi o idee predefinite, gli permetterete di insegnarvi qualcosa.

    Le immagini sono una gentile concessione di Luiso García e di Archv

    La mente è meravigliosa

  • in

    “Quando ti concedi ciò che meriti, attrai quello di cui hai veramente bisogno”

    A volte dimentichiamo di essere le persone più importanti della nostra vita. Imparare a dire “no” quando qualcosa non ci convince non significa essere egoisti. Impariamo a capire quali sono le giuste priorità.

    Conosciamo a memoria le esigenze dei nostri familiari. Ci preoccupiamo, ogni giorno, per le necessità del nostro partner, dei nostri genitori, dei figli, perché li amiamo e vogliamo che stiano bene.

    E per le nostre necessità, ci preoccupiamo altrettanto? A volte non è facile e si finisce per pensare:”se stanno bene loro, sto bene anch’io”.

    Certo, contribuire alla felicità degli altri, alla loro sicurezza facendo fronte ai loro bisogni è molto importante, ma non dimentichiamo che anche noi meritiamo cure, attenzioni, cose…

    Coltivare una nostra identità, avere i nostri spazi, del tempo tutto per noi, avere autostima è altrettanto importante e vale la pena rifletterci un po’ sopra.

    Le mie necessità, le tue necessità

    amore-500x389

    Abbiamo già parlato della “sindrome di Wendy”. Nella psicologia comune si etichetta come “Wendy” la persona che si distingue per i seguenti atteggiamenti:

    • Prendersi cura degli altri, continuamente, dando priorità alla coppia o alla famiglia piuttosto che a sé stessi.
    • Prendersi cura degli altri e soddisfare tutte le loro necessità è fonte di gioia per le persone con la “sindrome di Wendy”. È il loro modo di dare amore.
    • Arriva sempre il momento in cui questo tipo di persona si rende conto di star offrendo tutta sé stessa, spesso senza ricevere nulla in cambio. La sua autostima è fragile, teme di essere abbandonata se smette di essere utile per gli altri.

    Probabilmente non siete arrivati a questi estremi, ma spesso capita di sentire, giorno per giorno, queste sensazioni:

    • La sensazione di “essere chiusi in una trappola“, di essere legati al vostro lavoro, ai doveri di casa, ai doveri verso i figli e magari, verso i vostri genitori o una persona anziana.
    • Ogni giorno gli altri aspettano da voi le stesse cose, che vi sforziate nello stesso modo, che la vostra disposizione fisica ed emotiva non cambi mai. Siete persone che si dedicano agli altri con affetto e apertura totale.
    • Vi sembra che gli altri non si rendano conto che non avete più tempo per voi stessi. Danno quasi per scontato che adempiere ai vostri obblighi e donare il vostro tempo libero vi rende felici.
    • Quando arriva la sera, vi lamentate di non aver avuto un solo istante per voi stessi, andate a letto stanchi e con il pensiero che il giorno dopo vi aspettano gli stessi doveri.

    Mantenendo questo comportamento per lungo tempo, si corre il rischio di entrare in uno stato di ansia. La mente può essere in grado di programmare ogni giorno questi obblighi, ma non sempre il corpo riesce a starle dietro.

    Il nervoso, la stanchezza, il livello di cortisolo nel sangue cominceranno a logorare la vostra salute fisica. In quanto al vostro equilibrio emotivo, vi renderete conto che, a poco a poco, vi siete costruiti una prigione dalla quale non sapete come uscire.

    Vi consigliamo di mettere in pratica le seguenti strategie.

    Quello che meritate, quello di cui avete bisogno

    “Quando ti concedi ciò che meriti, attrai quello di cui hai veramente bisogno”. Riflettete su questa frase ed applicatela ogni giorno. Ecco come fare.

    Darvi ciò che meritate non significa essere egoisti

    emozioni

    C’è chi coltiva l’idea sbagliata che avere un’alta stima di sé e mettere davanti le proprie necessità sia egoismo. Niente di più lontano dalla realtà.

    • La prima cosa che dobbiamo tenere a mente è che meritiamo di essere felici. Quando la nostra vita è dominata dallo stress e dall’ansia perché consideriamo più importanti i bisogni degli altri, finiamo per ammalarci.

    A cosa serve essere a totale disposizione degli altri? A niente. Quando vi concedete quello che pensate di meritare, state agendo in modo limpido.

    • Nel corso della giornata dedicate almeno due ore a voi stessi. Usate questo tempo per fare cose che vi rendono felici, che vi permettano di staccare e di stimolare la vostra crescita personale.
    • Imparate a dire di no. E quando lo fate, quando date voce alle vostre esigenze e alle vostre opinioni, non siete egoisti. Siete sinceri. Se non volete esaudire la richiesta di una vostra amica o di vostra sorella, diteglielo. Se non riuscite a fare ciò che chiede il vostro partner, parlate. La sincerità vi farà sentire più leggeri.

    Godere di ciò che meritate vi rende liberi

    surrealismo-dandelion
    • Quando si comincia a godere di quello che voi stessi vi concedete, le cose iniziano a cambiare. Per quale motivo? Perché riconoscete voi stessi, innalzate la vostra autostima e vi rendete conto di quanto valete. Di quanto meritate.
    • Se gli altri ancora non se ne accorgono, dimostrateglielo. Non siete solo capaci di prendervi cura di loro, di aiutarli e di amarli. Siete anche capaci di amare voi stessi.

    Cominciate da oggi a dare più priorità a voi stessi. Cercate momenti di relax, coltivate un interesse, arricchite le vostre relazioni sociali.

    Pensate che ruolo importante occupate nella storia della vostra vita. Siete i protagonisti.

    Vivere più sani

  • in

    Preferisco infastidire con la verità, piuttosto che illudere con la menzogna

    La menzogna fa parte della nostra vita e della società stessa. Per molte persone, è una strategia di “sopravvivenza” e di “integrazione”. Per altri, invece, rappresenta una dimensione che preferiscono evitare, anche se ciò implica per loro non pochi problemi.

    Stando a uno studio condotto dallo psicologo e sociologo Robert Feldman, il 60% delle persone è in grado di dire 3 bugie al giorno. Alcune di queste sono inoffensive, mentre altre, ovviamente, sono molto più serie.

    La menzogna, l’inganno e la falsità sono risorse che vengono usate molto spesso in tutte le sfere della vita. Difendersi non è facile, come non è semplice nemmeno mettere in pratica quella sincerità che, in molti casi, dà più fastidio che piacere.

    A voi è mai capitato? Oggi vi invitiamo a rifletterci con questo articolo.

    La menzogna: un istinto di sopravvivenza a doppio taglio

    Jean-Paul Sartre diceva che chi è autentico si assume la responsabilità di essere ciò che è e si riconosce libero di essere ciò che è.

    È una frase molto importante che ci spinge a pensare a quanto è difficile dire sempre la verità. Quando siamo sinceri, proprio come spiega lo stesso Sartre, dobbiamo anche assumerci la responsabilità di ciò che abbiamo detto e ciò che abbiamo fatto.

    Vediamo un esempio: dire a un collega di lavoro che il suo comportamento è fastidioso e che ci impedisce di essere produttivi può scatenare conseguenze indesiderate, come che lui non ci rivolga più la parola o, ancora peggio, che altri colleghi ci critichino perché siamo stati troppo sinceri.

    Il semplice fatto di dover sempre tacere rispetto a quello che ci ferisce o che ci infastidisce implica dover vivere in un senso di inferiorità. Preferiamo mentire o stare zitti, piuttosto che infastidire gli altri o infrangere l’equilibrio nel quale viviamo.

    Non è giusto.

    viso di donna coperto da farfalle la menzogna

    L’uso delle bugie per sentirsi accettati

    A volte, abbiamo la sensazione che la società stessa ci esiga di mentire per riuscire ad adattarci meglio e, in questo modo, sentirci accettati.

    • Poco a poco, finiamo per dare un’immagine talmente distorta di noi stessi, che stentiamo a riconoscerci e ciò rappresenta una fonte di stress e di dolore emotivo che dobbiamo saper gestire.
    • Evitiamo di dire certe cose ai nostri cari perché sappiamo che non accetteranno le critiche in modo costruttivo.
    • C’è chi dice bugie su se stesso pur di sentirsi accettato (il che è molto comune, per esempio, tra gli adolescenti).
    • Mentiamo sui nostri gusti di fronte a certe persone per non sentirci rifiutati, usiamo la menzogna quando ci troviamo ad una festa o ad altri tipi di riunioni sociali per riuscire ad “armonizzarci” con gli altri, anche se non ci piace farlo.

    Se ci riflettiamo bene, si tratta di un atteggiamento che tutti abbiamo adottato almeno una volta e che, a lungo termine, ci ha fatto stare male. Per questo motivo, arriva sempre un momento in cui ci rifiutiamo di continuare a comportarci in questo modo.

    donna con serratura nel petto la menzogna

    A volte anche essere sinceri crea problemi

    Dire la verità senza avvisare e senza anestesia, fa male. Quando si vuole fare buon uso della sincerità, è necessario avere tatto, temperanza e intelligenza.

    • Non possiamo dire al nostro partner da un giorno all’altro, “che non lo amiamo più”. La verità improvvisa fa male ed è per questo che è meglio usare una sincerità quotidiana (“quello che è successo oggi non mi piace”; “mi sto rendendo conto che le cose tra di noi non vanno molto bene”…).
    • L’uso della sincerità non è accettata da tutti. Infatti, è probabile che voi stessi lo abbiate vissuto sulla vostra pelle: quando dite la verità, vi considerano egoisti o insensibili.
    • Proprio come la menzogna è un’arma a doppio taglio, anche la sincerità condivide questa sua stessa caratteristica. Fare uso della verità in tutti gli ambiti della nostra vita, a volte, ha conseguenze inaspettate.

    Nonostante ciò, come si dice sempre in questi casi, se la nostra coscienza è tranquilla e noi stiamo bene (e ci sentiamo persino liberati), ne sarà valsa la pena.

    La verità deve essere usata con intelligenza, non come un’arma per aggredire

    ragazza in bianco e nero la menzogna

    Proprio come la menzogna provoca danni, la sincerità più brutale può avere conseguenze dolorose che è meglio saper gestire.

    Di sicuro, anche voi conoscete qualcuno che si vanta di essere molto sincero. Si tratta della tipica persona senza peli sulla lingua che aggredisce gli altri con i propri commenti (“Maria è sempre più grassa”; “Ogni volta che apri bocca, sembri più stupido”; “Quello che hai fatto è ridicolo”).

    • Dobbiamo essere in grado di offrire una verità che permetta agli altri di crescere e che non serva solo a umiliarli.
    • L’uso della verità ci deve liberare dalle persone che vogliono farci del male o che mettono dei limiti alla nostra vita. Tuttavia, dobbiamo anche saper essere sinceri con rispetto.

    È vero che, a volte, la nostra sincerità dà fastidio. Nonostante ciò, il fastidio non deve mai diventare un’aggressione, bensì trasformarsi in una strada tramite la quale rispettare i propri spazi e il valore della convivenza.

    Vivere più sani

  • in

    “Concedermi quello che merito non è egoismo, significa salvaguardare il mio amor proprio”

    Dobbiamo ammetterlo, a volte lasciamo il nostro amor proprio in mani altrui, non ce ne prendiamo cura e rimaniamo intrappolati nella rete della bassa autostima che ci fa dimenticare ciò che valiamo e ciò che ci meritiamo.

    Tale tendenza fonda le sue radici nell’infanzie e in tutte quelle esperienze precedenti che hanno determinato parte della nostra personalità.

    Dobbiamo capire, però, che, per quanto riguarda l’amor proprio, bisogna prendersene cura giornalmente ed intervenire senza mai trascurarlo.

    Non si tratta neppure di “gonfiarlo” fino all’estremo adottando comportamenti narcisisti o sfiorando l’egoismo. Bisogna essere abili, saggi, intuitivi e sapere quali sono limiti e diritti nostri ed altrui.

    Visualizzate il vostro amor proprio come un delicato gioiello di cristallo. Rendetevi conto che, più lo lucidate, più sarà bello e più vi sarà di ispirazione. C’è, però, un aspetto di cui prendersi particolarmente cura riguardo a questo prezioso gioiello: bisogna evitare che qualcuno lo rompa.

    Di seguito vi offriamo tre frasi su cui riflettere e che vi permetteranno di curare tale aspetto come merita.

    Dovete interiorizzare queste idee affinché, giorno dopo giorno, vi diano la forza necessaria, come un’iniezione di energia che in soli 3 minuti vi ricorderà dove si trova il vostro nord e dove la vostra autostima.

    “Concedermi quello che merito non è egoismo, significa salvaguardare il mio amor proprio”

    Tutti noi abbiamo sentito un milione di volte la frase “devi amare te stesso altrimenti non ti rispetterà nessuno”.

    • Quando iniziamo finalmente a preoccuparci un po’ più per noi stessi, però, succede qualcosa: improvvisamente la gente comincia a dire che siamo cambiati, che siamo diventati egoisti.
    • Bisogna capire che tra amor proprio ed egoismo c’è tutta una scala di tonalità che una persona matura non sorpassa.
    • Questo amor proprio, che spesso non abbiamo, è un aspetto che socialmente non viene ben visto.
    • Dire in un momento dato “no, non voglio rimanere con te perché ho bisogno di passare il pomeriggio da sola, per passeggiare e pensare alle mie cose” può essere interpretato da molti come una cosa strana, maleducata e persino come una mancanza di rispetto.

    Concedervi quello che vi meritate e di cui avete bisogno in un certo momento non rappresenterà mai un atto egoistico.

    Chi lo interpreta come tale non sarà mai un buon amico perché gli amici migliori ed i familiari più cari sono capaci di essere empatici con noi, di capirci e rispettare le nostre decisioni.

    “Devo mettere dei limiti per proteggere la mia dignità, la mia identità, la mia preziosa essenza personale”

    Chi va per il mondo senza una barriera protettrice, un filtro o un muro da contrapporre a ciò che ferisce, rende vulnerabile e disintegra l’autostima, lascerà passare tutto ciò che la vita e il destino offrono, sia positivamente che negativamente.

    E se fossimo un po’ più selettivi? Se decidessimo di essere più saggi e di tenere solo il buono? 

    Nemmeno questo è un atto di egoismo, al contrario. Rappresenta un fantastico passo verso un’adeguata salute mentale ed emotiva, verso un benessere che gioverà direttamente al vostro equilibrio fisico.

    Non abbiate paura ad innalzare barriere per proteggervi da chi vi porta malessere, da chi vi manipola o vi minaccia.

    Se cominciamo a mettere dei limiti, la qualità della nostra vita migliorerà.

    “Il mio amor proprio ha un prezzo molto alto e non si fanno sconti”

    L’amor proprio è più che un senso di auto-protezione, del saper mettere un limite tra ciò che è tuo e ciò che è mio, di proteggere questa pietra preziosa di cui parlavamo all’inizio dell’articolo…

    • L’amor proprio rappresenta la nostra dignità, è un’essenza inviolabile e distintiva grazie alla quale siamo come siamo, proviamo certe emozioni, abbiamo la forza necessaria per affrontare le difficoltà, raggiungiamo i nostri sogni e creiamo una realtà che si adatti alla nostra personalità.
    • Non è facile ottenere tutto ciò. Dobbiamo anche capire che l’amor proprio è sempre in continua crescita. A volte si indebolisce, si ammala o ce lo strappano.
    • Altre ci dimentichiamo di nutrirlo, sebbene tale dimensione abbia bisogno di freschezza, novità, nuove conoscenze, nuove amicizie, prospettive ed esperienze.

    Sappiate, dunque, che il vostro amor proprio ha un prezzo molto alto. Non offritelo a nessuno, è vostro e vi serve anche per poter dare agli altri lo stesso che è stato offerto a voi: rispetto, affetto, una saggia convivenza e armonia.

    Vivere più sani

Load More
Congratulations. You've reached the end of the internet.